Mistero Comico, recensione: tra magia e comicità vince la semplicità

Mistero Comico, recensione: tra magia e comicità vince la semplicità

Mistero Comico, in scena al Teatro Roma dal al dicembre, ipotizza una sfida tra magia e comicità: Daniele Lepantini e Marco Capretti, con le incursioni dell’assistente Roxy Colace, dimostrano che alla fine a vincere è soprattutto la semplicità.

Magia vs comicità: perché scegliere?

Il Mago Lepantini (Daniele Lepantini) e il comico Marco Capretti si sfidano vis-à-vis sfoderando le armi che meglio conoscono: la magia e la comicità, appunto. Con le incursioni della simpatica Roxy Colace, i due porteranno avanti le proprie idee a colpi di monologhi. Alcuni più riusciti di altri, i loro numeri costituiscono due spettacoli in uno: il primo puramente magico, il secondo prettamente comico. L’idea di fondo è quello di convincere l’altro delle proprie idee e della validità della propria disciplina. La conclusione è tendenzialmente conciliatoria e a tratti ‘romantica’. In fondo, perché scegliere quando si può condire la vita con due ingredienti così saporiti come la magia e le risate?

La magia

Bisogna ammettere che in Mistero Comico il Mago Lepantini subisce una piccola trasformazione. Se all’inizio si dedica con maggior dedizione a trucchi di magia in senso stretto, è altrettanto vero che il suo modo di fare è serioso mentre i suoi toni si presentano come asettici ed impostati. Ma questo è solo il primo livello, quello più superficiale. La vicinanza di Capretti lo fa, per così dire, sciogliere. La magia continua ad esserci, ma diventa più ironica sebbene meno d’effetto. Così, nel complesso, al pubblico viene offerto un piacevole intrattenimento magico rivisto però in chiave ironica.

Mistero Comico: Il Mago Lepantini e il comico Marco Capretti si sfidano vis-à-vis sfoderando le armi che meglio conoscono, ovvero la magia e la comicità
Il Mago Lepantini e il comico Marco Capretti si sfidano vis-à-vis sfoderando le armi che meglio conoscono: la magia e la comicità

La comicità

Marco Capretti sopraggiunge sul palco in un secondo momento portando monologhi comici ispirati alla vita di tutti giorni. Prima la coppia e poi le donne over 40, passando per le nuove famiglie allargate: la sua è una chiave di lettura moderna che sfrutta la comicità tipicamente romana e alcuni grandi cavalli di battaglia del genere quali sessualità e contrasti uomo-donna. Sono proprio i momenti imprevisti e improvvisati, tuttavia, che suscitano i sorrisi più grandi. La sua è una Stand-up comedy alla romana che deve essere perfezionata ma che rivela innegabilmente una buon potenziale.

Non c’è mago… senza assistente

A completare il quadro c’è Roxy Colace nel ruolo dell’assistente del mago, una sorta di valletta svampita e verace che piace perché non si prende mai troppo sul serio. Inevitabile d’altronde una presenza femminile sul palco, dove non manca nemmeno la componente musicale. Le piccole colonne sonore e i jingle forniti dalla regia sono semplici ma gradevoli, accompagnati da un grande schermo a led che costituisce parte essenziale della scenografia. Se tutto risulta piuttosto semplice, bisogna riconoscere che all’uscita dal teatro non manca la giusta dose di spensieratezza. Un piacevole risultato, che rende onore tanto alla componente magica quanto a quella comica.

Mistero Comico, in scena al Teatro Roma dal al dicembre, ipotizza una sfida tra magia e comicità
Mistero Comico, in scena al Teatro Roma dal al dicembre, ipotizza una sfida tra magia e comicità

Mistero comico è al Teatro Roma dal 25 novembre al 6 dicembre. Scritto e diretto da Marco Capretti in collaborazione con Gianluca Irti, è una produzione: B&G live A.C.

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