Pepe Mujica – Una vita suprema, la recensione del docufilm di Kusturica

Pepe Mujica una vita suprema - Pepe Mujica

Sarà in sala fino al 16 ottobre Pepe Mujica – Una vita suprema, il docufilm di Emir Kusturica sull’iconico ex presidente dell’Uruguay, ormai entrato nel mito. Un ritratto intimo e tenero dell’uomo e del politico, alla ricerca di quella «tenerezza della vita» che ispira ancora oggi “El Pepe”

Ha debuttato il 13 ottobre al cinema Pepe Mujica – Una vita suprema, il documentario sulla vita dell’ex presidente dell’Uruguay. Presentata in anteprima alla 75ª Mostra del Cinema di Venezia, la pellicola è diretta dal pluripremiato regista serbo Emir Kusturica, che qui ci conduce per mano, con passo accorto e delicato, nell’intimità di “El Pepe”, consegnandoci un ritratto tenero e poetico dell’uomo prima che del politico. Ed è questa la meraviglia, quando si ha a che fare con uno come Mujica: in lui pubblico e privato combaciano alla perfezione, senza fratture né stonature. Pepe è uomo perché fa politica, e fa politica perché è uomo: la forma più alta dello stare al mondo è militare, combattere per ciò che si crede accanto agli umili della terra e a chiunque perseveri un’ideale di giustizia e cambiamento. La sorprendente regia di Kusturica riesce a restituire tutto questo con grande evidenza e immediatezza, grazie anche al sapiente montaggio che, con salti temporali e immagini di repertorio, ci racconta ora il Pepe rivoluzionario, ora l’uomo di Stato, ora il vecchino ricurvo dagli occhi sognanti che accarezza le sue zolle e parla di fiori.

Pepe Mujica e il regista Emir Kusturica

Un omettino dall’abito sgualcito – «quello del giorno in cui ho preso la Presidenza», dice – e dalle guance molli, un sorriso vispo ma dolce allo stesso tempo e un volto scavato dalla passione di anni di lotta: eccolo Pepe Mujica, nella sua casupola umidiccia, tra i suoi cani e l’orto. Eccolo seduto su una panchina fatta di tappi di plastica colorati, mentre sorseggia un intruglio che offre ad un esitante Kusturica. C’è un filo di comunione, una vibrazione tangibile che passa tra i due, un ex presidente in pensione e un regista, due uomini dagli stessi occhi profondi e curiosi e un desiderio condiviso di entrare in comunicazione. D’incontrarsi, da qualche parte. L’energia muta tra i due riempie di sé l’intero documentario, conferendogli un valore umano prima che cinematografico.

Pepe Mujica – Una vita suprema è anche un viaggio nella storia dell’Uruguay, dagli anni ’60 ad oggi, tra cambiamenti radicali, utopie fallite e sanguinarie repressioni. Un Paese che dovette suo malgrado riscoprirsi a pieno titolo parte dell’America Latina, quel gigantesco e variegato vicino che gli USA definirono “il giardino di casa”. Il leit motiv dell‘ingerenza statunitense è sviluppato tramite l’uso sapiente di alcune scene tratte da L’Amerikano (État de siège), film del 1972 di Costa-Gravas, un vero e proprio fil-rouge che attraversa tutto il documentario, portando così “in vita” i racconti di Pepe su guerriglie urbane e azioni di strada compiute negli anni di militanza nel MLN – Tupamaros, il Movimento di Liberazione Nazionale ispirato alla rivoluzione cubana.

Pepe Mujica una vita suprema - Pepe Mujica e Lucia Topolansky
Pepe Mujica e la moglia Lucia Topolansky

Ma Pepe Mujica – Una vita suprema è anche il ritratto d’amore dell’ex presidente uruguayano e sua moglie Lucia Topolansky, fedele compagna al suo fianco dall’inizio del loro percorso politico. Ed è proprio militando che i due si conobbero, come raccontano nel docu-film. Da allora, sono inseparabili: un sodalizio di anima e corpo, ispirazioni e obbiettivi che nemmeno i 13 anni di carcere hanno potuto piegare. Amore e rivoluzione si riconoscono l’un l’altro nel legame di Pepe e Lucia, come alleati naturali e perfettamente in armonia tra loro. «Rifugio», così definisce sua moglie Mujica, concludendo il pensiero con un tenerissimo «ed io per lei». Compagni, amanti, amici, alleati: ora anziani e innamorati, li lasciamo abbracciati al tavolo di un bar mentre intonano appassionatamente un canto tradizionale.

Cosa resta, dunque, di Pepe Mujica – Una vita suprema? Ci resta impigliata nelle pupille l’immagine di un contadinotto dalle dita tozze e sporche che passeggia nella sua fattoria, o un omino emozionato per il suo ultimo giorno da Presidente, mentre sfreccia nel suo piccolo Maggiolino azzurrino, sobrio e umile come sobria e umile è sempre stata la sua vita. Potremmo anche dire che restano sicuramente le fotografie del giovane Mujica, il rivoluzionario anticapitalista dedito a espropri che è riuscito persino ad evadere da un carcere, entrando quasi nel mito. O forse restano i cori e gli applausi emozionati delle persone, l’affetto che si tocca con mano di un popolo per un uomo che ha vissuto con coerenza e amore per la sua gente

Pepe Mujica una vita suprema - maggiolino azzurro
Pepe Mujica nel suo Maggiolino azzurro

Forse però ciò che resta di questo viaggio nella vita di Mujica è altro, è altrove. Ed è da rintracciare nelle pieghe del suo viso, nella semplicità dei suoi insegnamenti e nello sguardo poetico di Pepe sul mondo e sulla vita, di cui è figlia la sua politica. Uno sguardo attento e aperto alla «tenerezza della vita», comunque essa scelga di rivelare se stessa, se in gigantesche forme inafferrabili o nelle sue più piccole e intangibili particelle; se nelle mani stanche di una madre single o nella zolla cruda e dura del campo. Uno sguardo consapevole che, al tramonto della sua vita, porta Pepe ad affermare che «a volte ciò che è male è bene, e viceversa, ciò che è bene è male», perché è nel dolore e nell’avversità che l’uomo viene forgiato, non nel trionfo o nelle pose da piedistallo. Ed è una verità crudele, avverte Pepe, un fondamento che non si riesce ad afferrare con “spirito bottegaio”, ma forse solo educando il nostro stesso sguardo all’inseguimento di un’Utopia che sembra talvolta lontana, ma è nelle piccole cose e nel coraggio di perseguirle che viene invece a compiersi perfettamente. Solo così è possibile esclamare, come “El Pepe”: «Non sto andando via… sto arrivando!».

Pepe Mujica – Una vita suprema, diretto da Emir Kusturica, con Pepe Mujica, è nei cinema fino al 16 ottobre, distribuito da I Wonder Pictures.

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