Addio a Venantino Venantini, il caratterista italiano più amato all’estero

E’ morto Venantino Venantini, grande caratterista del cinema italiano, nei film di Dino Risi, Lenzi, Margheriti, Fulci. Dall’autista de Il vizietto al trapanatore di Paura nella città dei morti viventi, è considerato attore di culto all’estero, con quasi 200 film in carriera.

Uno degli ultimi grandi caratteristi del cinema italiano se n’è andato questa notte: Venantino Venantini è morto alle 2:36 all’ospedale di Viterbo per un’insufficienza renale, conseguenza post operatoria di un intervento al femore al quale si era sottoposto qualche tempo fa e che lo aveva costretto a letto negli ultimi mesi. La prima a comunicare il decesso dell’attore 88enne è stata la sorella Rossana, che lo ha ricordato con queste parole: «Amava al pari il cinema e la pittura, era un bravo attore ma era anche un pittore riuscito che ha partecipato a tante mostre». Il figlio Luca lo omaggia così su Facebook: «Nel mio cuore per sempre come te nessuno al mondo. I love you to the sky and twice as high. You will see I will make u proud.always in my heart and soul. Love you forever fabulous papa». I funerali saranno celebrati venerdì 12 ottobre alle 14.30 nella parrocchia dei Sacri Cuori di Maria e di Gesù, a Roma quartiere Vescovio.

Venantino Venantini in Chi ha rubato il presidente? (1966)
Venantino Venantini in Chi ha rubato il presidente? (1966)

Nato a Fabriano il 17 aprile 1930, il prestante e slanciato Venantino Venantini ha partecipato a quasi 200 tra film e serie televisive, non solo in Italia ma anche all’estero ed in particolare in Francia: innumerevoli le sue interpretazioni d’oltralpe, accanto a mostri sacri come Louis De Funès, Michel Galabru, Alain Delon, Yves Montand, Lino Ventura, dove era amatissimo e considerato ed apprezzato molto più che in patria. Dall’Enrique di Che fine ha fatto il presidente? fino all’autista di Michel Galabru ne Il vizietto di Edouard Molinaro.

In una carriera durata oltre 60 anni, iniziata nel 1954 con una comparsata in Un giorno in pretura di Steno, Venantini ha partecipato a decine di film di culto, attraversando tutti i generi possibili: da Lo sbarco di Anzio con Robert Mitchum a Il tormento e l’estasi con Charlton Heston, da Troppo rischio per un uomo solo con Giuliano Gemma a Bandidos con Enrico Maria Salerno, da due film della saga di Emanuelle (Emanuelle nera, Emanuelle nera: Orient reportage) con Laura Gemser (oltre ad Emmanuelle l’antivergine con Sylvia Kristel) a Piedone d’Egitto e Superfantagenio con Bud Spencer.

Venantini ha girato due film con Antonio Margheriti, La morte negli occhi del gatto e Apocalypse domani, tre con Umberto Lenzi, Il grande attacco, Da Corleone a Brooklyn e Cannibal Ferox, e due con Lucio Fulci, Luca il contrabbandiere e soprattutto Paura nella città dei morti viventi, in cui ha la scena più cult della sua carriera, quella in cui trapana il cervello del malcapitato Giovanni Lombardo Radice, diventata uno dei simboli della produzione fulciana.

Con il grande Dino Risi sono addirittura sei i film girati insieme, da La moglie del prete fino a Le ragazze di Miss Italia, passando per Giovani e belli il cui protagonista è il figlio Luca Venantini (con cui aveva già girato Superfantagenio). In televisione Venantino Venantini ha partecipato a diversi episodi de I ragazzi della terza C, interpretando il papà del celebre Chicco Lazzaretti (Fabio Ferrari), a Il maresciallo Rocca, Un medico in famiglia, oltre a calarsi nei panni di Papa Clemente VII nella miniserie Il falco e la colomba. Gustosa ed ironica la sua partecipazione alla trasmissione Stracult di Marco Giusti due anni fa.

Negli ultimi anni l’energico Venantini non ha mai smesso di lavorare, prendendo parte a diversi horror indie diretti da Domiziano Cristopharo, mentre il suo ultimo film è 2 e mezzo – Il tutto è maggiore della somma delle parti di Riccardo Ferrero, in cui recita in un divertente cameo accanto a Fabrizio Biggio, in uscita nei prossimi mesi. Permettete, infine, un ricordo personale di Venantino Venantini, un attore straordinario con una verve incredibile ed una classe innata, oltre che una persona squisita e disponibile. Senza retorica, una grandissima perdita per tutti noi, a livello umano e cinematografico.

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