Addio ad Andrea Camilleri, il cordoglio di Luca Zingaretti e tutte le reazioni

Andrea Camilleri

Morto a un mese dal ricovero il grande scrittore Andrea Camilleri, aveva 93 anni. I messaggi di cordoglio di Mattarella, Conte, Salvini, Di Maio, Zingaretti, Fiorello ed altri per il papà di Montalbano.

Andrea Camilleri se n’è andato. Il grande scrittore siciliano è morto all’ospedale Santo Spirito di Roma dov’era ricoverato dopo l’arresto cardiocircolatorio dello scorso 17 giugno. Lo ha comunicato la ASL Roma 1, riferendo che «le sue condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali». Per scelta sua e della famiglia non ci saranno né camera ardente né funerali pubblici, con la cerimonia svolta in forma privatissima e il luogo della sepoltura comunicato solo a tumulazione avvenuta.

Innumerevoli i messaggi di cordoglio per il papà de Il commissario Montalbano, a cominciare da quello del suo protagonista (e amico) Luca Zingaretti, seguito dalle maggiori istituzioni italiane come il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il leader del PD Nicola Zingaretti, il neo presidente dell’Europarlamento David Sassoli, la sindaca di Roma Virginia Raggi e amici speciali come Fiorello e Fabio Fazio.

 

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E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato. Nonostante le notizie sempre più tragiche, ho sperato fino all’ultimo che aprissi gli occhi e ci apostrofassi con una delle tue frasi, tutte da ascoltare, tutte da conservare. E invece è arrivato il momento di ricordare. Di cercare le parole per spiegare chi sarà per sempre per me Andrea Camilleri. Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verita’ che ha raccontato tutti noi e il nostro paese. Mancherai. È inevitabile, è doveroso. Per la tua statura artistica, culturale, intellettuale e soprattutto umana. Le tue parole resteranno sempre con la stessa semplicità e con l’immensa generosità e saggezza con cui le hai condivise, da mente libera e superba quale sei. Ma soprattutto mancherai a me perché in tutti questi anni meravigliosi in cui ho incrociato la mia vita con quella del commissario, mi sei stato amico. Ho avuto la strana sensazione che bastasse un tuo tratto di penna a cambiare la mia vita. Ho vissuto accanto a te, nel tuo mondo, quello che avevi creato, quello che ti apparteneva perché uno scrittore non può che riportare se stesso nelle cose che scrive. E ho imparato tantissimo. Il rispetto per le persone, tutte, per se stessi, e per le persone deboli. Perchè il tuo commissario è così che la pensa. A volerti bene no. Quello già sapevo farlo dai tempi dell’accademia, quando non ci trattavi da allievi, ma piuttosto da colleghi. Ho imparato che il valore delle persone non c’entra nulla con quello che guadagnano, con le posizioni che ricoprono, con i titoli che adornano il loro cognome: le persone si valutano per quello che sono. Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, “Montalbano sono!” dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa, come l’ultima volta che ci siamo visti a Siracusa. Addio maestro e amico, la terra ti sia lieve! Tuo Luca

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