Miseria & Nobiltà, in scena al Teatro Vascello

Miseria & Nobiltà

Miseria & Nobiltà sarà in scena al Teatro Vascello dal 26 al 31 dicembre. Il famoso testo di Eduardo Scarpetta, un’opera senza tempo, viene rappresentato stavolta dalla regia di Michele Sinisi.

Miseria & Nobiltà è uno dei classici della tradizione napoletana e italiana, reinterpretando nuovamente un vero e proprio mito della modernità, Michele Sinisi ci racconta una storia tipicamente italiana, capace di essere attuale e autentica sia dentro che fuori la scena. La vicenda, ormai nota, è quella di un povero squattrinato che costretto a vivere di espedienti per rimediare a fatica un tozzo di pane, dà vita a una fitta tessitura di trovate dialogiche e di situazioni che rappresentano la summa dell’arte attoriale italiana e di quanto di meglio la storia del teatro (in particolare quella napoletana) abbia prodotto nel tenere il pubblico inchiodato alla sedia.

Lo scrivano Felice Sciosciammocca e il suo amico Pasquale sono due poveracci che vivono alla giornata. Senza uno spicciolo in tasca e affamati, i due amici e le loro famiglie vengono ingaggiati dal marchesino Eugenio perché si fingano suoi nobili parenti presso la casa del futuro suocero, un cuoco arricchito,  con lo scopo strappare il consenso al matrimonio. Colpi di scena ed equivoci renderanno le cose più complicate e nulla andrà secondo i piani. Nella messa in scena di Sinisi, la farsa di Scarpetta si libera dalla parlata napoletana e con l’uso di diversi dialetti gioca a rappresentare realtà e finzione facendo leva sulle suggestioni evocate da questo testo. La scena volutamente scarna e cupa della prima parte con i suoi personaggi in tuta, magliette usurate e leggins, lascia spazio alla sorpresa dell’allestimento del secondo tempo, pensato dallo scenografo Federico Biancalani con sfarzo solo apparente, dove un lampadario a prima vista sontuoso si rivela poi fatto di cucchiai e mestoli.

Miseria & Nobiltà
Miseria & Nobiltà – foto di scena

Come una canzone pop il cui ritornello potrebbe essere ripetuto all’unisono da tutta la platea, i dialoghi e le scene di Miseria&Nobiltà sono un vero e proprio collante sociale, la ripetizione di un rito collettivo che unisce e diverte. Questo avviene senza dimenticare il lascito del cinema e la potenza espressiva che questo veicola, il grande schermo bianco che compare in scena ne è la prova più efficace. Si aderisce all’originale sì, ma tradendolo continuamente, in un gioco continuo di partiture teatrali. Miseria & Nobiltà ritorna a quel testo del 1888 solo riscoprendosi rito nell’oggi con una straordinaria squadra di attori che s’impossessano della scena. Dice Sciosciammocca nell’ultimissima battura della storia “Torno nella miseria, però non mi lamento: mi basta di sapere che il pubblico è contento.” Miseria & Nobiltà del mestiere del vivere recitando.

ESTRATTI DALLA RASSEGNA STAMPA

“ …Vediamo tanto (troppo?) teatro che quando ci imbattiamo in un lavoro dove si unisce, e fiorisce, l’ingegno, l’inventiva, le capacità, la caparbietà, ma anche la semplicità e la sobrietà, le idee, e una visione precisa e una direzione chiara d’approdo come definirei questo “Miseria e Nobiltà” per la lucida percezione di Michele Sinisi, allora rimane soltanto un tempo sospeso nel quale fermarsi, attendere, alloggiare, far decantare, e poi, tornare a respirare. Questo è il teatro che vogliamo, quello che spinge, che pungola e stimola e al contempo accontenta palati e papille gustative, riempie gli occhi di temi e di colori, rimane fedele all’originale pur tradendolo continuamente ma in maniera così altruistica e sfacciata che è impossibile non volergli bene…” (Tommaso Chimenti – IL FATTO QUOTIDIANO)

