Macchine Mortali, recensione: inseguimenti e avventure, in un futuro distopico e steampunk

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Macchine Mortali è un prodotto originale che intrattiene e coinvolge grazie ad una storia salda ed atmosfere a metà tra Mad Max e Star Wars che rendono il film visivamente spettacolare.

L’epoca delle grandi città predatrici

Macchine Mortali è ambientato centinaia di anni dopo che la nostra civiltà è stata distrutta da un cataclisma, l’umanità si è adattata e sulla Terra si è diffuso un nuovo stile di vita. Gigantesche città mobili (trazioniste) vagano adesso per la Terra, predando spietatamente le città più piccole. Tom Natsworthy (Robert Sheehan), che proviene da un basso livello della grande città di Londra, si ritrova a lottare per la propria sopravvivenza dopo aver incontrato il pericoloso fuggitivo Hester Shaw (Hera Hilmar). I due opposti, i cui percorsi non avrebbero mai dovuto incrociarsi, danno vita ad un’improbabile alleanza destinata a cambiare il corso del futuro.

Un mondo vasto e spettacolare

Diretto dall’artista degli effetti visivi premio Oscar Christian Rivers (King Kong) e scritto dai tre premi Oscar Peter Jackson, Fran Walsh e Philippa Boyens (le trilogie di Lo Hobbit e de Il signore degli anelli), Macchine Mortali può contare su più livelli di comunicazione e narrazione. che portano la storia ad alti livelli di qualità. La struttura narrativa è esemplarmente paradigmatica nell’accezione più classica di prodotto hollywoodiano di genere: combina su un unico piano temporale le storie di due protagonisti, sorretti e enfatizzati da altrettanti personaggi che non fanno altro che dare informazioni e corpus alle back-story principali. Lo spettatore entra quindi in un mondo vasto e popolato di elementi che fa fatica a comprendere a 360 gradi proprio per la moltitudine di informazioni visive e narrative che non guastano la visione generale e amplificano le prospettive per futuri sequel.

Macchine mortali – La città trazionista di Londra.

Dal libro al film

Il film, adattato dalla Universal e dalla MRC è tratto dalla pluripremiata serie di libri di Philip Reeve e vanta di uno stile visivo spettacolare ed accattivante, che combina l’atmosfera da futuro distopico a tinte steampunk e futuristiche degne di note. La messa in scena è elegante ed equilibrata, a metà tra Mad Max e Star Wars e le ambientazioni si popolano di personaggi bizzarri e stravaganti, con robot assassini incapaci di amare e macchine volanti uscite direttamente dalla Grande Rivoluzione Industriale che sparano raggi laser come gli x-wing dell‘Alleanza Ribelle.

Colpa della distribuzione ?

Macchine Mortali è un film che ha tutte le carte in regola per sbancare i box office mondiali ma allora perché sta andando così male? Prodotto con circa 100 milioni dollari e con un guadagno mondiale di circa 40 milioni di dollari, il film non è riuscito a recuperare i costi della produzione, con una perdita sostanziosa per la Universal, che ha investito soldi e risorse in questo progetto abbandonato da molti proprio per la complessità dei romanzi, forse più adatti ad una serie tv che ad un prodotto cinematografico. Inoltre nello stesso periodo natalizio in tutto il mondo sono usciti prodotti come Bohemian Rhapsody, Spider-Man: Un nuovo universo e Il Corriere – The Mule di Clint Eastwood che stanno andando molto bene e hanno rubato la scena ad un prodotto sfortunatamente sottovalutato a cui non è stato dato il giusto peso. Per riassumere, complice la data di uscita del film, la complessità della storia e la compresenza di film capaci di concorrere e vincere al box-office mondiale, per Macchine Mortali non si prevede un futuro sequel, capace di rivaleggiare le sorti della saga, resterà un prodotto qualitativamente alto destinato a rimanere nell’ombra, nascosto nelle pagine di un libro.

Macchine Mortali, diretto da Christian Rivers con Hugo Weaving, Hera Hilmar, Robert Sheehan, Jihae, Ronan Raftery, Leila George, Patrick Malahide e Stephen Lang, è uscito nelle sale il 14 dicembre, distribuito da Universal Pictures.

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