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È morto Gino Paoli, leggenda della musica italiana da Il cielo in una stanza a Senza fine all’amore per Ornella Vanoni

Gino Paoli (foto Alessandro Moggi)
Gino Paoli (foto Alessandro Moggi)

È morto Gino Paoli, cantautore simbolo della musica italiana: da Senza fine a Il cielo in una stanza, da Sapore di sale alla lunga storia d’amore con Ornella Vanoni, se ne va a 91 anni una delle leggende della musica italiana

Gino Paoli è morto a 91 anni. Lo annuncia la famiglia in una nota: «Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari», chiedendo poi massima riservatezza. Il grande cantautore è morto nella sua casa genovese dopo un breve ricovero in una clinica privata.

Chi è Gino Paoli: le origini e la scuola genovese

Gino Paoli nasce il 23 settembre 1934 a Monfalcone, ma cresce a Genova, città che diventerà il centro della sua formazione artistica. Qui entra in contatto con quella che verrà definita la “scuola genovese”, insieme ad autori come Luigi Tenco e Bruno Lauzi.

Fin dagli esordi, si distingue per uno stile intimista e poetico, lontano dalle convenzioni della musica leggera dell’epoca.

Il successo: da Il cielo in una stanza a Sapore di sale

Il grande successo arriva alla fine degli anni ’50 con Il cielo in una stanza, brano che diventa uno dei simboli della canzone italiana. Seguono altri classici senza tempo come Sapore di sale, Senza fineUna lunga storia d’amore, e poi ancora canzoni di successo come La gatta, Ti lascio una canzone e Quattro amici al bar.

Le sue canzoni, interpretate anche da artisti come Mina e Ornella Vanoni, contribuiscono a definire una nuova idea di cantautorato, più personale e introspettiva.

Il rapporto e le collaborazioni con Ornella Vanoni

Il legame tra Gino Paoli e Ornella Vanoni è stato uno dei più intensi e significativi della musica italiana, sia sul piano artistico che personale. I due si conoscono alla fine degli anni ’50 e danno vita a una collaborazione che segnerà profondamente le rispettive carriere.

Paoli scrive per la Vanoni alcuni dei suoi brani più celebri, tra cui Senza fine, contribuendo a costruire l’identità artistica della cantante. La loro relazione sentimentale, vissuta con grande intensità, si intreccia con quella professionale, dando origine a canzoni cariche di emozione e autenticità.

Nel corso degli anni, nonostante la fine della relazione, i due hanno continuato a collaborare e a condividere il palco, mantenendo un rapporto di stima reciproca che ha attraversato decenni di musica italiana.

La vita privata: gli amori, la famiglia e il tentato suicidio

Parallelamente alla Vanoni, Paoli ha una relazione con l’attrice Stefania Sandrelli, da cui nel 1964 nasce la figlia Amanda Sandrelli, oggi attrice affermata.

Paoli è stato sposato con Anna Fabbri, da cui ha avuto il figlio Giovanni Paoli, giornalista (scomparso nel 2025). Successivamente si è legato a Paola Penzo, con cui ha avuto altri figli: Nicola e Tommaso. Nel corso della sua vita ha quindi costruito una famiglia articolata, mantenendo rapporti importanti con i figli nati da diverse relazioni.

Nel 1963 Gino Paoli vive uno dei momenti più difficili della sua vita, tentando il suicidio con un colpo di pistola al cuore. Sopravvive, ma il proiettile rimane nel corpo, diventando un simbolo della sua esistenza segnata da fragilità e profondità emotiva.

Tra musica e politica

Nel corso della sua carriera, Paoli continua a pubblicare album e a esibirsi dal vivo, mantenendo un forte legame con il pubblico. Nel 1987 viene eletto deputato, esperienza che durerà fino al 1992, quando decide di tornare definitivamente alla musica dopo aver, tra gli altri, inciso con la figlia Amanda la versione italiana del brano del film Disney La bella e la bestia, premiato con l’Oscar.

Protagonista assoluto della canzone d’autore italiana

Considerato uno dei padri della canzone d’autore italiana, Gino Paoli ha attraversato decenni di storia musicale, influenzando generazioni di artisti. Il suo repertorio resta ancora oggi tra i più importanti della musica italiana, e negli ultimi anni è stato omaggiato da centinaia di artisti di ogni calabro, fino all’ultima celebrazione che lo ha visto sul palco al Festival di Sanremo nel 2023.

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