“…Interessante operazione quella di Michele Sinisi con Miseria&Nobiltà (produzione Elsinor), molto applaudita dal pubblico. Non c’è farsa ma lo sguardo su una condizione umana di programmatica falsità. Uomini e donne incapaci di relazioni normali e tutti dentro il gioco dell’artificialità tanto che gli attori, bravi, stanno sempre in scena anche quando non sono coinvolti nella scena, compreso il regista, e la recitazione è sopra le righe ed è inutile trovare una verità psicologica. Il risultato è limpido…” (Anna Bandettini – LA REPUBBLICA)

Miseria & Nobiltà
Miseria & Nobiltà – foto di scena

“…Michele Sinisi alla regia è una garanzia nella sua ramificata curiosità. Mai pigra. Qui lasciandosi ispirare dalla commedia di Scarpetta, per uno spettacolo in equilibrio tra il rispetto e il trip d’autore, fra la tradizione e la sua rilettura. Lo spettacolo è una meraviglia che prende vita con i dialetti di tutta la geografia nazionale. Poiché pure la povertà (la miseria?) è ormai un patrimonio collettivo…” (Diego Vincenti – IL GIORNO)

“… L’idea di accostarsi a Miseria&Nobiltà come a un emblema del trasformisimo, dell’artificio rappresentativo, è intelligente anche se non del tutto risolta. L’inizio risulta un po’ faticoso ma poi la freschezza della compagnia prende piede e la commedia funziona puntualmente dove è previsto che funzioni, pur senza perdere la sua cifra sospesa tra vita e finzione. Alla fine, perché questa sia dichiarata e scoperta, c’è la voce di Totò che pronuncia la battuta conclusiva “Torno nella miseria però non mi lamento, mi basta sapere che il pubblico è contento”… (Renato Palazzi – IL SOLE 24 ORE)

“ … Sinisi affronta coraggiosamente il precedente vincolante, lo aggira – complice la ottima drammaturgia di Francesco M. Asselta – declinando il testo in una miriade di dialetti italiani, salvaguardando, però, il primato del pugliese madrelingua (di Sinisi, non della commedia che era tutta pregnatamente partenopea). Si tiene un tono leggero, divertente, commovente. Merito del cast, straordinario in ogni componente, in cui spicca specialmente Ciro Masella, da ricordare, che si destreggia ottimamente in coppia comica con un validissimo Gianni D’Addario. La scelta del finale è significativa: “fateci giocare”, “non ci rovinate la festa”, sembra dire il gruppo; fateci ancora sognare e commuovere con queste storie semplici e eternamente magiche…” (Andrea Porcheddu – GLI STATI GENERALI)

Miseria & Nobiltà
Miseria & Nobiltà – Gianni D’Addario

“ … Nel ruolo di Peppiniello capocomico Sinisi estrae la vicenda da una botola, scatola magica dove attingere ai sogni e ricordi, segnando tempi e ritmi per il bel gruppo di attori (chapeau a Ciro Masella/Pasquale). Ognuno con il suo dialetto, senza costumi se non quelli esagerati richiesti dall’inganno in un continuo dentro e fuori che dichiara la finzione cercandone la verità. Ovvero la miseria e nobiltà di fare teatro …” (Sara Chiappori – LA REPUBBLICA MILANO)

“…Si ride parecchio e con gusto in questo spettacolo merito indubbio anche di un testo che contiene in sé tutti i meccanismi più adatti a creare una comicità immediata nonché fervida di significati, che resistono ottimamente al tempo…Sinisi, come un vero e proprio deus ex machina, entra negli ingranaggi della messa in scena cambiando le luci, sottolineando i vari passaggi della storia, dando spessore a personaggi apparentemente secondari come Peppiniello, e imprimendo una svolta benefica al finale. La forza dello spettacolo è infatti anche l’impiego di undici attori spesso encomiabili nel loro prodigarsi…” (Mario Bianchi – KRAPP’S LAST POST)

Miseria & Nobiltà
Miseria & Nobiltà – foto di scena

Miseria & Nobiltà, il debutto romano dello spettacolo scritto da Eduardo Scarpetta viene reinterpretato da Diletta Acquaviva, Stefano Braschi, Gianni D’addario, Bruno Ricci, Giulia Eugeni, Francesca Gabucci, Ciro Masella, Stefania Medri Giuditta Mingucci, Donato Paternoster, Michele Sinisi che ne firma anche la regia. Lo spettacolo sarà in scena dal 26 al 31 dicembre al Teatro Vascello.

 

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