Addio a Piera Degli Esposti, signora del teatro e del cinema con due David, da Bellocchio a Sorrentino

Piera Degli Esposti
Piera Degli Esposti

È morta Piera Degli Esposti, grande attrice e regista di teatro, ma anche di cinema e tv: due David di Donatello vinti per i film di Bellocchio e Sorrentino, ha lavorato coi Taviani, Moretti, Pasolini, Wertmuller, Tornatore; celebre il sodalizio con Dacia Maraini

L’attrice e regista Piera Degli Esposti è morta a Roma all’età di 83 anni. Malata da tempo, era ricoverata dal 1° giugno all’ospedale Santo Spirito.

Anima bolognese e talento universale, era regina scalza della scena italiana tra teatro, cinema, televisione e letteratura.

Gli esordi nel teatro di avanguardia degli anni ’60 poi il teatro classico e moderno tra Shakespeare e Giraudoux, Gombrowicz e D’Annunzio. Quasi in contemporanea il suo talento sbarca in tv con Il Conte di Montecristo nel 1966 diretto da Edmo Fenoglio. Nel ’67 il debutto al cinema e da allora la sua carriera non conosce soste, divisa tra la scena e il set. Apparirà in una cinquantina di film, una ventina di sceneggiati, sarà protagonista a teatro per 50 anni buoni e ovunque porterà una freschezza, un sorriso, una professionalità assolutamente unici. La amano i fratelli Taviani (Sotto il segno dello scorpione) e Pier Paolo Pasolini (Medea), Gianfranco Mingozzi e Lina Wertmuller (tra i suoi più grandi amici e complici), Giuseppe Tornatore (La sconosciuta) e Marco Bellocchio (L’ora di religione che le valse il primo David di Donatello), fino a Nanni Moretti in Sogni d’oro e Paolo Sorrentino (Il divo, per il quale vinse il secondo David) in cui impersona la mitica e impassibile segretaria di Giulio Andreotti in una delle sue caratterizzazioni più celebri. In tv come non ricordarla nei panni della badessa de I promessi sposi di Salvatore Nocita o in quelli di Clelia in Tutti pazzi per amore di Ivan Cotroneo. Anche a teatro amava l’impossibile.

Nel 1997 comincia il suo sodalizio artistico con Dacia Maraini, l’amica di sempre, che la convince a scrivere a quattro mani Storia di Piera. L’incontro delle due donne, l’una meticolosa analista dell’anima e l’altra narratrice naturale che attinge al vissuto per trasformarlo in creazione letteraria, produce un autentico evento editoriale. Da libro-scandalo Storia di Piera diventa anche soggetto e sceneggiatura, con la complicità di Marco Ferreri che ne fa nel 1983 uno dei suoi film più personali e intensi. La vicenda letteraria avrà due seguiti: Piera e gli assassini sempre con Dacia Maraini nel 2003 e L’estate di Piera (con Giampaolo Simi) appena un anno fa. Invece la sua voce pastosa e calda, immediatamente riconoscibile accompagnerà La lunga vita di Marianna Ucria (il romanzo più famoso di Maraini) nella bella lettura del 2011. Negli ultimi anni è stata anche apprezzata regista d’opera fin dalla Lodoletta di Piero Mascagni e una memorabile La voce umana di Francis Poulenc.

(fonte: ANSA)

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