Gli Oscar 2021 slittano al 25 aprile e le regole si adattano alla pandemia

Gli Oscar 2021 slittano al 25 aprile e le regole si adattano alla pandemia

Gli Oscar 2021 slittano dal 28 febbraio al 25 aprile: per adattarsi alla pandemia è stata anche estesa anche la finestra di eleggibilità (il termine ultimo scala dal 31 dicembre 2020 al 28 febbraio 2021) e i requisiti delle pellicole (anche i film usciti in streaming potranno essere candidati).

Il Coronavirus ha stravolto la vita delle persone, partendo dalle piccole cose e coinvolgendo ogni aspetto della quotidianità in ogni parte del globo. L’Academy non ha potuto che adattarsi, decidendo di posticipare ufficialmente la notte più importante del cinema. Gli Oscar 2021 si terranno il 25 aprile, al contrario di quanto previsto in precedenza (ovvero il 28 aprile). Confermati così alcuni rumors che avevano cominciato a circolare già da qualche settimana. Anche il regolamento ha subìto delle modifiche per venire incontro alle nuove esigenze del settore. Con i set ancora fermi e molte uscite posticipate non poteva che essere estesa anche la finestra di eleggibilità, che passa dal 31 dicembre 2020 al 28 febbraio 2021. Inoltre anche i film costretti a saltare l’uscita nelle sale e quindi ad esordire direttamente in streaming a causa della pandemia potranno essere candidati.

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Oscar 2021 rimandati al 25 aprile a causa del Coronavirus

A dare la notizia è stato il Board of Governors dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, che non ha potuto ignorare il caos che ha investito l’intera industria cinematografica. Un ulteriore nodo da sciogliere riguarderà il format della cerimonia: gli Oscar 2021 saranno virtuali oppure in presenza? La decisione definitiva verrà data in futuro e dipenderà anche dal verificarsi o meno di una seconda ondata del Covid-19 in autunno. L’ultima volta che la cerimonia degli Oscar ha subìto uno spostamento (evento che ha dei precedenti) era il 1981, quando ci fu il tentato omicidio del Presidente Ronald Reagan. Scavando ancora nella memoria, la stessa sorte toccò all’edizione del 1968 – in concomitanza con l’assassinio di Martin Luther King – e a quella del 1938 – a causa dell’alluvione di Los Angeles.

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