Natale a tutti i costi, recensione: una commedia un po’ irrisolta ma con qualche lampo

Natale a tutti i costi - Angela Finocchiaro e Christian De Sica (foto Netflix)
Natale a tutti i costi - Angela Finocchiaro e Christian De Sica (foto Netflix)

La recensione di Natale a tutti i costi, la nuova commedia natalizia Netflix con Christian De Sica e Angela Finocchiaro come mattatori: un po’ di sano cinismo in più avrebbe reso questo Natale fulminante

Se c’è chi il Natale proprio non lo sopporta, su Netflix c’è anche chi vuole il Natale a tutti i costi come il duo formato da Christian De Sica e Angela Finocchiaro, remake del film francese Mes très chers enfants del 2021 diretto da Giovanni Bognetti. Perché la domanda è una sola: a cosa potrebbero arrivare due genitori per far sì che i loro figli si decidano a trascorrere il giorno di Natale con loro?

Natale con i tuoi

Carlo (Christian De Sica) e Anna (Angela Finocchiaro) si trovano a dover salutare i propri figli Emilio (Claudio Colica) e Alessandra (Dharma Mangia Woods) quando questi ultimi decidono di lasciare il nido e trasferirsi a Roma, per poter aver un po’ di indipendenza. Ma quando questi ultimi comunicano ai due genitori di non tornare a casa per Natale, Carlo e Anna decidono di mettere in scena uno scherzo per far credere ai figli di essere diventati milionari, nonostante il parere contrario della Nonna (Fioretta Mari). Le conseguenze di questa farsa saranno imprevedibili, ma costringeranno la famiglia a riavvicinarsi e ognuno dei suoi membri a rivedere le proprie priorità di vita.

Natale a tutti i costi - Angela Finocchiaro, Christian De Sica, Claudio Colica e Dharma Mangia Woods (foto Netflix)
Natale a tutti i costi – Angela Finocchiaro, Christian De Sica, Claudio Colica e Dharma Mangia Woods (foto Netflix)

Dalla famiglia non si scappa

Quello della famiglia che si riunisce sotto le feste (e in particolare sotto Natale) è un topos oramai ben definito nell’immaginario collettivo. L’unico modo per scardinarlo era quindi quello di far sì che il conflitto alla base del film fosse proprio quello di non voler tornare a casa per Natale, conflitto comune a quello dell’originale francese anche se qui declinato con un tono leggermente più cupo. Le dinamiche familiari e lavorative presenti in Natale a tutti i costi sono infatti figlie del nostro tempo, tra capi super bastardi attaccati al vil denaro e che vessano di continuo i propri sottoposti e figli e genitori incapaci di comunicare gli uni con gli altri il profondo disagio dettato dal fallimento. Da un certo punto di vista questa è una pellicola di “falliti”, ma bonari e in cerca di un modo per sbarcare il lunario della vita. Un film che rimarca ancora una volta come dalla famiglia non si possa mai davvero scappare, e che forse in un mondo come questo la famiglia (quella amorevole e accogliente) resta l’unico approdo sicuro per ripararsi dalle tempeste.

Natale a tutti i costi - Claudio Colica e Dharma Mangia Woods (foto Netflix)
Natale a tutti i costi – Claudio Colica e Dharma Mangia Woods (foto Netflix)

Tra farsa e commedia

La traiettoria di Natale a tutti i costi è quella di molte commedie classiche all’italiana, con un arco che parte dalla farsa più pura per arrivare alla commedia con qualche piccolo momento drammatico nel mezzo. La presenza nel cast di due grandi commedianti come Angela Finocchiaro e Christian De Sica (la cui liason con la farsa procede spedita da quarant’anni) garantisce al film un discreto ritmo e una certa sgarbatezza, ma è la mai troppo celebrata Fioretta Mari a regalare alla narrazione quel tocco di sana causticità che nelle ultime commedie italiane si era ormai perso. Peccato però che, soprattutto dalla metà del secondo atto in poi, il film perda un po’ di quel tono un po’ cupo e di quello sguardo poco clemente che il film riesce in parte a regalare nel primo atto. Sembra quasi che l’atmosfera natalizia, ad un certo punto, più che esacerbare gli scontri, le bugie, le contraddizioni e i difetti dei personaggi li addolcisca e li renda più fruibili per gli spettatori. Il risultato finale è lungi dall’essere fallimentare, ma la sensazione di un qualcosa riuscito a metà pervade ed è ancora più acuita da una rivelazione finale che potrebbe sparigliare di nuovo le carte in tavola per un eventuale sequel.

Natale a tutti i costi - Christian De Sica (foto Netflix)
Natale a tutti i costi – Christian De Sica (foto Netflix)

Manca il graffio del campione

Nonostante quindi un cast tutto sommato all’altezza, la presenza di un paio di situazioni ben sfruttate a livello comico e qualche personaggio sgradevole al punto giusto anche se forse sottoutilizzato, il film non riesce mai a sferrare quella zampata, quel colpo in pieno volto che avrebbe potuto renderlo se non memorabile quantomeno in grado di distinguersi da una massa amorfa. Eppure gli ingredienti ci sono e c’erano tutti, forse è mancato il coraggio di osare fino in fondo, di prendere quei canoni tipici della commedia all’italiana aggiornandoli al presente mantenendo però inalterata la spietatezza nello sguardo, l’assoluta mancanza di freni inibitori, la volontà di mettere alla berlina con cinismo e una disincantata ironia quei tratti caratteristici dell’italiano medio. Se è vero che a Natale siamo tutti più buoni al cinema è sempre meglio essere cattivi, specialmente quando si ha a che fare con personaggi cinici, farabutti, mentecatti e tutto il resto della nobile feccia umana. Per la riabilitazione, il perdono, la comprensione ci sono altri luoghi più propizi.

Natale a tutti i costi. Un film di Giovanni Bognetti con Christian De Sica, Angela Finocchiaro, Dharma Mangia Woods, Claudio Colica e Fioretta Mari, in uscita il 19 dicembre in esclusiva su Netflix.

VOTO:

Tre stelle

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