Addio a Gianfranco D’Angelo, dalle commedie anni ’70 a Drive In, Striscia e il teatro

Gianfranco D'Angelo
Gianfranco D'Angelo

È morto Gianfranco D’Angelo, grande attore romano che nel corso di decenni di carriera è passato dai successi delle commedie sexy degli anni ’70 a quelli della tv commerciale con Drive In e Striscia la Notizia, fino al teatro con tante pièce divertenti; il ricordo di Ezio Greggio

È morto ieri notte a Roma dopo una breve malattia Gianfranco D’Angelo: il grande attore romano era ricoverato al Policlinico Gemelli, e avrebbe compiuto 85 anni il 19 agosto. Lascia le figlie Daniela e Simona, entrambe attrici.

Effetti collaterali…

Pubblicato da Gianfranco D'Angelo su Venerdì 25 giugno 2021

Gli esordi

Dopo aver cambiato mille mestieri, per anni ha vissuto calandosi ogni giorno nei panni di un serio – ma non troppo – impiegato della SIP, e ogni sera in quelli, sicuramente a lui più congeniali, dell’attore. La sua figura di cabarettista si è formata sul palcoscenico del Bagaglino, leggendario teatro romano che ha visto nascere tanti nomi importanti dello spettacolo italiano. Durante la sua carriera ha fatto centinaia di spettacoli in ogni parte del mondo, partecipando a incontri e convention per importanti aziende. Particolarmente significativo lo spettacolo di cui è stato protagonista, insieme a Mina, alla Bussola di Focette: è in quell’occasione infatti che la cantante ha dato l’addio al palcoscenico.

Il cinema

D’Angelo esordisce al cinema nel 1969 grazie ai fratelli Corbucci, che lo vogliono nel musicarello Zum Zum Zum – La canzone che mi passa per la testa. Con Bruno Corbucci gira anche l’anno successivo Bolidi sull’asfalto e Nel giorno del signore. Dopo la recluta in 4 marmittoni alle grandi manovre, il barone di Mondo Candido e il frate di Grazie… nonna, nel 1975 arriva la svolta con L’insegnante di Nando Cicero: D’Angelo interpreta lo strampalato Puntiglio, professore di educazione fisica e fidanzato con Edwige Fenech, la quale finirà poi tra le braccia dello studente Alfredo Pea. Il film ha un tale successo che si moltiplicano, soprattutto nel successivo lustro, le commedie sexy con protagoniste insegnanti, dottoresse, liceali e professoresse, con un cast spesso simile (Lino Banfi, Alvaro Vitali, Renzo Montagnani, Mario Carotenuto) che si scambia i ruoli e procaci attrici rigorosamente spiate sotto la doccia (Edwige Fenech, Barbara Bouchet, Gloria Guida, Lilli Carati, Nadia Cassini).

Diretto soprattutto da Michele Massimo Tarantini, Mariano Laurenti, e Nando Cicero, D’Angelo ha spesso il ruolo di professore con risata isterica e/o atteggiamenti e baffetti hitleriani (ereditati dal ruolo di Puntiglio), come ne L’insegnante va in collegio o La liceale nella classe dei ripetenti, ma insegna anche scienze né La compagna di banco, è supplente di italiano ne La liceale, bidello in Classe mista, preside in Tutti a squola, primario ne La dottoressa del distretto militare, capitano medico ne La soldatessa alle grandi manovre, scienziato in Una bella governante di colore, soldato in Kakkientruppen, onorevole ne La poliziotta fa carriera, cardinale in Scherzi da prete.

D’Angelo interpreta anche Tito Tazio, Tigellino e Tizio in tre pellicole d’ambientazione antica, Remo e Romolo – Storia di due figli di una lupa e Nerone, entrambe dirette da Pier Francesco Pingitore, e Per amore di Poppea di Laurenti. Partecipa anche ad altri film cult come Io zombo, tu zombi, lei zomba di Nello Rossati, Biancaneve & Co. di Mario Bianchi (in cui interpreta lo specchio magico), La gorilla di Romolo Guerrieri (è il padre di Lory Del Santo), Rimini Rimini – Un anno dopo (è un vu cumprà da spiaggia). Nel 2001 proprio Michele Massimo Tarantini tenta una fallimentare operazione nostalgia con Se lo fai sono guai, che vede D’Angelo insieme ad Alvaro Vitali e Michele Gammino. Nel 2017 Fabio Fulco lo riporta sul grande schermo insieme ad altre vecchie glorie nel film Il crimine non va in pensione, mentre nel 2019 la sua ultima apparizione è in W gli sposi di Valerio Zanoli, nei panni di un sagrestano.

