Muhammad Ali approderà al Teatro Piccolo Eliseo

Muhammad Ali

Muhammad Ali, il grande ed acclamato pugile famoso in tutto il mondo, sarà protagonista dell’omonimo spettacolo in scena al Piccolo Eliseo dal 4 al 18 aprile. Un dialogo tra attore e regista che insieme ricostruiranno pezzo per pezzo il personaggio di Cassius Clay.

Un attore e un regista, sotto gli occhi del pubblico, costruiscono emotivamente, poeticamente e artisticamente lo spettacolo. L’ispirazione nasce concretamente dal corpo di Muhammad Ali, un corpo allenato, messo in gioco, sfidato, osannato, osservato, acclamato; un corpo astuto che sa come attutire un colpo, un corpo pronto, forte, nero, in ebollizione. Un corpo che fa delle differenze una forza, un vanto, una battaglia.

«Se la mia mente può concepirlo e il mio cuore può crederlo, allora io posso compierlo.» Traendo ispirazione dal corpo dell’indimenticabile pugile, metafora della forza che supera ogni limite, l’attore e il regista si confrontano con il senso dell’impossibile e della sfida.

Incontrare Muhammad Ali, la nostra prima sfida, il nostro primo desiderio. Far avvenire questo incontro in uno spazio, in scena, con il pubblico che ci guarda, con le luci che ci illuminano. Un incontro da costruire, da immaginare come momento meraviglioso, perché impossibile.

Francesco Di Leva e Pino Carbone in Muhammad Ali
Francesco Di Leva e Pino Carbone in Muhammad Ali

«Ho lottato contro un coccodrillo, ho lottato con una balena, ho ammanettato i
lampi, sbattuto in galera i tuoni. L’altra settimana ho ammazzato una roccia, ferito
una pietra, spedito all’ospedale un mattone. Io mando in tilt la medicina.»

In scena proviamo a rincorrerlo, rincorrere lui, il suo personaggio, la sua importanza, le sue parole irriverenti, veloci, in rima, pesanti, leggere, fondamentali. Rincorrere la sua vita, il suo carisma, la sua sicurezza. Rincorrere la sua velocità con la nostra velocità, la sua forza con la nostra forza, la sua infantilità con il nostro essere bambini, la sua icona con la nostra volontà. Rincorrerlo per affrontarlo, affrontare ogni suo aspetto: quello sportivo, quello politico e quello privato.

«Cassius Clay è un nome da schiavo. Io non l’ho scelto e non lo voglio. Io sono
Muhammad Ali, un nome libero. Vuol dire amato da Dio. Voglio che la gente lo usi quando mi parla e parla di me.»

Francesco Di Leva in una scena di Muhammad Ali
Francesco Di Leva in una scena di Muhammad Ali

Abbiamo immaginato di scomporlo il suo corpo, pezzo per pezzo, con la stessa attenzione che richiede l’osservazione dell’avversario prima di un incontro. Con lo stesso interesse che merita il vincitore dopo un incontro, accostando ad ogni pezzo del suo corpo un aspetto della sua personalità. Ad ogni pezzo del suo corpo una sfida.

Muhammad Ali - Locandina
Muhammad Ali – Locandina

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