Normale, recensione dell’intenso film di Babinet sull’adolescenza, premiato a Giffoni

Normale - Joseph Rozé e Justine Lacroix (foto Fanny de Gouville)
Normale - Joseph Rozé e Justine Lacroix (foto Fanny de Gouville)

La nostra recensione di Normale, il film di Olivier Babinet che indaga il tenero rapporto tra un padre e una figlia adolescente cresciuta troppo in fretta, premiato al Giffoni Film Festival nella categoria Generator +16

Normale, il nuovo film del regista belga Olivier Babinet, porta sullo schermo una vicenda agrodolce narrata dal punto di vista di un’adolescente dalla vita difficile. I ragazzi e i loro disagi compongono un universo che Babinet conosce bene, avendo vissuto a stretto contatto con loro durante un progetto di cinema durato due anni nella periferia parigina. Da quell’esperienza, dal suo personale ricordo dei turbolenti anni giovanili e dal rapporto con suo padre nasce la voglia di realizzare Normale, ispirato al romanzo Monster in the Hall di David Greig. Una storia intensa, premiata dai giovani giurati della sezione Generator +16 del Giffoni Film Festival 2023.

Normale - Joseph Rozé, Benoît Poelvoorde, Justine Lacroix
Normale – Joseph Rozé, Benoît Poelvoorde, Justine Lacroix

L’immaginazione che salva

Lucie (Justine Lacroix) è una quattordicenne della provincia francese dalla vita difficile e dalla vasta immaginazione. Orfana di madre, la ragazza vive con il padre William (Benoît Poelvoorde), amorevole e caotico genitore dalla salute malferma e dal conto in rosso. Affetto da sclerosi multipla, l’uomo è sempre più dipendente dalle cure della sua unica figlia. Per compensare la cruda realtà, la ragazza racconta a se stessa e agli altri storie inventate, ricche di particolari spesso inquietanti, sfoderando un talento da scrittrice grazie al quale riesce sempre a trovare le parole giuste per riscrivere la sua storia a immagine dei propri desideri.

Normale - Justine Lacroix (foto Fanny de Gouville)
Normale – Justine Lacroix (foto Fanny de Gouville)

Il sogno di una vita normale

Alle pagine del suo diario, Lucie affida la frustrazione per un’esistenza che l’ha costretta a crescere prima del tempo, dovendosi prendere cura del padre, in uno scambio di ruoli che la schiaccia sotto le responsabilità quotidiane. Ogni adolescente vorrebbe essere unico e irripetibile, eppure la protagonista desidera una vita normale, così come recita il titolo del film, dove scelte difficili e incombenze sono appannaggio degli adulti e ai ragazzi non resta che un margine legittimo di spensieratezza.

Normale - Justine Lacroix e Benoît Poelvoorde (foto Fanny de Gouville)
Normale – Justine Lacroix e Benoît Poelvoorde (foto Fanny de Gouville)

Una tenera complicità

Uniti dal dolore della perdita prematura della mamma, Lucie e suo padre conducono un tenero ménage familiare, fatto di complicità e false verità, necessarie alla sopravvivenza. L’implacabile procedere della malattia di William e l’imminente visita di un assistente sociale li spinge a fare ricorso a tutte le loro immaginifiche risorse pur di difendere ciò che resta della loro famiglia. Quando il ragazzo amato da Lucie le propone una curiosa messa in scena, anche lui in cerca di una normalità da esibire, le cose evolveranno in un modo inaspettato.

Normale - Justine Lacroix e Joseph Rozé (foto Fanny de Gouville)
Normale – Justine Lacroix e Joseph Rozé (foto Fanny de Gouville)

Un affiatamento perfetto

Al suo sesto film in cinque anni di carriera, Justine Lacroix si conferma astro nascente del cinema francese: perfetta nel ruolo dell’adolescente smarrita ma orgogliosa, regala un’interpretazione mirabile nella sua assoluta purezza. Dal canto canto, Benoît Poelvoorde dà vita con disinvoltura a un personaggio eccentrico, senza però farlo scadere nel macchiettistico, come era avvenuto in altri film dell’attore belga. La credibilità dei rispettivi ruoli nasce anche da un fortunato affiatamento tra i due interpreti, che carica di intensità il rapporto tra i protagonisti.

Normale - Benoît Poelvoorde e Justine Lacroix (foto Fanny de Gouville)
Normale – Benoît Poelvoorde e Justine Lacroix (foto Fanny de Gouville)

Adolescenza a tutto tondo

Normale riesce con immediatezza a descrivere l’adolescenza in tutte le sue connotazioni: il bisogno di essere accettati, l’urgenza di definirsi, l’assoluta necessità di figure di riferimento come terreno nel quale affondare le proprie radici, fino agli aspetti più oscuri, come le angosce di morte e le derive autodistruttive. File che spesso restano aperti, a volte irrisolti, fino all’età adulta. La domanda che pone il film è se basta essere stati amati per salvarsi, soprattutto quando la vita diventa troppo dura per essere riscritta. Comunque, sempre meritevole di essere raccontata.

Normale. Regia di Olivier Babinet, con Benoit Poelvoorde, Justine Lacroix, Sofian Khammes, Joseph Rozé, Steve Tientcheu, Sofian Khammes, Saadia Bentaïeb Mr., Geoffrey Carey, Mayline Dubois e Candice Bouchet. Uscita nelle sale giovedì 12 ottobre 2023, distribuito da No.Mad Entertainment.

VOTO:

Tre stelle

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