Malcolm & Marie, recensione: il film Netflix di Zendaya dice tanto, ma solo a se stesso

Zendaya e John David Washington in

La nostra recensione di Malcolm & Marie, il film diretto da Sam Levinson con Zendaya e John David Washington: i dialoghi serrati, l’elegante bianco e nero e le buone performance dei protagonisti non alleggeriscono un film troppo pieno di sé

Malcolm vs Marie

Il regista Malcolm (quel John David Washington protagonista di Tenet) torna a casa con la fidanzata e aspirante attrice Marie (Zendaya) dopo l’anteprima del suo film di debutto. L’euforia iniziale viene interrotta dalla giovane, che si dimostra piuttosto infastidita da un torto subito durante la serata. Mentre i due aspettano le recensioni della critica, la discussione si fa sempre più accesa. Non mancheranno rivelazioni sul loro rapporto, capaci di ferirli e di mettere alla prova l’amore della coppia. Il film è nato da un’idea di Zendaya, che ha deciso di contattare Sam Levinson (già regista della serie tv Euphoria, valsa a Zendaya il premio di Miglior Attrice in una Serie Drammatica agli Emmy Awards 2020. Risultato non da poco visto che l’attrice, a soli 24 anni, è ora la più giovane di sempre ad aver ottenuto tale riconoscimento) chiedendogli di scriverlo e dirigerlo.

Tra le pieghe di una relazione complessa

In Malcolm & Marie il mancato ringraziamento alla prima del film di Malcolm diventa il pretesto per una lite che abbraccia la loro intera relazione: la dipendenza dell’uno verso l’altra (e viceversa), i fallimenti lavorativi, le difficoltà affrontate, i tradimenti, gli amori passati, i traumi vissuti. La coppia analizza il rapporto con la minuzia di una lente d’ingrandimento ad altissima risoluzione e cavalca gli alti e bassi che i due evidenziano a fasi alterne. È così che si riesce ad entrare tra le pieghe di una relazione complessa, della quale vengono mostrate tutte le facce e soprattutto vengono ascoltate entrambe le campane. L’impressione tuttavia è che tale fatica sia teorica più che risolutiva, producendo un polverone buono solo a mostrare le doti artistiche dei protagonisti e del regista Sam Levinson (i tre sono anche produttori del film).

Zendaya e John David Washington in una scena del film "Malcolm & Marie"
Zendaya e John David Washington in una scena del film

Una malcelata supponenza

I monologhi, appunto, sono l’unica arma a disposizione dei personaggi per far emergere il proprio carattere e il proprio vissuto. Zendaya e John David Washington abbracciano questa sfida e diventano protagonisti assoluti della scena, cercando di non far sentire la mancanza dei cosiddetti elementi di contorno. Un po’ per necessità, un po’ per scelta, la storia si sviluppa in spazi strettissimi: la pellicola è figlia del lockdown 2020 dovuto al Coronavirus ed è stato girato con una troupe ridottissima messa in quarantena per l’occasione, facendo ricorso solamente a due attori. Ciò permette ai due “eletti” di muoversi con padronanza e con la consapevolezza di chi sa di avere – inevitabilmente – tutti gli occhi puntati su di sé. I discorsi intavolati abbracciano uno spettro molto ampio, ma restano decisamente fini a se stessi. Malcolm & Marie sembrano amare il suono della propria voce più che voler davvero comunicare qualcosa. Anche il modo di affrontare temi impegnativi quali razzismo e cinema (non mancano dotte citazioni) lascia piuttosto interdetti: nell’aria c’è una malcelata supponenza difficile da digerire. Le movenze irrequiete dei personaggi danno un minimo di dinamicità alla storia e cercano di conferire fluidità alla visione complessiva del film, che resta però impegnativa ed estremamente concettuale.

Tempi (troppo) dilatati

Anche il minutaggio risulta eccessivo: lo stesso confronto di coppia si sarebbe potuto svolgere in un lasso di tempo più breve. Questa fu ad esempio la scelta di Sally Potter nel suo The Party, un’altra pellicola volutamente girata in bianco e nero (innegabile l’eleganza di questo elemento in entrambi i film) ed ambientata in un unico appartamento. In quel caso gli attori in scena erano sette e i dialoghi serratissimi proponevano un’attenta lettura dei rapporti intercorsi tra loro ma anche della politica e dell’attualità. Il tutto in 71 minuti. Malcolm & Marie decide invece di dilatare i tempi (i minuti stavolta sono 106), il che porta con sé pregi e difetti. Il pregio è quello di dare l’impressione di trovarsi in quella stessa stanza, insieme ai due problematici amanti, ad assistere alle infinite discussioni in tempo reale. Il difetto più grande è però quello di rendere la visione pesante e poco digeribile, non adatta a tutti. Meritata menzione alla musica, con scelte raffinate quali I forgot to be your lover di William Bell.

Malcolm & Marie è disponibile in streaming su Netflix a partire dal 5 febbraio 2021.

VOTO:
2 stelle e mezza

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