Auditorium Parco della Musica: annunciati i concerti di Ludovico Einaudi, Low e Sananda Maitreya

Auditorium Parco della Musica - Roma

L’Auditorium Parco della Musica di Roma ha annunciato l’arrivo di tre grandi concerti che si svolgeranno in primavera e che vedranno protagonisti Ludovico Einaudi, i Low e Sananda Maitreya.

A partire dal 18 marzo, l’Auditorium Parco della Musica di Roma ospiterà nuovamente i grandi della musica italiana e non. Quest’anno sarà la volta di tre artisti internazionali che fanno sognare il pubblico mondiale con le loro opere: Ludovico Einaudi, la band Low ed infine Sananda Maitreya accompagnato dai The Sugar Plum Pharaohs.

Ludovico Einaudi
(Lunedì 18 marzo, Sala Santa Cecilia ore 21 – Auditorium Parco della Musica)

Torna all’Auditorium Ludovico Einaudi. Musicista curioso e aperto a nuovi incontri e sperimentazioni, incrocia le avanguardie musicali e i suoni ancestrali alle melodie jazz, al rock e alla musica contemporanea non tralasciando particolari e inaspettate incursioni nell’elettronica e sperimentazioni anche nella musica etnica e nel pop. Nel corso della sua carriera collabora con artisti provenienti da diverse estrazioni musicali tra cui: Ballakè Sissoko, Djivan Gasparijan, Mercan Dede, Robert e Ronald Lippok. Le sue composizioni sono esempio di musica trasversale, rappresentano un ponte tra le melodie classiche e il pop.

Ludovico Einaudi
Ludovico Einaudi al pianoforte

Low
(Lunedì 8 aprile, Sala Sinopoli ore 21 – Auditorium Parco della Musica)

Considerati fra i più grandi poeti del rock americano i Low, considerati fra i grandi poeti del rock americano, hanno dato un nuovo significato al rock lento e intimista esaltando la proprietà del suono e del canto e ridimensionando la proprietà del ritmo e del riff. La poesia sonora del gruppo cattura anima e corpo. Le atmosfere create durante le loro performance live appartengono a mondi lontani, possibili unicamente nei sogni. I Low si sono costruiti, con pazienza e gradualità, un seguito di culto tra i fan della scena slow-core americana. C’è voluto l’ex cantante dei Led Zeppelin, Robert Plant, includendo nel proprio album Band of joy due cover pescate da The great destroyer, settimo album della band, a portarli all’attenzione di un pubblico più vasto.

I Low
La band Low

Il primo album I could live in hope (1994) è tuttora considerato da molti critici uno dei capolavori del genere slow-core, undici canzoni che scorrono come altrettante poesie. La band, che quest’anno ha festeggiato 25 anni di carriera, non ha mai messo in fila due dischi uguali, in ogni disco c’è qualcosa di diverso e peculiare che lo contraddistingue dal precedente e lo rende inimitabile ed inconfondibile. Ciò è dimostrato anche nell’ultimo capolavoro della band Double Negative pubblicato lo scorso 14 settembre. Per la sua realizzazione, il gruppo si è affidato al produttore B.J. Burton, già al lavoro con gli stessi Low oltre che con Bon Iver, James Blake e Sylvan Esso. L’album acclamato dalla critica di tutto il mondo, è stato definito come uno dei dischi emotivamente più intensi degli ultimi mesi nonché uno dei più belli del 2018.

Sananda Maitreya con The Sugar Plum Pharaohs
(Giovedì 9 maggio, Teatro studio Gianni Borgna ore 21 – Auditorium Parco della Musica)

Dopo il successo del tour che si è concluso questa estate, Sananda Maitreya annuncia il suo ritorno sui palchi italiani con The fallen angel tour 2019, una serie di concerti che vedranno il poliedrico artista newyorkese accompagnato da The Sugar Plum Pharaohs, la sua rock band composta da quattro elementi: Luca Pedroni alla chitarra, Francesca Morandi al basso, Marco Mengoni alla batteria e cori, Luca Fraula alle tastiere. Artista, compositore e produttore multi-strumentista prima noto come Terence Trent D’Arby negli anni Ottanta e Novanta, ha creato canzoni che hanno fatto la storia, come Sign your name, Wishing well, Delicate, Let her down easyO Divina. Sananda Maitreya torna in concerto per celebrare i suoi trent’anni di musica, ma soprattutto il fatto di essere sopravvissuto alla straordinaria vita che ha vissuto.

«Nel sollevare le nostre voci per raggiungere il coro del mondo» racconta Sananda «punteremo i nostri strumenti verso le stelle che brillano luminose attraverso gli occhi dell’amore e saremo uniti come delle campanelle appese al sempreverde albero della Vita.»

Sananda Maitreya
Sananda Maitreya

Anche per questi nuovi appuntamenti Sananda sarà accompagnato sul palco dalla The Sugar Plum Pharaohs, una fantastica band di quattro elementi che, insieme all’artista, proseguiranno la presentazione di Prometheus & Pandora, il monumentale ultimo lavoro, ben cinquantatré brani per 178 minuti di gloria. Prodotto ed interamente suonato da Sananda stesso, è il suo undicesimo album in studio (dopo Introducing the hardline, Neither fish nor flesh, Symphony or damn, Vibrator, WildCard!, Angels & vampires, Nigor mortis, The sphinx, Return to ZooathalonThe rise of the zugebrian time Lords). È l’album di un polimata che è a proprio agio se si discute di politica e di sport, come di musica. Incapsula la condizione umana del 21° secolo ed è un mix di emozioni conflittuali. C’è intelligenza e saggezza, rabbia e tristezza contemplativa, ma soprattutto una musica vera e inconfondibile che punta diritto al cuore.

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