Odio l’estate: la recensione del ritorno al passato di Aldo, Giovanni e Giacomo

Odio l'estate - Locandina

A quasi quattro anni dal pessimo Fuga da Reuma Park, Aldo, Giovanni e Giacomo tornano insieme in questo Odio L’estate e, per l’occasione, ritrovano, oltre al regista Massimo Venier, anche un po’ della freschezza leggera degli esordi.

Questione di tempo

Evidentemente era solo questione di tempo. Per recuperare le dovute energie e provare a ritrovare, se non proprio la verve dei tempi di Mai dire gol, almeno un po’ della freschezza degli esordi. Dopo vent’anni, durante i quali, l’intero repertorio di macchiette di Aldo, Giovanni e Giacomo era stato cinematograficamente sfruttato in lungo e in largo. Fino all’assurdo – e, per più di un verso, irrispettoso verso il pubblico – greatest hits Fuga da Reuma Park che, oltre a segnare  il punto più basso della filmografia del trio, aveva dato inizio uno iato artistico lungo tre anni, cui arriva per l’appunto a porre fine questo Odio l’estate. Che è il ritorno non solo dei tre comici all’interno dello stesso film ma anche del sodalizio artistico con Massimo Venier, regista dei loro primi cinque (e migliori) film, a distanza di quindici anni da Tu la conosci Claudia?

La trama

La storia è, come sempre, poco più di un pretesto per mettere in moto una macchina comica che, sebbene sulle prime un po’ arrugginita, poggia su dinamiche ampiamente collaudate. Aldo, Giovanni e Giacomo partono per le vacanze estive. Non si conoscono e non potrebbero avere delle famiglie e delle vite più diverse: il precisetto organizzatissimo ma con un’attività in proprio fallimentare, il medico di successo – addirittura “Dentist of the Year 2014” – alle prese con un figlio in piena crisi preadolescenziale e l’ipocondriaco nullafacente con un cane di nome Brian e la passione per Massimo Ranieri. Lo scontro è inevitabile: abitudini diverse, due figli che si innamorano, tre mogli che partono col piede sbagliato ma finiscono per ballare insieme in una sera d’estate e tre nuovi amici alla ricerca di un figlio in fuga.

Odio l'estate - Aldo, Giovanni e Giacomo
Aldo, Giovanni e Giacomo in una scena di Odio l’estate

Cosa c’è di nuovo?

Due sono le principali novità rispetto al classico canovaccio dei precedenti film del trio. La prima è che, superati i sessanta, Aldo, Giovanni e Giacomo sono diventati grandi e, per la prima volta, li vediamo padri di famiglia, alle prese con le quotidiane difficoltà dei rapporti con mogli e figli. La seconda – e più importante – è l’ampio spazio lasciato ai comprimari che, in più di un’occasione, rubano letteralmente la scena ai tre protagonisti. Ci riferiamo innanzitutto alla tre attrici chiamate a interpretare, nel film, le loro tre consorti. Maria Di Biase, Carlotta Natoli e una splendida Lucia Mascino (già apprezzata in Suburra e ne I delitti del BarLume) non sono più figurine di contorno come, in passato, le varie Silvana Fallisi, Paola Cortellesi o la stessa Marina Massironi, ma vere e proprie co-protagoniste e perfetti contraltari femminili  – vedi pure ancore di saggezza – dei tre caratteri principali, anche in termini squisitamente comici.

Più che ridere si sorride

A queste si aggiunge poi la preziosa partecipazione di Michele Placido nei panni di un carabiniere burbero e paterno non a caso. Perché, più che sull’amicizia, Odio l’estate si concentra su una genitorialità che, per quanto gestita in maniera blanda – ché è pur sempre un film di Aldo, Giovanni e Giacomo – rappresenta il vero fulcro di una narrazione che se ha un merito, è se non altro quello di provare ad ampliare il range delle corde toccare dal trio. Che, probabilmente consapevole di non essere (più) in grado di strappare risate come un tempo, ha però l’intelligenza di declinare il racconto su toni dolceamari, sulle quali ben si accordano le musiche del cantautore Brunori Sas e che non stonano affatto con la loro sopraggiunta età. Insomma, più che ridere si sorride, sulla scorta dell’immutata simpatia dei tre piuttosto che su un reale congegno comico ben articolato.

Odio l'estate - Maria Di Biase, Lucia Mascino e Carlotta Natoli
Le rispettiva consorti dei tre protagonisti di Odio l’estate: Maria Di Biase, Lucia Mascino e Carlotta Natoli

In conclusione

Certo, si potrebbe ragionare su come la comicità di Aldo, Giovanni e Giacomo non abbia, obiettivamente, retto il peso del tempo e risulti, nel 2020, infinitamente depotenziala rispetto ai fasti della seconda metà dei Novanta. A voler essere maliziosi, si potrebbe anche ipotizzare come questa reunion, per la verità assai poco caldeggiata anche da un fan base che immaginiamo aver soppiantato il trio a vantaggio della carica ludica più anarchica e strutturata di un Checco Zalone, sia più il frutto di esigenze alimentari che non di una reale urgenza espressiva. Ma la verità è che Odio l’estate è un prodotto piacevole e assai più che dignitoso. Una cosina leggera, certo, ma, alla luce di ciò che i più temevano potesse venir fuori, anche un mezzo miracolo.

Odio l’estate, diretto da Massimo Venier e interpretato da Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Lucia Mascino, Maria Di Biase e Carlotta Natoli, sarà in sala da giovedì 30 gennaio, distribuito da Medusa.

VOTO:

 

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