Nido di vipere, recensione del pulp noir coreano di Kim Yong-hoon

Do-yeon Jeon, Bae Sung-Woo, Yuh-jung Youn, Shin Hyeon-bin, Jeong Man-sik, Jin Kyung, Ga-ram Jung, Jun-han Kim - Nido di vipere
Jeon Do-yeon, Jung Woo-sung, Bae Sung-Woo, Jeong Man-Sik, Shin Hyun-bin, Jung Ga-ram, Jin Kyung e Youn Yuh-jung - Nido di vipere

La recensione di Nido di vipere, film d’esordio di Kim Yong-hoon: tra noir e pulp, un cast affiatato per una storia che ha qualcosa da dire sulla società contemporanea

Un’ambita valigetta

Un umile inserviente (Bae Sung-woo) costretto a prendersi cura della madre malata di Alzheimer (Youn Yuh-jung) trova una borsa piena di soldi in un armadietto della sauna in cui lavora. Ignora però che dietro alla borsa si nasconde un intreccio di storie di spietati malviventi: un doganiere indebitato (Jung Woo-sung), un feroce strozzino (Jung Man-sik), un’astuta truffatrice (Jeon Do-yeon), una giovane escort (Shin Hyun-bin) con un marito violento e un immigrato illegale cinese (Jun Ga-ram) si danno la caccia nel tentativo di mettere le mani sul denaro. Tra omicidi, tradimenti, colpi di fortuna e sfortuna, i loro destini beffardi s’incrociano, cacciandoli in guai sempre più profondi, in un disperato gioco senza esclusione di colpi.

Tra noir e pulp

Kim Yong-hoon firma regia e sceneggiatura di Nido di vipere (Beasts Clawing at Straws nel titolo originale), tratto dall’omonimo romanzo del giallista giapponese Keisuke Sone: una storia ricca di rimandi e citazioni – Pulp Fiction e fratelli Coen in primis – che ha conquistato il pubblico e la critica internazionale. La pellicola possiede i tratti distintivi del cinema coreano contemporaneo (definitivamente affermatosi dopo l’Oscar a Parasite) e strizza l’occhio sia al genere noir che al pulp. Già campione d’incassi, il film ha vinto il Premio Speciale della Giuria all’International Film Festival di Rotterdam e il White Mulberry Award al Far East Film Festival di Udine.

Bae Seong-woo, Do-yeon Jeon e Jeong Man-sik - Nido di vipere
Bae Seong-woo, Do-yeon Jeon e Jeong Man-sik – Nido di vipere

Cast corale

La coralità del cast non nuoce alla qualità del film ma, al contrario, ne accresce il valore. Merito delle interpretazioni di livello, tra le quali spiccano quelle di Jeon Do-yeon, Jung Woo-sung e Youn Yuh-jung. Le loro presenze sceniche hanno un peso specifico importante e alzano l’asticella di una pellicola innegabilmente ben recitata. Buona anche l’idea di dividere la storia in capitoli, che ne scandiscono il tempo oltre ad organizzare al meglio la sceneggiatura. A fronte di una progettazione così capillare, non sarebbe guastato qualche colpo di scena in più. Ma Kim Yong-hoon preferisce non rischiare e rimane in un’agevole comfort zone per questo suo esordio cinematografico. Un biglietto da visita affascinante, che lascia ben sperare per il futuro.

Giudizio della società corrotta

Nonostante l’opinabile decisione di non rischiare troppo, il cineasta riesce comunque a perpetrare la sua critica alla società. Questa, governata da un sistema corrotto, chiude gli occhi di fronte ad un evidente disequilibrio tra le varie classi. Fortemente simbolico il fatto che il confine tra bene e male sia ridotto all’osso: tra i vari contendenti c’è chi vuole appropriarsi della valigetta per reale necessità e chi vuole farlo solo per avidità, eppure i personaggi vengono messi tutti sullo stesso piano. Ancora più evocativa la scelta di rendere l’unico rappresentante delle forze dell’ordine (il personaggio interpretato da Yoon Je-moon) altrettanto negativo e persino scialbo. La provocazione lanciata da Nido di vipere è evidente ed è appassionante il modo in cui ciò viene portato sul grande schermo. Un pizzico di innovazione o di suspense in più avrebbe reso il film davvero memorabile, ma la visione resta in ogni modo fortemente consigliata.

Nido di vipere, distribuito da Officine UBU, arriva nelle sale italiane il 15 settembre. Diretto da Kim Yong-hoon, il cast è formato da Jeon Do-yeon, Jung Woo-sung, Bae Sung-Woo, Jeong Man-Sik, Shin Hyun-bin, Jung Ga-ram, Jin Kyung, Youn Yuh-jungYoon Je-moon.

VOTO:
4 stelle

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