Arriva al cinema come evento speciale dal 4 al 7 ottobre Papa Francesco – Un uomo di parola, il docufilm di Wim Wenders sul pontificato di Bergoglio commissionato dal Vaticano, non una biografia ma un’intervista a cuore aperto sui valori fondanti della Chiesa e della cristianità.
Dopo essere stato presentato fuori concorso al Festival di Cannes del 2018, il film documentario di Wim Wenders doveva inizialmente uscire nelle sale lo scorso 18 maggio, poi è stato rimandato come evento speciale dal 4 al 7 ottobre, distribuito da Universal.
Diretto da Wenders e scritto dal regista tedesco con lo sceneggiatore e produttore David Rosier (Il sale della terra), il docufilm è stato commissionato direttamente da don Dario Viganò, l’ex prefetto della Segreteria delle Comunicazioni Vaticane, che ha studiato cinema e conosceva Wenders, il quale ha avuto carta bianca e l’accesso privilegiato agli archivi e ai documenti filmati del Vaticano, oltre al final cut del film.
Il Papa degli ultimi venuto dalla fine del mondo
Il film è stato realizzato girando quattro lunghi incontri-intervista con il Papa in Vaticano nel corso di due anni (tra il 2016 e il 2017), con diverse macchine da presa e la tecnica dell’ “Interrotron” che ha permesso a Francesco di guardare nell’obiettivo e allo stesso tempo negli occhi degli spettatori, per essere il più possibile spontaneo e diretto. L’immagine che esce di Bergoglio è quella di un grande “show man” ma anche un “uomo di parola”, che mantiene le promesse, e che nonostante i tempi difficili che stiamo vivendo cerca di mantenere il contatto con l’umanità più sofferente e di dialogare con tutte le religioni, senza fare proselitismi, da buon gesuita. La produzione lo ha seguito nelle numerose visite internazionali, dalle favelas del Brasile alla Casa Bianca, dai campi profughi in Grecia al Campo Arcobaleno di Roma, fino ai centri di detenzione di Napoli e Lampedusa, passando per Gerusalemme (dove visita il memoriale dell’Olocausto e la moschea di Al-Asqa), l’Egitto le Filippine e il Benin, dove visita gli orfani di un ospedale gestito da volontari.

Ignazio Oliva è San Francesco
Una delle caratteristiche particolari del documentario di Wenders è l’inserimento nel film del film girato in bianco e nero ad Assisi con Ignazio Oliva nel ruolo di San Francesco, utilizzando una macchina da presa a mano degli anni ’20 per dare l’idea di una vecchia pellicola scovata in archivio, come un film di Dreyer. San Francesco (1182-1226) è un punto di riferimento fondamentale per Papa Francesco e anche per Wenders (che è protestante), e non solo per la scelta del nome ovviamente (è stato il primo Papa a chiamarsi come il santo di Assisi) ma per i valori incarnati da Francesco. Wenders ha visto tutti i film dedicati a San Francesco nella storia del cinema ma alla fine ha preferito non citarne nessuno ma realizzare un piccolo film tutto suo, l’esperimento è riuscito.

Le domande scomode di Wenders
Tra le domande scomode poste da Wenders bisogna citare quella sulla morte prematura (“perché Dio decide che i bambini debbano soffire e morire?”) e quella sulla pedofilia che ha colpito violentemente la Chiesa negli ultimi anni, a cui Francesco promette di riservare “tolleranza zero”, mentre per quanto riguarda l’accettazione o meno dell’omosessualità il film mostra la famosa intervista in cui Francesco risponde “chi sono io per giudicare?”. Certo rimangono senza risposta alcune questioni come quelle sui profilattici (quanto mai necessari in un mondo popolato da 8 mliardi di persone) e sull’atteggiamento di Bergoglio nei confronti della Teologia della liberazione negli anni ’70 durante la dittatura militare in Argentina, le sue posizioni su aborto, eutanasia, “gender” (che non sono certo progressiste) ma quando dichiara che “fino a che la Chiesa rimane nella ricchezza Cristo non sta qui” sembra sincero, e questa è un’affermazione importante e piuttosto pesante.

La canzone di Patti Smith
Alla fine del film sui titoli di coda arriva una splendida canzone di Patti Smith, These are the words, una ballata piano e voce che ripete “Mercy, hope, humility…Love, compassion, unity” (grazia, speranza, umiltà, amore, compassione, unità), “queste sono le parole con cui vivere ogni giorno”. Patti Smith ha già incontrato Papa Francesco, di cui è una grande ammiratrice, e lo stesso Wenders confessa che quando era stata ad Assisi nello stesso monastero di francescani dove poi lui avrebbe girato parte del film, prima della elezione di Bergoglio lei era convinta che il prossimo Papa si sarebbe chiamato Francesco e lo aveva raccontato anche ai frati increduli, che non avrebbero mai immaginato fosse possibile.

Un giudizio sul film e su Francesco
Wenders non ha fatto un film biografico su Francesco, ha scelto di raccontare soprattutto gli ultimi anni della sua vita, quelli più importanti, i 5 anni di pontificato dal 2013 a oggi, per cui il passato di Bergoglio rimane in secondo piano e solo accennato. Tuttavia esce un ritratto molto positivo della sua figura, come scrive lo stesso Wenders “in un’epoca di profonda sfiducia nei confronti dei politici e degli uomini di potere, in cui bugie, corruzione e fake news sono all’ordine del giorno” il film vuole mostrare il volto buono e sorridente di un uomo sincero, che mette in pratica ciò che predica, al di là delle convinzioni religiose e del credo personale di ognuno. Wenders non vuole dare giudizi sul Papa ma far vedere direttamente il pensiero di Francesco, cercando di abbattere i pregiudizi sulla sua figura e rivolgendosi non solo ai cattolici e ai cristiani ma a tutti “gli uomini di buona volontà”. Per quanto si possa rimanere scettici sul cambiamento reale della Chiesa di Francesco, in cui tutto sembra cambiare per rimanere esattamente allo stesso punto, non si può rimanere indifferenti alle battute finali: «Dammi o Signore, una buona digestione. E anche qualcosa da digerire», la preghiera di Tommaso Moro che il Papa recita ogni mattina, perché “sorridere aiuta a vivere”.
Papa Francesco – Un uomo di parola di Wim Wenders arriva in sala, in 350 copie, come evento speciale dal 4 al 7 ottobre, distribuito da Universal Pictures e Focus Features.

























