Nessuno come noi, recensione di una già vista commedia romantica

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Nessuno come noi, il film di Volfango De Biasi, liberamente tratto dal romanzo di Luca Bianchini, aveva tutti i presupposti per essere una divertente commedia romantica in cui si intrecciano amore, amicizia, crescita e tradimento, ma nel farlo scade fino ad un finale ancora più deludente.

Uno schema già sentito

Nessuno come noi è ambientato nella Torino degli anni ’80, al centro del film c’è l’incontro tra Betty (Sarah Felderbaum), insegnante bella e anticonformista, e Umberto (Alessandro Preziosi), uomo affascinante e alle prese con un noioso matrimonio privo di qualsiasi passione. Dopo alcuni incontri burrascosi in cui sembra esserci un evidente antipatia, tra i due scoppia un amore travolgente. Alla loro storia si lega quella di Vince (Vincenzo Crea), ragazzo dolce e tranquillo innamorato della sua compagna di classe Cate (Sabrina Martina) che, a sua volta, perde la testa per Romeo (Leonardo Pazzagli), nuovo migliore amico di Vince e figlio di Umberto.

La classica storia d’amore

Nessuno come noi di Volfango De Biasi ha tutti gli elementi della tipica commedia romantica a lieto fine, dove l’amore trionfa su tutto, dove un uomo e una donna che avevano perso la speranza di trovare la persona giusta incontrano finalmente l’anima gemella. E anche gli ostacoli da superare sono piuttosto banali e già sentiti. Forse inizialmente la storia dei ragazzi appariva più interessante, considerati anche i legami con la vicenda di Umberto e Betty che avrebbe creato equivoci tra i figli e nel liceo stesso. Ma tutte le reazioni sono affrettate e poi risolte con fin troppa semplicità.

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Alessandro Preziosi e Sarah Felberbaum in una scena del film Nessuno come noi di Volfango De Biasi

Perdersi con poco

Interessante l’idea, sottile anche se comunque evidente, di indagare la condizione di Betty che da una parte ha paura di una storia seria e definita con Umberto e accetta quindi la relazione clandestina, ma dall’altra non sopporta i fugaci appuntamenti tra loro e le bugie che lui racconta alla sua famiglia per stare insieme. Ad esempio proprio questa sensazione di Betty è affrettata: da un giorno all’altro, dall’accettazione di una storia a metà, escogita piccoli piani vendicativi nei confronti di Umberto perché capisce, in pochi minuti, di sentirsi trascurata.

Occasioni sprecate

Così come è affrettata la presa di coscienza di uno dei ragazzi nel triangolo amoroso giovanile che, dopo qualche bacio e qualche pugno, capisce che forse nella vita bisogna anche rassegnarsi e farsi da parte. Tutte le dinamiche che portano i personaggi alle loro azioni, molte nel corso della storia che comunque, non vengono raccontate, restano del tutto inesplorate e rendono quindi alcune decisioni inverosimili e anche prive di logica. Betty, anticonformista e single per scelta, improvvisamente, si lascia tentare dalla possibilità di dipendere ed essere mantenuta da un compagno ricco, capace di comprarle casa e trovarle lavoro. Aspirazione discutibile, non c’è comunque alcun riferimento a cosa l’abbia portata a capire questo di se stessa.

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Vincenzo Crea e Sabrina Martina in una scena del film Nessuno come noi di Volfango De Biasi

Un messaggio interessante

Nessuno come noi che poteva essere una commedia romantica senza troppe pretese, diventa un film prevedibile e anche privo di attenzione. I personaggi che, con poche informazioni, vengono ben caratterizzati, perdono di spessore nelle loro decisioni dettate da non si sa bene quali ragioni. La possibilità di rendere attuale un film ambientato quasi trent’anni fa è raccontata in modo efficace, perché anche se i tempi cambiano, il film afferma e indaga quanto le dinamiche ruotino sempre attorni ad alcuni temi che i social network e gli smartphone, per quanto potenti, non cambiano. I sentimenti sono sempre ad un livello irraggiungibile per la tecnologia.

La poca cura dei dettagli

Le performance degli attori sono in linea con ciò che il film vuole raccontare, e cioè due storie romantiche di due generazioni a confronto, evidente, nonostante i risvolti prevedibili  e poco chiari. La regia piuttosto pulita e riconoscibile nelle commedie romantiche, con un esplosione di colori che ben trasmette la forza di sentimenti travolgenti e irrazionali, ha però delle pecche nell’attenzione ai dettagli. Sono gli anni ’80, un’epoca molto diversa da quella attuale, eppure ci sono alcuni elementi dei tipici anni 2000: dagli abiti dei protagonisti, al modo di affrontare alcune situazioni dei giovani, come la composizione delle scene d’interni e dello sfondo di altre, in esterno, che elementi voluti o no, tolgono tutta la particolarità degli anni ’80. Per Nessuno come noi l’epoca è fondamentale: dà un senso del film, la nostalgia di un momento storico in cui i sentimenti erano più importanti dell’ultimo modello di un computer.

Nessuno come noi, diretto da Volfango De Biasi, con Alessandro Preziosi, Sarah Felberbaum, Vincenzo Crea, Leonardo Pazzagli, Sabrina Martina, uscirà nei cinema giovedì 18 ottobre distribuito da Medusa.

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