Addio a Luciano De Crescenzo, da Bellavista alla filosofia, Arbore commosso

Luciano De Crescenzo

Morto lo scrittore e regista napoletano Luciano De Crescenzo, autore del celebre Così parlò Bellavista e regista di quattro film. Il cordoglio dell’amico Renzo Arbore.

Dopo Andrea Camilleri ieri, oggi se n’è andato anche Luciano De Crescenzo. Lo scrittore, filosofo e regista napoletano è morto a Roma all’età di 90 anni, a causa di una polmonite per la quale era ricoverato da alcuni giorni al Policlinico Gemelli.

Figura di spicco della cultura italiana ed autore di celebri libri (tutti editi da Mondadori), da Così parlò Bellavista a Storia della filosofia greca, l’ex ingegnere De Crescenzo venduto oltre 18 milioni di copie in tutto il mondo. Ha diretto anche quattro film: Così parlò Bellavista nel 1984, il sequel Il mistero di Bellavista nel 1985, 32 dicembre nel 1988 e Croce e delizia nel 1995.

Lina Wertmuller lo volle come attore in un paio di pellicole, Sabato, domenica e lunedì (1990) e Francesca e Nunziata (2001 per la TV), ma fu Renzo Arbore a farlo esordire sul grande schermo, nei panni di Dio nel suo Il pap’occhio del 1980, di cui è stato anche co-sceneggiatore.

Ed è proprio Renzo Arbore il primo a voler ricordare a La Repubblica, tra le lacrime, il collega ed amico di scorribande:

«Con la scomparsa di Luciano De Crescenzo perdiamo tutti un grande amico. Era un maestro per tutte le cose belle che c’ha fatto conoscere. È una gravissima perdita per la cultura italiana e per la città di Napoli di cui era un esponente fiero ed orgoglioso. Purtroppo Luciano ci ha lasciati, ho tanti, tantissimi ricordi con lui. Abbiamo avuto un’amicizia che non si è mai incrinata nemmeno per un attimo. Abbiamo fatto insieme film, zingarate, trasmissioni tv e passato tanto tempo insieme. Quando lui scriveva i suoi libri, spesso io li presentavo. E in tanti anni non abbiamo mai avuto nemmeno una discussione, come due persone che si vogliono molto bene».

Prosegue Arbore: «Luciano era persona buonissima, non l’ho mai sentito parlare male di qualcuno, nemmeno quando un critico bocciava una sua opera. Gli unici litigi li faceva con i computer, con cui lui aveva a che fare, da ingegnere informativo, quando ancora noi non sapevamo nemmeno cosa erano. Tra le altre cose che ho imparato di lui, forse la più importante è l’umorismo napoletano raffinato, di cui era maestro. Da signore quale era. Con Marisa Laurito e altri amici stiamo pensando al modo migliore per salutarlo. Credo che lo ricorderemo domani in Campidoglio e dopodomani lo accompagneremo a Napoli, doveva voleva essere riportato assolutamente».

Questo invece il ricordo del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: «Esprimo il cordoglio profondo mio personale e della città di Napoli per la fine terrena del grande Luciano De Crescenzo, uomo di immensa cultura che ha saputo interpretare al meglio l’anima del popolo napoletano. Persona di estrema intelligenza, enorme cultura e di una naturale simpatia tutta partenopea. Luciano mancherà molto a Napoli e alla sua gente, lo ricorderemo tutti con immenso affetto e gratitudine».

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