Addio a George Hilton, icona degli spaghetti western e dei thriller all’italiana

George Hilton

E’ morto George Hilton, apprezzato attore italo-uruguaiano, icona degli spaghetti western e dei thriller all’italiana, poi in tv con College e Gigi Proietti.

Se n’è andato ieri un altro attore mito del cinema popolare, George Hilton, protagonista di spaghetti western, polizieschi, thriller e tanti altri film di genere. Aveva 85 anni ed era da tempo malato. Ad annunciarlo è stato un sentito post della compagna Gabriela sul Facebook ufficiale dell’attore.

Dall’Uruguay agli gli spaghetti western

Nato in Uruguay nel 1934 come Jorge Hill Acosta y Lara, dopo aver lavorato in radio si trasferisce in Argentina iniziando nel 1956 la sua carriera cinematografica, alternandola ai fotoromanzi. Nel 1963 arriva in Italia e l’anno successivo è protagonista del suo primo film tricolore L’uomo mascherato contro i pirati di Vertunnio De Angelis. Dopo il ruolo di agente segreto in Due mafiosi contro Goldginger (1965) con Franco e Ciccio, eccolo nel suo primo western Le colt cantarono la morte e fu… tempo di massacro (1966) di Lucio Fulci. Da lì Hilton diventa uno dei maggiori protagonisti del genere, interpretandone ben 20 nei successivi 10 anni, spesso in co-produzione con la Spagna: da I due figli di Ringo (1966) a Il tempo degli avvoltoi (1967), da Vado… l’ammazzo e torno (1967) a Ognuno per sé (1968), da Il momento di uccidere (1968) a Di Tresette ce n’è uno, tutti gli altri son nessuno (1974). Non interpreta mai lo stesso personaggio, limitandosi al massimo ad impersonare il pistolero Alleluja in un paio di film di Giuliano Carnimeo (con cui tra i vari generi ne girerà ben dieci): Testa t’ammazzo, croce… sei morto. Mi chiamano Alleluja (1971) e Il West ti va stretto, amico… è arrivato Alleluja (1972).

Sergio Martino, Edwige e i thriller

Non solo western, però, nella carriera di George Hilton, che negli anni ’70 è protagonista di diversi thriller all’italiana, formando una collaudata coppia con Edwige Fenech nei film Lo strano vizio della signora Wardh (1971) e Tutti i colori del buio (1972), entrambi di Sergio Martino, e in Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer? (1972) ancora di Carnimeo. Seguono altri titoli cult come La coda dello scorpione (1971) sempre di Martino, Il diavolo a sette facce (1971) di Osvaldo Civirani, Mio caro assassino (1972) di Tonino Valerii, Il baco da seta (1974) di Mario Sequi e L’assassino è costretto ad uccidere ancora (1975) di Luigi Cozzi.

College e gli ultimi anni

Dopo aver frequentato un po’ tutti i generi, dal poliziesco alla commedia, fino al fanta avventuroso con I predatori di Atlantide (1983) di Ruggero Deodato, negli anni ’80 Hilton partecipa prima al film College (1984) di Castellano & Pipolo e poi alla serie tv tratta dallo stesso nel 1990: il suo Colonnello Madison, a capo dell’accademia navale in cui vivono i protagonisti, è ciò che lo rende familiare al pubblico televisivo. Nel 1989 è diretto da Lamberto Bava nel televisivo A cena con il vampiro, nel 1994 è invece con Gigi Proietti nella serie Italian Restaurant, diretta da Giorgio Capitani, mentre nel 1997 ha una particina in Fuochi d’artificio di Leonardo Pieraccioni. Hilton conclude la sua carriera prima al cinema con Christian De Sica in Natale in crociera (2007) di Neri Parenti, e poi in tv con Massimo Boldi nel film Un coccodrillo per amico (2009) di Francesca Marra. Nel 2015 Hilton torna nel film indipendente La promessa del sicario di Max Ferro.

 

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