Addio a Shirley Knight, due volte candidata agli Oscar e suocera in Desperate Housewives

Shirley Knight

E’ morta l’attrice Shirley Knight, candidata due volte all’Oscar, vincitrice di Golden Globe, Emmy e Tony Award, da film come La dolce ala della giovinezza a serie tv come Desperate Housewives

L’attrice americana Shirley Knight, due volte candidata all’Oscar all’inizio degli anni ’60 e vincitrice di Golden Globe, Emmy e Tony Award, è morta ieri per cause naturali all’età di 83 anni a San Marcos nel Texas. Lo ha annunciato la figlia Kaitlin Hopkins, anche lei attrice, su Facebook.

Dear Mom,Early this morning April 22nd you passed away, and your sweet soul left us for a better place. I was at your…

Pubblicato da Kaitlin Hopkins su Mercoledì 22 aprile 2020

Nata nel 1936 in Kansas, esordisce nella seconda metà degli anni ’50 in alcune serie tv, mentre al cinema debutta nel 1959 in 5 vie per l’inferno di James Clavell. Raggiunge subito la fama grazie ai film Il buio in cima alle scale (1960) di Delbert Mann, in cui interpreta la figlia adolescente di una coppia in lite, e La dolce ala della giovinezza (1962) di Richard Brooks, in cui è la fidanzata di Paul Newman con il padre che ne osteggia il rapporto. Per entrambi i film la Knight ricevette la nomination sia all’Oscar che al Golden Globe come attrice non protagonista. Dopo il film di Brooks chiese ed ottenne l’annullamento del suo contratto con la Warner Bros. per trasferirsi a New York e studiare con Lee Strasberg.

Tra le sue maggiori interpretazioni degli anni ’60 ci sono Il gruppo (1966) di Sidney Lumet, Petulia (1968) di Richard Lester, Non torno a casa stasera (1969) di Francis Ford Coppola e soprattutto Intolleranza: Il treno fantasma (1967) di Anthony Harvey, in cui è una nevrotica e promiscua ragazza al centro di una vicenda con un uomo di colore sulla metropolitana newyorkese (ruolo che aveva già interpretato a teatro), grazie al quale vince la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia. Negli anni ’70 gira solo tre film, Sensi proibiti (1971) di Philip Saville, Juggernaut (1974) di Richard Lester e L’inferno sommerso (1979) di Irwin Allen.

In quegli anni, infatti, si dedica completamente a televisione e teatro, vincendo nel 1976 il Tony Award nei panni di un’attrice alcolizzata, protagonista del dramma sull’idealismo americano Kennedy’s Children.Nel 1981 è la madre di Brooke Shields in Amore senza fine di Franco Zeffirelli, ma sarà invece la tv a regalarle negli anni ’80 e ’90 grandi soddisfazioni: nel 1988 vince infatti il suo primo Emmy Award come guest star della serie In famiglia e con amici, interpretando la mamma della protagonista Hope (Mel Harris), ruolo per il quale otterrà anche un’altra nomination due anni dopo. Per la Knight candidature agli Emmy anche nel 1981 come attrice non protagonista nella miniserie Ballata per un condannato, nel 1989 come guest star nella serie Un giustiziere a New York, e nel 1992 addirittura come attrice protagonista in una serie drammatica per Law & Order – I due volti della giustizia, nonostante abbia partecipato ad un solo episodio.

Nel 1995 ottiene una doppia vittoria agli Emmy come guest star in NYPD New York Police Department e come attrice non protagonista nel film tv L’asilo maledetto, per il quale si aggiudica anche il Golden Globe. Dopo il doppio premio torna al grande cinema partecipando a Diabolique (1996) con Sharon Stone, Qualcosa è cambiato (1997) con Jack Nicholson e I sublimi segreti delle Ya-Ya Sisters (2002) con Sandra Bullock. Continuando ad apparire in decine di serie, da E.R. a Dr.House, l’ultima fiammata per Shirley Knight arriva con Desperate Housewives nel ruolo di Phyllis Van De Kamp, antipatica suocera di Bree (Marcia Cross), grazie al quale ottiene nel 2006 la sua ottava ed ultima nomination agli Emmy come guest star (con tre vittorie finali). Ha lavorato fino all’ultimo, concludendo la sua carriera durata oltre 60 anni (con 180 interpretazioni) con il film Periphery del 2018.

La Knight parlando della sua relativa fama dichiarò: «Dico sempre che la fama non è davvero qualcosa a cui aspirare, nel senso che molte, molte persone molto famose sono ridicole. Voglio dire, guardate le Kardashian. Ci sono persone che vanno in giro e non sanno chi erano i Beatles. Quello che dico è che se pensi che il tuo nutrimento è il voler essere famoso, morirai di fame. Il tuo nutrimento deve essere quello di voler fare un buon lavoro e di voler diventare migliore in quello che fai».

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