La conferenza stampa di Pare parecchio Parigi con il regista e protagonista Leonardo Pieraccioni, la sorella e il padre cinematografici Chiara Francini e Nino Frassica: “È una commedia sulla famiglia dove però c’è molto più dramma del solito, non è il mio classico film!”
Lo avevamo lasciato due anni fa alle prese con una questione “angelica” e lo ritroviamo oggi, alla soglia dei 60, alla ricerca di una propria Parigi o meglio di una propria Parigi immaginaria. Perché in Pare parecchio Parigi Pieraccioni si ispira ad una storia vera per raccontare la vicenda di Bernardo (Leonardo Pieraccioni), Giovanna (Chiara Francini) e Ivana (Giulia Bevilacqua), tre fratelli che pur di soddisfare un desiderio del loro padre morente Arnaldo (Nino Frassica) organizzano un finto viaggio a Parigi, dato che il loro papà avrebbe sempre voluto vederla, ma senza in realtà lasciare il maneggio di proprietà di Bernardo.

“Quando ho iniziato 30 anni fa con Veronesi a scrivere I laureati avevo 29 anni e ho voluto raccontare le paturnie di un trentenne che doveva capire cosa fare della propria vita. Poi ho raccontato i 40, i 50 anni, le crisi sentimentali come in Se son rose in cui la figlia col ditino ammoniva il padre dicendogli che avrebbe potuto fare di più. Alla fine sono arrivati i 60 ed era arrivato il momento di tirare fuori una storia sui legami famigliari, su come riaggiustarli nel giro di pochi giorni quando sembrano essersi definitivamente rotti. Pare parecchio Parigi è stato un soggetto recuperato da un file di progetti impossibili e che è nato da una chiacchierata con un mio amico.” Così ha esordito Pieraccioni, che è un fiume in piena, per poi continuare:
“Ci siamo ispirati dalla storia vera dei fratelli Bugli che nel 1982 decisero di fingere un viaggio a Parigi con il padre morente, e si racconta che dopo due giorni di un viaggio che in realtà non ebbe mai davvero luogo, l’ultima notte avessero portato il padre sopra una collina che dominava Pisa e che quest’ultimo avesse esclamato: Parigi è davvero bellissima! Ora, non sapremo mai e neanche loro sapevano se il padre avesse capito tutto accettando il gesto dei figli o se davvero credesse che quella fosse Parigi, però non è mai davvero stato questo l’importante. Il punto è che quel legame si era in qualche modo rinsaldato, ed è questo che Pare davvero Parigi racconta davvero. Se questo film aiuta a fare questo, allora sarà il lavoro più importante della mia carriera.”

“Io ho accettato questo film per uscire dal solito personaggio siciliano, quindi quando Leonardo mi ha chiamato proponendomi un personaggio siciliano non ho potuto dire di no.” Comincia con la sua solita tagliente ironia il grande Nino Frassica, per poi spiegare meglio chi è il suo Arnaldo. “È un padre che ha sempre rimandato le proprie emozioni, o meglio il racconto delle proprie emozioni e del proprio amore verso i figli. Il suo è un amore distaccato, ma la verità è che lui una carezza ai figli vorrebbe tanto darla e quando capisce che ormai potrebbe essere tardi fa di tutto pur di recuperare quel rapporto coi figli inesistente. Inoltre è stato impegnativo lavorare in Pare parecchio Parigi perché in una commedia così non puoi improvvisare nulla, e io nasco con l’improvvisazione.”
Spazio anche alla bravissima e simpaticissima Chiara Francini, presenza femminile del film accanto all’altra sorella di set Giulia Bevilacqua. “È stato un viaggio straordinario che è una meta, e io dico sempre che dovremmo fare più viaggi perché alla fine inevitabilmente si muore. Viaggiare ti nutre e ti dà linfa anche per quando si diventa anziani, perché ci nutriamo dei ricordi degli anni passati. Questo film rappresenta in pieno la mia idea di felicità, una felicità che è tensione poiché quando acchiappi l’oggetto del desiderio non è più tale. Rifare sempre lo stesso giro ti fa sentire a casa in un certo senso, rivedere gli stessi alberi e le stesse pietre non ti permetteva di capire neanche che ora del giorno fosse e questo aumentava quest’aura magica.”

Infine, sollecitato dai giornalisti, Pieraccioni dice la sua sull’aumento esponenziale del politically correct nel cinema e nella cultura in generale degli ultimi anni. “È una cosa folkloristica, talmente incredibile da assumere i connotati di una cosa che passerà. Persino il mio montatore mi chiese se lasciare o meno una scena in cui do uno scappellotto amorevole a mia sorella nel film, tant’è che lei ride e che noi tutti abbiamo fatto una faccia bambinesca perché in quel momento siamo dei bambini. Ora come ora neanche alcune battute dei miei film precedenti potrebbero essere dette, a teatro si può ancora dire più o meno quel che si vuole ma continuo a pensare che sia un’esagerazione. Però è chiaro che quando il mio montatore ha espresso quel dubbio ho capito che l’asticella si fosse alzata. Bennato cantava sono solo canzonette, io dico che sono solo bischerate.”
Pare parecchio Parigi uscirà in oltre 450 copie il 18 gennaio, distribuito da 01 Distribution.

























