Orietta Berti a Sanremo: «Manca il calore del pubblico, felice di esserci»

Sanremo 2021 - Orietta Berti - conferenza stampa

Orietta Berti è in gara al Festival di Sanremo 2021 con Quando ti sei innamorato e nell’incontro ha raccontato di cosa parla il brano, del cofanetto con cui festeggia i 55 anni di carriera, della sua storia d’amore con Osvaldo e di molto altro

Orietta Berti è in gara al Festival di Sanremo 2021 con Quando ti sei innamorato e nell’incontro ha raccontato il dispiacere della mancanza di pubblico ma la necessità di svolgere questa manifestazione: «Non c’è il calore nemmeno di fare un’intervista dal vivo, è tutto online e freddo. Mi manca l’aspetto goliardico dell’evento e tutta l’atmosfera di festa che si respira nella città. C’è bisogno di evasione, non si può parlare in televisione h 24 ogni giorno di Covid. La musica ci aiuta a stare meglio e non poteva mancare il Festival».

Orietta dice di aver trattato il tema della violenza sulle donne in un pezzo contenuto nel suo cofanetto e di aver scelto di partecipare al Festival per festeggiare i 55 anni di carriera: «Nel mio cofanetto troviamo una canzone dedicata a donne sfortunate nella vita che hanno conosciuto criminali dal titolo “Il coraggio di chiamarlo amore” e la promuoverò subito dopo il Festival. Quando uno ha un progetto e siamo in un momento di vuoto totale, era l’unico e il miglior modo per farlo ascoltare a tutti». Stasera canterà insieme al gruppo de Le Deva nella serata delle cover: «Hanno una voce particolare ognuna di loro e abbiamo pensato di eseguire una bellissima canzone di Sergio Endrigo e di fare le parti uguali, io divento una di loro».

La Berti parla dell’arrangiamento del suo inedito e incoraggia anche i nuovi colleghi a tenere presenti le radici della musica italiana: «Abbiamo realizzato un arrangiamento nel disco e poi un altro quando ci hanno preso al Festival. Dopo la notizia, infatti, abbiamo chiesto all’organico dell’orchestra di farlo per tutti i 60 orchestrali. Non dobbiamo dimenticarci di essere dei grandi musicisti e vergognarci di cantare le nostre radici, lo chiedo anche ai miei colleghi più giovani».

Orietta ci racconta di aver già trattato temi sociali ma di essere stata spesso censurata: «”Tarantella” parlava di corruzione ancora prima di tangentopoli, quando volevo proporla mi dicevano: “tu devi cantare la canzone dolce e mettere serenità, contro il governo non puoi andarci e non ti mettere a fare contestazioni”. Nel mio piccolo l’ho sempre fatta, anche Finché la barca va lo è anche se per alcuni intellettuali è stata giudicata qualunquista. Mi sono data da fare, solo che non mi hanno ascoltato».

La cantante racconta della storia d’amore con suo marito Osvaldo: «Sono del segno dei gemelli, esuberante o tante personalità mentre lui è scorpione e testardo. Festeggeremo 54 anni di matrimonio, colonna portante anche a livello artistico perché da 20 anni è il mio produttore, non è facile trovare un compagno per tutta la vita, mi hanno detto che è una novità al giorno d’oggi. Era già scritta così quando me l’hanno proposta ma Francesco Boccia inconsapevolmente raccontava la nostra storia».

In chiusura ci dice di essere stata fortunata nell’aver lavorato con produttori che non hanno pensato solo al guadagno: «Il mio carattere è sempre stato fondamentale, ho avuto un’educazione eccellente da parte dei miei genitori a rispettare tutti e a dare retta a chi ha competenza nel mio settore. Ho lavorato sempre con stranieri e mi hanno arricchito, conta il business spesso e se non vendi sei scartato mentre questi produttori volevano da noi che cantassimo in italiano».

Orietta Berti 3
Orietta Berti

 

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