La Televisione, da Drive In a Striscia la Notizia

Nel 1971, l’esordio televisivo con Foto di gruppo, accanto a Raffaele Pisu. Poi, in un crescendo di successi Milleluci (1976), con Mina e la Carrà, Dove sta Zazà (1977), Mazzabubù (1978). Nel ’78 e nel ’79 partecipa, in qualità di commentatore in diretta dei dopo tappa, al Giro d’Italia e dimostra come l’ironia possa ben convivere con l’amore per lo sport ed il rispetto per gli atleti, ottenendo un grande successo anche in questa insolita veste. Nell’autunno del ’79 è protagonista de La Sberla, per la regia di Giancarlo Nicotra, che segna una svolta importante nel varietà televisivo italiano. Seguono Signori si parte (1980), con la regia di Romolo Siena, C’era una volta Roma, Tilt (1981), con Stefania Rotolo.

Passa nel 1983 alla Fininvest di Berlusconi, dove è protagonista del leggendario Drive In di Antonio Ricci, segnando i ricordi di un’intera generazione, grazie all’interpretazione del Tenerone, del signor Armando con il cane Has Fidanken, insieme alle imitazioni di Giovanni Spadolini, Pippo Baudo e Katia Ricciarelli, Sandra Milo e Raffaella Carrà. In seguito è stato anche conduttore con Ezio Greggio della prima edizione di Striscia la Notizia e ospite fisso di Fantastico, Carràmba! Che sorpresa e Domenica In. Proprio alla Raffa nazionale D’Angelo aveva dedicato il mese scorso un bel ricordo in occasione della sua scomparsa: «Non ci sono parole per descrivere il mio dolore. Compagna di una vita di spettacoli, risate, buonumore. Insieme abbiamo lavorato, ci siamo divertiti, sempre in sintonia perfetta. Ti ho fatto vincere la paura…ma quanto ci siamo divertiti con le coppie famose? La tua forza, la tua professionalità, la tua amicizia. Con sincero, profondo dolore ti stringo in un abbraccio che va oltre il tempo e lo spazio. Fai buon viaggio, Raffa».

Il Teatro, da Garinei e Giovannini agli anni 2000

Tanto teatro per Gianfranco D’Angelo, che prima sei successi al cinema e in tv aveva partecipato nel 1972 ad Alleluja brava gente, diretto da Garinei e Giovannini. E dopo aver fatto parte anche del Bagaglino di Pingitore, è proprio con la coppia d’oro del musical italiano che torna a calcare il palcoscenico nel 1990 con Niente Sesso siamo inglesi. Al di là dei tanti one man show comici, negli anni ’90 è diretto da Enrico Vaime ne Gli uomini sono tutti bambini e I peggiori anni della nostra vita, e da Sergio Japino in L’ultimo Tarzan e Il padre della sposa. Anche gli ultimi 20 anni D’Angelo li ha dedicati quasi completamente al teatro, con tante divertenti pièce di successo in cui è spesso accanto alle colleghe delle commedie anni ’70, tra cui Indovina chi viene a cena? e Un giardino di aranci fatto in casa, entrambi diretti da Patrick Rossi Gastaldi. E poi ancora Due ragazzi irresistibili, Harry ti presento i miei, 4 donne e una canaglia. Attivo fino all’ultimo, nella primavera 2020 doveva essere in scena a Roma con Forse… Il paradiso può attendere, ma il lockdown glielo ha impedito: D’Angelo ha quindi iniziato a pubblicare sui suoi social dei brevi sketch (l’ultimo, il 25 giugno, qui sopra in apertura di articolo), che lo hanno tenuto sempre a contatto (virtuale) con il pubblico che lo ha sempre amato.

Il ricordo di Ezio Greggio

Ezio Greggio, compagno in scena di una vita, ha voluto salutare l’amico Gianfranco con un accorato post su Instagram.

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