Addio a Peter Fonda, iconica star di Easy Rider e simbolo di una generazione

Peter Fonda

E’ morto l’attore Peter Fonda, lo storico Capitan America che girò gli Stati Uniti a bordo del suo chopper in Easy Rider, suo film simbolo. Due Golden Globe vinti e due nomination all’Oscar per il figlio di Henry Fonda.

L’attore Peter Fonda, iconico Capitan America di Easy Rider, si è spento nella sua casa di Los Angeles dopo aver combattuto contro un cancro ai polmoni. Figlio del poco paterno Henry Fonda e fratello di Jane, Peter aveva 79 anni. L’annuncio da parte della moglie Parky: «In uno dei momenti più tristi della nostra vita, non siamo in grado di trovare le parole appropriate per esprimere il dolore nei nostri cuori … E, mentre piangiamo la perdita di quest’uomo dolce e gentile, desideriamo anche che tutti celebrino il suo spirito indomito e il suo amore per la vita. In onore di Peter, vi preghiamo di alzare un bicchiere per la libertà».

Peter Fonda, Henry Fonda, Jane Fonda
Peter Fonda, Henry Fonda, Jane Fonda

La sorella premio Oscar Jane Fonda ha salutato il fratello così: «Sono molto triste. Era il mio fratellino dal cuore dolce. Il chiacchierone della famiglia. Ho passato dei bei momenti da sola con lui in questi ultimi giorni. Se n’è andato ridendo».

Degli oltre 110 tra film e serie tv a cui Peter Fonda ha preso parte, quello a cui resta indissolubilmente legato è Easy Rider, film simbolo della controcultura e iconico road movie attraverso gli Stati Uniti a bordo della motocicletta “chopper”. Fonda lo produsse e lo scrisse insieme a Dennis Hopper e Terry Southern, ottenendo una nomination all’Oscar per la sceneggiatura, e lo interpretò (nel ruolo di Wyatt detto Capitan America) insieme allo stesso Hopper e a Jack Nicholson (che fu nominato come attore non protagonista). Lo stesso Fonda lo definì «un film di moto, sesso e droga», con marijuana e LSD consumati a profusione sul set.

La seconda nomination all’Oscar, stavolta come miglior attore protagonista, arrivò per Peter Fonda nel 1998 per L’oro di Ulisse, in cui interpretò un mansueto uomo costretto a crescere le sue nipotine a causa del figlio in galera e della nuora misteriosamente scomparsa. Il ruolo gli valse anche la vittoria del Golden Globe (battendo nientemeno che Leonardo DiCaprio di Titanic, Matt Damon e Daniel Day-Lewis), che bissò poi due anni dopo come non protagonista del film tv The Passion of Ayn Rand, nei panni del marito della scrittrice filosofa Ayn Rand, interpretata da Helen Mirren. In mezzo, nel 1999, anche la nomination per l’interpretazione del televisivo The Tempest, adattamento della tragedia di Shakespeare ai tempi della Guerra di Secessione, per un totale di quattro candidature, iniziate nel 1964 con quella di miglior promessa maschile per I vincitori.

Nel 1998 Fonda scrisse la sua autobiografia, Don’t tell Dad, in cui oltre a parlare del problematico rapporto con il padre Henry, anaffettivo e distaccato, raccontò i suoi problemi con la droga, dovuti proprio alle carenze affettive del padre, da cui è stato salvato da sua figlia, l’attrice Bridget Fonda. Dall’ottobre del 2003 Peter Fonda ha la sua stella sulla Hollywood Walk of Fame, su cui i fan hanno depositato mazzi di fiori non appena diffusasi la notizia della morte dell’attore, che resterà per tutti Capitan America.

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