Pallottole in libertà, la recensione: una commedia romantica e un thriller comico a tinte noir

Pallottole in liberà - locandina

Pallottole in libertà, di Pierre Salvadori, con una straordinaria Adèle Haenel, è un film surreale che fonde più generi insieme creando un forte ritmo ed esplora tutti gli aspetti e i dettagli che fanno parte dell’animo umano.

Tra eroici ricordi

Il film Pallottole in libertà, di Pierre Salvadori, è la storia di Yvonne (Adèle Haenel), una giovane ispettrice di polizia che ogni sera, prima di andare a dormire, racconta a suo figlio delle storie sul padre morto, un poliziotto eroico. Nei racconti della giovane vedova, il capitano Santi (Vincent Elbaz), riconosciuto eroe locale, apre le porte a calci, annienta qualsiasi avversario ed esce integro da ogni situazione come nei migliori film polizieschi. Morto da professionista con l’arma in mano, una statua viene eretta in memoria del capitano nel porto di Marsiglia. Sfortunatamente, però, Yvonne viene a conoscenza di un passato non così lodevole. Santi non era il poliziotto coraggioso e integro che sua moglie credeva, ma un vero corrotto.

Genere indefinito

Violento, surreale, comico e dolce, un genere indefinito caratterizza il film Pallottole in libertà, dalla commedia drammatica al thriller comico a tinte noir, quelle storie ora comunemente chiamate screwball crime-romance. Ma una delle particolarità del film sta proprio in questi sottogeneri che si intrecciano tra loro, dando un tono sospeso tra favola e magia nel così detto presente, e di action carico d’adrenalina nel passato. Continui flashback da cui poi partono i dubbi e i ricordi diventano menzogne, racconti di una realtà distorta mai esistita.

Pallottole in libertà - Pio Marmaï e Adèle Haenel
Pio Marmaï e Adèle Haenel in una delle scene più intense del film

Un’ottima commedia e un’ottimo thriller

Gli equivoci amorosi, relazionali e lavorativi aumentano man mano che la storia va avanti, il ritmo incalzante si arricchisce di gag del tutto inaspettate e il film assume uno stile fumettistico e un tono avventuriero. L’umorismo leggero e tagliente che fa riflettere si incastra perfettamente con quello prettamente comico che punta solo a suscitare ilarità, mentre la dolcezza della love-story fa commuovere, la tensione propria del thriller lascia senza fiato e gli elementi tipici della commedia degli equivoci fanno da sfondo. Per poi però diventare parte integrante del film.

Una struttura e un messaggio vincente

La regia, a tratti, rischia di confondere, considerando che uno degli scopi di Pallottole in libertà è proprio arrivare a non capire più quale sia il confine tra verità e bugia. L’alternanza tra passato e presente e tra più generi dà però al film un ritmo forte e permette di esplorare l’interiorità dei personaggi in tutte le sue sfaccettature, nella miriade di emozioni che caratterizzano l’animo umano. Anche la fotografia viene influenzata da questo insieme di stili: dal noir all’action, passando dalla commedia romantica ad un tono più simile alla favola. Ciascuno dei personaggi si trova a dover fare i conti con i propri sentimenti in lotta fra loro, riscoprendo se stessi e affrontando il proprio passato.

Pallottole in libertà, diretto da Pierre Salvadori, con Adèle Haenel, Pio Marmaï, Vincent Elbaz, Audrey Tautou, Damien Bonnard, Hocine Choutri esce oggi giovedì 30 maggio distribuito da Europictures.

Voto

 

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