Pare parecchio Parigi, recensione: Pieraccioni imbastisce un finto road movie che non si accende

Pare parecchio Parigi - Chiara Francini, Nino Frassica, Giulia Bevilacqua e Leonardo Pieraccioni (foto di Leonardo Baldini)
Pare parecchio Parigi - Chiara Francini, Nino Frassica, Giulia Bevilacqua e Leonardo Pieraccioni (foto di Leonardo Baldini)

La nostra recensione di Pare parecchio Parigi, il nuovo film di Leonardo Pieraccioni con Nino Frassica, Giulia Bevilacqua e Chiara Francini: una storia tanto inverosimile quanto reale raccontata con la solita tenera amarezza pieraccioniana, ma dal canovaccio debolissimo

Dopo quasi trent’anni dall’uscita de I laureati e quindici film all’attivo si può ormai constatare come il cinema di Leonardo Pieraccioni sia destinato a non cambiare mai. Nonostante le promesse e i proclami, infatti, Pare parecchio Parigi si muove su quelle coordinate sia tematiche che diegetiche che hanno fatto la fortuna del regista e attore fiorentino, sebbene questa volta siano declinate su un tono leggermente più amarognolo che pizzica le corde del family drama. Come già accadeva nel brutto film di Siani anche qui non sembra che si dica nulla di nuovo sulla famiglia e sulle sue idiosincrasie, nonostante Chiara Francini, Giulia Bevilacqua e Nino Frassica facciano il possibile per salvarsi.

Pare parecchio Parigi - Leonardo Pieraccioni e Nino Frassica (foto di Leonardo Baldini)
Pare parecchio Parigi – Leonardo Pieraccioni e Nino Frassica (foto di Leonardo Baldini)

Un ultimo desiderio

Per esaudire l’ultimo desiderio che ha un vecchio e malatissimo padre di nome Arnaldo (Nino Frassica) di non aver fatto un viaggio a Parigi con i figli Bernardo (Leonardo Pieraccioni), Giovanna (Chiara Francini) e Ivana (Giulia Bevilacqua), questi ultimi pur non parlandosi da cinque anni, fingeranno di partire con lui da Firenze a bordo di un camper, senza però mai muoversi dal maneggio di Bernardo. Quel viaggio, messo in scena perché ai figli è stato proibito di allontanare il padre dalla struttura ospedaliera che glielo ha affidato, diventerà una paradossale, avventurosa e irresistibile occasione per tentare di far riavvicinare i fratelli e cercare di riconciliarsi con il loro papà.

Pare parecchio Parigi - Giulia Bevilacqua, Leonardo Pieraccioni e Chiara Francini (foto di Leonardo Baldini)
Pare parecchio Parigi – Giulia Bevilacqua, Leonardo Pieraccioni e Chiara Francini (foto di Leonardo Baldini)

Una commedia senza respiro

Un po’ al buon Pieraccioni gli si vuole pure bene. In fondo i suoi primi lavori riuscivano ad infondere un po’ di sana lieve amarezza al gioco della commedia, rispettando la massima baudelairiana che vuole che sia proprio l’amarezza l’ingrediente perfetto per la commedia come l’ironia per la tragedia. Il problema di fondo è che sono passati quasi trent’anni dal suo esordio, ma il Pieraccioni sgambo e a metà tra disillusione e illusione de I laureati non sembra essere cambiato affatto. D’altronde non è un caso che anche il pubblico lo stia lentamente abbandonando, forse perché sente che dall’altra parte le idee sono stantie, l’entusiasmo c’è ma non si vede e le storie ormai si assomigliano tutte.

Pure questa di Pare parecchio Parigi, nonostante sia liberamente adattata da un fatto avvenuto nel 1982 e nonostante per la prima volta Pieraccioni potesse davvero confrontarsi con l’assurdo, con il grottesco. Invece il comico fiorentino, supportato dal fido Filippo Bologna in sceneggiatura, non fa nulla per dare fibra e respiro al suo canovaccio, indebolendolo ancora di più rispetto alla già esile idea iniziale e giocando quasi ed esclusivamente di gag, di brevi e fulminei lampi o di idee potenzialmente clamorose (Ceccherini nei panni di un cattivo quasi mostruoso) che qui vengono sprecati malamente. Della meraviglia e dello splendore di Parigi, insomma, non c’è granché. 

Pare parecchio Parigi - Giulia Bevilacqua, Leonardo Pieraccioni e Chiara Francini (foto di Leonardo Baldini)
Pare parecchio Parigi – Giulia Bevilacqua, Leonardo Pieraccioni e Chiara Francini (foto di Leonardo Baldini)

Tutto piatto, tutto fumoso

C’è un altro peccato capitale di cui Pare parecchio Parigi si macchia, perfino più grave se vogliamo vista la verve proverbiale della produzione pieraccioniana: la noia. Raggiunge a malapena gli 85 minuti di durata eppure ritmo e pacing di sceneggiatura e montaggio non tengono mai, se escludiamo forse il primo atto, complice una scrittura mai a fuoco, poco ispirata e per questo poco divertente. Come giudicare altrimenti un paio di situazioni in cui l’elemento comico non viene mostrato ma raccontato, tra riferimenti a Charlie Chaplin e a Mel Brooks, e che quindi infrangono la prima regola aurea della narrazione (anche comica) dello show, don’t tell.

Se però rimane incerto per quanto riguarda la propria anima da commedia il lato vicino al family drama, più accentuato del solito, è altrettanto fumoso e pallido perché i personaggi sono macchiette prigionieri di sé stesse: c’è il padre ossessionato dal lavoro e totalmente anaffettivo coi propri figli destinato ovviamente ad una redenzione senza trasformazione alcuna, c’è il figlio maggiore perennemente solo e sconfitto dalla vita anche all’età di 60 anni, c’è la figlia schiava degli uomini è quella schiava di un segreto neanche tanto segreto sulla propria omosessualità.

Quattro personaggi in cerca di una personalità filmica e di un arco di trasformazione sensato che però non arriva mai, fino ad un finale che fa esplodere la fugace illusione di un sogno e di un cinema scomparsi. Pare parecchio Parigi in questo modo lavora di rimbalzo sulla nostalgia e sul ricordo di quel che la “poetica” di Pieraccioni è stata, invece di iniziare a tracciare un percorso sensato per il futuro. Un peccato viste le premesse e le promesse, ma soprattutto l’ennesima occasione mancata di un sistema tutto che si autofagocita e che è inviso al cambiamento, e che come accadeva anche nel film di Siani preferisce rifugiarsi nella risata comoda e sicura, priva di spigolature e di ruvidezza e quindi di mordente, di vita.

TITOLO Pare parecchio Parigi
REGIA Leonardo Pieraccioni
ATTORI Leonardo Pieraccioni, Chiara Francini, Giulia Bevilacqua, Nino Frassica, Massimo Ceccherini
USCITA 18 gennaio 2024
DISTRIBUZIONE 01 Distribution

 

VOTO:

Due stelle

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