Mai per sempre, recensione: uno sguardo sincero sulla società più opportunista

Mai per sempre, recensione

La recensione di Mai per sempre, il film diretto ed interpretato da Fabio Massa: tre storie che si intrecciano per offrire uno sguardo privilegiato su disoccupazione, stalking e malavita

Tre destini che si intrecciano

Luca (Fabio Massa) è un meccanico campano che gestisce un’officina in Puglia aiutato dall’amico Antonio (Emiliano De Martino), in cerca di una seconda opportunità dopo essere stato in carcere. Mentre Antonio è molto preso dell’infermiera Sara (Benedetta Valanzana), Luca vorrebbe coronare il suo sogno d’amore con la fidanzata ucraina Maria (Yuliya Mayarchuck), impiegata in nero come badante e senza permesso di soggiorno. Silvana (Cristina Donadio), la madre di Luca, ha deciso di ricostruirsi una vita con l’ambiguo avvocato Saverio (Gianni Parisi) in seguito alla strana morte del marito. Peccato però che i rapporti tra il compagno e il figlio siano a dir poco conflittuali. A completare il quadro c’è Livio (Massimiliano Rossi), camionista ed ex fidanzato di Maria, che inizia a tormentarla verbalmente fino a sfociare nel vero e proprio stalking.

Disoccupazione, stalking, malavita

Appare evidente che la ricca trama di Mai per sempre cerchi di far coesistere numerosi temi: la disoccupazione, la violenza sulle donne, l’immigrazione clandestina, la collusione dell’alta borghesia con la malavita organizzata. Per far spazio ad ognuno di essi il regista (ed interprete) Fabio Massa – lo stesso di Aeffetto Domino – ricorre ad un montaggio serrato che passa da una vicenda all’altra senza creare confusione. Luca, Antonio e Silvana possono essere considerati i protagonisti di tre filoni narrativi a sé stanti, che confluiscono tuttavia verso un unico amaro finale: il male compare, si insinua e distrugge.

Mai per sempre: Yuliya Mayarchuck e Fabio Massa in una scena
Mai per sempre: Yuliya Mayarchuck e Fabio Massa in una scena

Dal melodramma a commedia e noir

Il film resta in bilico tra il melodramma e la commedia all’italiana per poi virare verso il noir negli ultimi 20 minuti. Alcune spiegazioni vengono fornite in maniera troppo frettolosa e proprio per questo appaiono poco credibili, eppure la sceneggiatura riesce a sciogliere tutti i nodi senza porsi il vincolo di un happy ending ad ogni costo. Massa (qui la nostra video intervista) dimostra così di avere delle idee e che queste idee sono chiare. Buoni i personaggi: tanto i protagonisti quanto i personaggi secondari risultano ben caratterizzati, tutti inseriti in un macro-contesto più ampio.

Uno sguardo sincero sulla società più opportunista

Mai per sempre è una film di periferia con un suo carattere, che merita di essere guardato senza pregiudizi. Alcuni aspetti risultano più riusciti di altri – la sceneggiatura, opera del regista in collaborazione con Demetrio Salvi e Diego Olivares, a volte pecca di ingenuità – ma nel complesso il giudizio non può che essere positivo. La pellicola non sfigura accanto a titoli più blasonati e offre uno squarcio su una società torbida, in cui l’opportunismo purtroppo vince su onestà e speranza.

Mai per sempre arriva nelle sale il 24 settembre distribuito da Goccia Film. Nel cast anche Gianni FerreriMassimo Bonetti.

VOTO:

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