Addio al cantautore Claudio Lolli, dagli zingari felici alla Targa Tenco

Claudio Lolli

Morto dopo lunga malattia Claudio Lolli, cantautore bolognese simbolo della musica impegnata, politicamente e socialmente. Il suo maggior successo fu Ho visto anche degli zingari felici.

Il cantautore bolognese Claudio Lolli si è spento all’età di 68 anni dopo lunga malattia. Simbolo del cantautorato impegnato, poeta, scrittore e dagli anni ’80 professore di liceo, nonché grande amico di Francesco Guccini, nella sua carriera quarantennale Lolli ha inciso una ventina di album: il primo fu nel 1972 Aspettando Godot, mentre quello di maggior successo è stato Ho visto anche degli zingari felici del 1976 (titolo anche dell’omonimo brano), che trattava temi come il terrorismo, il femminismo o i problemi dell’emarginazione sociale.

Altro suo album fortunato è stato Antipatici antipodi del 1983 (con la copertina disegnata da Andrea Pazienza), anno in cui partecipa anche alla trasmissione tv Azzurro. La sua ultima opera risale allo scorso anno, dopo quasi un decennio di silenzio, realizzata grazie al crowdfunding: Il grande freddo gli è valso la vittoria della prestigiosa Targa Tenco come “Miglior disco dell’anno in assoluto”.

Proprio in merito alla genesi di Ho visto anche zingari felici, Lolli raccontava in un’intervista: «La canzone e l’album sono nati insieme: il concetto fondamentale era quello della piazza come la vecchia agorà, luogo di socialità, di incontri di ogni tipo, politici, amorosi.. L’idea, senza presunzione, era quella di raccontare una generazione, la contemporaneità di quegli anni, filtrandole attraverso questo punto di vista della piazza. Nei lavori precedenti mi ero impantanato in un struttura un po’ troppo rigida, tipo che se non facevo cinque strofe mi sembrava che la canzone non fosse completa, e poi invece avevo anche molti pezzi più corti e mi piacevano, anche se non avevano la loro autonomia. Così ho pensato di acquisire maggiore libertà inserendoli in questo contesto unico e lungo. Anche musicalmente abbiamo lavorato molto con i miei amici e abbiamo registrato il disco dopo sei mesi di concerti, facendo tutto con molta gioia, con molto affetto tra di noi e voglia di divertirsi, e penso che sia un metodo di lavoro che paga sempre».

Tanti i colleghi artisti che hanno voluto omaggiare Claudio Lolli sui social, da Luca Carboni a Paola Turci, dagli Stadio a Riccardo Sinigallia, fino a Mauro Coruzzi / Platinette. Ma siamo certi che la lista si allungherà ulteriormente.

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