Non ci facciamo riconoscere di Marco Falaguasta in scena al Teatro Vittoria

Non ci facciamo riconoscere - Marco Falaguasta
Marco Falaguasta

Non ci facciamo riconoscere di Marco Falaguasta e Alessandro Mancini in scena al Teatro Vittoria: un racconto che attraversa gli anni ’70, ’80 e ’90 e cerca di spiegarne l’impatto sui giovani d’oggi

Non ci facciamo riconoscere di Marco Falaguasta e Alessandro Mancini con Marco Falaguasta e la voce dal vivo di Eleonora Segaluscio va in scena al Teatro Vittoria dal 16 al 21 aprile 2024. Marco Falaguasta racconta l’impatto che può avere sull’immaginario di un ragazzo il succedersi di tanti accadimenti nel nostro Paese: gli anni di piombo, il sequestro Moro, la scuola privata, l’Italia campione del mondo, fino ad arrivare ai repentini e spiazzanti cambiamenti dei tempi attuali.

Marco Falaguasta
Marco Falaguasta

Le parole del regista

Cosa significasse esattamente questa frase che i genitori degli anni ‘70, ‘80 e ‘90 ritenevano buona per tutte le circostanze nelle quali bisognasse richiamare i figli ad un comportamento comunque diverso, è rimasto un mistero! Però questa frase risuona ancora nelle orecchie di tutti quelli che, come me, sono nati o cresciuti in quegli anni.

Gli anni di piombo, gli anni della legge sul divorzio, sull’aborto, gli anni del sequestro Moro, ma anche del boom economico, dell’Italia campione del Mondo in Spagna. Gli anni della Panda 30 con il finestrino abbassato e l’autoradio che suonava i Depeche Mood, i Duran Duran, gli Spandau Ballet e“Boys” di una dirompente Sabrina Salerno che metteva d’accordo tutti. Anni ai quali la mia generazione guarda sempre con nostalgia.

Certo eravamo giovani e spensierati, ma siamo proprio sicuri che non farsi riconoscere sia stato un vantaggio o forse, in qualche circostanza, avremmo potuto alzare la voce e… farci riconoscere? Proviamo a rispondere insieme a questa domanda passando attraverso quello che siamo stati, per vedere come siamo diventati noi che le domande le facevamo ai cugini più grandi, allo zio più moderno e non avevamo né Alexa, né Google. Come spieghiamo tutto ciò ai nostri figli ai quali non possiamo più raccontare che con “certe pratiche” si diventa ciechi?

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci qui il tuo nome