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Non abbiam bisogno di parole, recensione: Sarah Toscano e Serena Rossi sono un duo che funziona a meraviglia

Non abbiam bisogno di parole - Sarah Toscano (foto Netflix)
Non abbiam bisogno di parole - Sarah Toscano (foto Netflix)

La nostra recensione di Non abbiam bisogno di parole: il debutto di Sarah Toscano come attrice affiancata da un’impavida Serena Rossi in un film sulla diversità e il canto

Eletta, una ragazza dotata di una voce straordinaria, vive in una famiglia di sordi e fa da ponte tra loro e il mondo esterno. Quando la sua insegnante di canto scopre il suo talento, la spinge a tentare un’audizione in una prestigiosa scuola. Sarah Toscano, al suo debutto al cinema, è convincente nel ruolo di una protagonista matura ma vincolata alle responsabilità familiari. Il tema della diversità emerge anche attraverso una società poco inclusiva. Nonostante buoni momenti emotivi e interpretazioni efficaci, la pellicola risulta a tratti dispersiva e poco approfondita nei personaggi secondari.

Non abbiam bisogno di parole - Sarah Toscano e Alessandro Parigi (foto Netflix)
Non abbiam bisogno di parole – Sarah Toscano e Alessandro Parigi (foto Netflix)

Una voce incredibile

Eletta, una ragazza con una voce straordinaria, è nata in una famiglia di sordi ed è solita fare da tramite tra loro e il resto del mondo. Un giorno, la sua insegnante di canto si accorge del suo incredibile talento e decide di spronarla a sostenere un’audizione in una prestigiosa scuola di musica a Torino. Per la protagonista significherebbe cambiare radicalmente vita e, soprattutto, vorrebbe dire allontanarsi dalla sua famiglia. Eletta si trova quindi a dover compiere una scelta molto complessa, che la porterà a struggersi tra la carriera e ciò che per lei ha sempre rappresentato casa.

Un remake simile ma non identico

Non abbiam bisogno di parole, diretto da Luca Ribuoli, è la rilettura italiana del celebre e acclamato film francese La famiglia Bélier. La trama è quasi la stessa ma, in questo caso, il tutto è ambientato in Italia ed emergono una serie di differenze, oltre a spunti di riflessione presentati in maniera originale e innovativa.

Ribuoli ha scelto come protagonista la cantante Sarah Toscano, qui al suo debutto cinematografico. L’interprete è perfettamente a suo agio nel ruolo di Eletta, una ragazza incredibilmente matura per la sua età, che vive all’interno di una famiglia amorevole e presente ma che fa molto, forse troppo, affidamento su di lei. Eletta è il tramite con cui loro comunicano con il mondo e, senza di lei, sarebbero persi, principalmente perché la realtà che li circonda non si adatta a loro in quanto sordi.

A partire dal sindaco, che li definisce “handicappati” con tutta la nonchalance del mondo mentre afferma di volerli aiutare. Eletta ricopre il ruolo di caregiver e per questo si sente intrappolata ma, proprio la sua famiglia, le ricorda che a volte la diversità può portare al cambiamento e non è qualcosa di cui vergognarsi.

Non abbiam bisogno di parole - Sarah Toscano (foto Netflix)
Non abbiam bisogno di parole – Sarah Toscano (foto Netflix)

La voce

Dopodiché, il canto, come nella versione francese, gioca un ruolo molto importante all’interno della storia, anche se non fondamentale, poiché il cuore del racconto finisce per essere, come ne La famiglia Bélier, il rapporto tra Eletta, sua madre, suo padre e suo fratello. La voce di Sarah Toscano si scopre progressivamente, tra una canzone e l’altra, attraverso adattamenti di celebri brani pop e non, originali e suggestivi.

Il problema, però, è che non viene sfruttata quanto avrebbe potuto: l’artista ha davvero un grande talento, ma nel film Eletta non sembra essere mossa da una grande passione, si limita ad accettare il suo destino, quasi per inerzia, tranne forse in determinati momenti. Il canto non dovrebbe essere il motore di tutto e ciò che determina il distacco dalla famiglia?

Non abbiam bisogno di parole - Antonio Iorillo, Sarah Toscano, Emilio Insolera e Carola Insolera (foto Netflix)
Non abbiam bisogno di parole – Antonio Iorillo, Sarah Toscano, Emilio Insolera e Carola Insolera (foto Netflix)

Qualche difetto

La protagonista, i suoi genitori e, in particolare, la partecipazione spumeggiante di Serena Rossi nel ruolo della maestra di canto di Eletta con cui Toscano ha un’ottima chimica, sono sicuramente uno dei punti di forza della pellicola, così come la presenza di scene più buffe e divertenti che si alternano a momenti più seri e riflessivi.

Al contrario però, sono presenti anche molti elementi che non funzionano, a partire dalla volontà di trattare forse troppi argomenti e di gestire numerosi personaggi. Per quanto riguarda questi ultimi, quelli secondari vengono solo abbozzati e lasciati un po’ a se stessi.

Non abbiam bisogno di parole rimane comunque un ottimo remake, capace di emozionare e di essere originale nonostante qualche difetto. È un film che conforta e che ricorda a tutti l’importanza di sognare e di essere se stessi.

TITOLO Non abbiam bisogno di parole
REGIA Luca Ribuoli
ATTORI Serena Rossi, Sarah Toscano, Emilio Insolera, Carola Insolera, Antonio Iorillo
USCITA 3 aprile 2026
DISTRIBUZIONE Netflix 

 

Tre stelle mezza

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