Peterloo, recensione del coinvolgente ed emozionante film su un dramma storico

Peterloo - locandina

Peterloo, di Mike Leigh è uno spaccato storico e sociale che pone l’attenzione sul dolore e sulla violenza di un fatto realmente accaduto, in maniera decisa e prediligendo la dilatazione del tempo.

Sangue per le strade

Peterloo, di Mike Leigh è un ritratto epico degli eventi che riguardando il famoso e terribile massacro di Peterloo del 1819, in cui un pacifico raduno pro-democratico al St. Peter’s Field di Manchester si trasformò in uno degli episodi più sanguinosi e più noti della Storia britannica. Attorno alla vicenda di Joseph, sopravvissuto alla battaglia di Waterloo, e della sua famiglia contadina, tra i sogni e gli obiettivi dei giovani radicali, dei giovani riformisti moderati e le paure del governo di Londra, il film scandisce con tensione gli attimi immediatamente precedenti a quella che viene ricordata come la strage di Peterloo.

Un film storico

I personaggi ben caratterizzati e verosimili, primi fra tutti Nelly (Maxine Peake), madre di Joseph, e Henry Hunt (Rory Kinnear) che rappresentato perfettamente alcune delle figure fondamentali dell’epoca. Nessun protagonista e tutti fondamentali, un film storico su un’Inghilterra, un Paese in cui giornalismo e passaparola storpiano e deformano la realtà, facendo passare per rivoluzione e proteste, semplici riunioni e manifestazione. Peterloo non è solo la rappresentazione e il racconto di una strage conosciuta, ma si pone come il ricordo di un cammino lungo, che è costato la vita a decine di innocenti e che ha portato alla democrazia contemporanea, alle libertà e ai diritti civili che oggi si riconoscono nell’Inghilterra.

Peterloo - Rory Kinnear
Henry Hunt (Rory Kinnear) in una scena del film Peterloo, durante un discorso immediatamente precedente al massacro

Più livelli di genere

Peterloo segue tutte le regole del film storico, ma anche di quello politico. Principalmente concentrato sul dialogo, sull’arte della persuasione, della parola e dell’oratoria, ricalcando a tratti la politica attuale. Leigh scandisce con estrema lentezza, a volte efficace, altre esagerata, i giorni, i ragionamenti, i pensieri e le paure che precedono il 16 luglio del 1819. Come il sentimento positivo e di festa che poi si è trasformato in strage. Uno scorrere del tempo inesorabile, con dubbi che diventano certezze e discorsi che si trasformano in ordini di intervento: come la scena in cui gli esponenti del governo inglese inveiscono contro i manifestanti e fingono di chiedersi quale sia la migliore via da percorrere, ingannando lo spettatore: è chiaro da subito che la loro decisione è già stata presa.

Tecnica e messaggio

Peterloo è un prodotto abbastanza riuscito che mescola regia e tecnica per dare vita ad uno stile dilatato che fa dei tempi morti l’unità di misura del film. In una cornice storica adeguata e ben ricreata la regia assume una connotazione fluida ed elegante mentre la fotografia predilige tinte unite e contrastate che rivelano il dramma interiore di ogni personaggio, simboli di un insieme sociale di identità e culture. Il regista Mike Leigh attraverso una vicenda ampiamente riconosciuta come tra le più crude e sanguinose nella Storia dell’Inghilterra, rappresenta l’ignoranza e la disinformazione che, ancora oggi, sono presenti nella società.

Peterloo, diretto da Mike Leigh, con Maxine Peake, Rory Kinnear, Neil Bell, Pearce Quigley, Philip Jackson, Tim McInnerny, David Moorst, Rachel Finnegan, è uscito il 21 marzo  distribuito dall’Academy Two.

VOTO:

 

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