Made in China Napoletano, la recensione: i cinesi sotto il Vesuvio

Made in China Napoletano di Simone Schettino tenta di riportare sullo schermo la comicità partenopea evadendo il cliché della camorra e del film impegnato.

La globalizzazione invade Napoli

In Made in China Napoletano un piccolo commerciante, Vittorio, è sull’orlo del fallimento. Il suo negozio di giocattoli è infatti messo in crisi dalla concorrenza del dirimpettaio Pask Lee, un ricco impresario cinese che può permettersi di offrire prodotti simili ai suoi a prezzi visibilmente più contenuti. Vittorio vede lentamente morire la sua attività: nessuno compra più, vecchi acquirenti abituali preferiscono il negozio cinese, viene addirittura staccata la corrente a causa dei pagamenti arretrati. Inoltre la sorella si presenta a casa sua dicendo di essere incinta e di ignorare il nome del padre. Che fare?

L’incidente e il coma

Vittorio, esausto dalla situazione e dal comportamento irriverente del dirimpettaio, decide di organizzare un furto insieme ai suoi amici del bar, dove lavora una bellissima Elisabetta Gregoraci. La combriccola si incontra di notte di fronte al negozio dell’odioso Pask Lee, pronta a vendicarsi dei torti che il nostro eroe napoletano è costretto a subire quotidianamente. Ma ecco succedere l’inevitabile: Vittorio cade dalla scala e cade in un coma profondo. Sarà solo dopo tre anni che potrà risvegliarsi, ritrovandosi in una situazione a dir poco incredibile…

Made in China Napoletano - Salvatore Schettino e Maurizio Mattioli
Salvatore Schettino e Maurizio Mattioli in Made in China Napoletano

Il regime cinese

Durante i tre anni di coma di Vittorio, la Cina ha monopolizzato il mercato europeo o, per meglio dire, eurasiatico. Bandiere cinesi, bevande non identificate vendute da buffi commercianti ambulanti, vestiti di pessimo gusto: ecco ciò che rimane della vecchia e cara Napoli. E i babà, il caffè, la pizza? Vietati: il regime cinese impone un mercato di sola importazione. Inoltre, la sorella di Vittorio ha deciso di sposare proprio l’odioso Pask Lee che si rivela il padre del bambino. Ecco che il nostro simpatico eroe ha l’idea di organizzare un traffico illegale di prodotti napoletani, complici i suoi amici del bar.

Un buon soggetto per un film superficiale

Nonostante l’intento di ridare a Napoli la sua leggerezza e amabilità, il film di Simone Schettino pecca in diversi punti. Prima di tutto, la comicità non convince e si riduce spesso a battute prevedibili da cabaret. Inoltre, la trama intricata, il cui soggetto sarebbe potuto essere sviluppato in modo molto originale e divertente, non regge alla superficialità dei dialoghi. Un film certamente originale e di buoni intenti, ma con un po’ più di attenzione ai dialoghi, alla recitazione e alla regia sarebbe stato di gran lunga più apprezzato.

Made in China Napoletano, diretto da Simone Schettino con Simone Schettino, Tosca D’Aquino, Benedetto Casillo, Elisabetta Gregoraci, Tommaso Bianco e Maurizio Mattioli, uscirà nelle sale il 12 ottobre 2017, distribuito da Easycinema.

VOTO:

 

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