L’uomo che uccise Don Chisciotte, recensione: dopo quasi trent’anni, con Terry Gilliam, l’eroe vive sul grande schermo

Con una lavorazione lunga ed estenuante, L’uomo che uccise Don Chisciotte è finalmente pronto, l’ opera magistralmente riuscita è un road movie folle e surreale, capace di far sognare e riflettere.

Un film clandestino

Il regista Terry Gilliam è riuscito finalmente in questa folle impresa durata quasi 30 anni, un sognatore incallito inarrestabile nonostante gli innumerevoli incidenti e imprevisti sul set (Lost in La Mancha) che come una nuvola fantozziana hanno portato ad interrompere le riprese continuamente fino a rendere il film impossibile da completare. Ma è grazie alla perseveranza, la passione e il genio di questo grande maestro che il suo Don Chisciotte si è concretizzato, solo al decimo tentativo di portarlo a termine.

Un viaggio folle e surreale

L’uomo che uccise Don Chisciotte è una folle corsa all’avventura sempre più surreale per un film che vuole far divertire, sognare e riflettere, lasciando quella vena melanconica che è propria del personaggio riadattato dall’opera di Cervantès. Una storia moderna che gioca abilmente tra realtà e immaginazione con due personaggi opposti e coincidenti, che rappresentano in ogni loro sfaccettatura, quanto il cinema possa influire sulla vita di qualcuno riempiendolo di sogni e speranze per un futuro di successo. Toby (Adam Driver) era un giovane idealista che in tempi lontani girò una rivisitazione lirica della storia del Don Chisciotte, ambientata in un pittoresco villaggio spagnolo, dove aveva condiviso la sua passione per il cinema con la gente del posto, caricandola di aspettative e sogni. Quei tempi sono ormai lontani, ora è un regista pubblicitario, capitalista insensibile e arrogante, un sessuomane corrotto dal mondo del glamour e del denaro, che fa i conti con il suo ego in una tempesta di proporzioni bibliche. Quando un misterioso gitano (Oscar Jaenada) lo avvicina con una copia del film girato da giovane, in Toby si risveglia qualcosa, così decide di partire alla ricerca del pittoresco villaggio dove aveva girato tanti anni prima. Si ritroverà intrappolato nelle illusioni di un vecchio calzolaio (Jonathan Pryce), protagonista del suo film e convinto di essere il vero Don Chisciotte in una serie di avventure sempre più comiche e surreali, al confine tra realtà e immaginazione, che porteranno Toby ad affrontare le tragiche ripercussioni di ciò che aveva realizzato da giovane, quando incise in modo indelebile sulle aspettative e sui sogni di un piccolo villaggio spagnolo.

Adam Driver e Jonathan Pryce in una scena tratta dal film
Adam Driver e Jonathan Pryce in una scena tratta dal film.

Toby e Don Chisciotte

I due protagonisti di questa incredibile avventura sono interpretati abilmente da due grandi attori, che in qualche modo hanno donato al personaggio dei tratti istintivi ed estremamente particolari. Adam Driver è Toby, il giovane regista che grazie alla sua performance, coadiuvata da una recitazione mai artefatta e sempre istintiva è riuscito a donare autenticità ad un personaggio che vive il dramma interiore di ogni sognatore portato sulla strada del successo e del denaro. Jonathan Pryce è l’eroico e prode Don Chisciotte, il cavaliere dalla triste figura, l’ultimo paladino della cavalleria e del codice cavalleresco o semplicemente un vecchio pazzo ? Attraverso la sua performance, maturata dalle esperienze teatrali e un’innata e coinvolgente personalità è riuscito a far vivere nel suo personaggio tutti i ruoli shakespeariani che ha interpretato nella sua carriera, da Re Lear ad Amleto e Shylock, caricandolo di autenticità e dramma.

In bilico tra realtà e immaginazione

Toby e Don Chisciotte sono due personaggi contrapposti alle singolarità del destino, entrambi seguono la loro strada in bilico tra ciò che reale e ciò che non lo è, costretti a destreggiarsi abilmente tra illusioni e demoni interiori, che li portano a lottare e confrontarsi continuamente con se stessi. Don Chisciotte è un uomo che lotta per il potere dell’immaginazione contro le forze della ragione, un tema ricorrente nell’opera del regista “è un film sui sogni e sul loro potere di trasformare il mondo” afferma Terry Gilliam, che è riuscito abilmente a far rientrare in quest’opera tematiche personali ed elementi autobiografici, ricollocandola come uno step successivo rispetto alla sua filmografia. In netto contrasto con Don Chisciotte vi è la strada intrapresa da Toby, satura della malefica corruzione della vita moderna, specialmente nel mondo degli affari e della pubblicità, che vende sogni artefatti a gente incapace di crederci, prosciugando ogni passione ai fini di un successo commerciale che deteriora l’anima.

L'uomo che uccise Don Chisciotte - Jonathan Pryce
Jonathan Pryce è Don Chisciotte.

Nella visione, orgoglio passione e onore

La bellezza delle terre spagnole e il suo carattere sono stati fonte d’ispirazione per questo film, girato sopratutto fra Spagna, Isole Canarie e Portogallo, in location senza tempo, sperdute e difficilmente raggiungibili. I colori sono vividi e respirano sullo schermo, essi non vengono appiattiti dalla totalità dell’ambiente ma emergono in tutto la loro forza colorando questo viaggio. Il direttore della fotografia Nicola Pecorini è stato come Sancho con Don Chisciotte per Terry Gilliam, collaboratore di vecchia data e più caro amico che ha dato tutto se stesso per questa follia. I due hanno optato per l’utilizzo del digitale, la prima volta per un film di Terry Gilliam e Pecorini ha insistito per usare delle lenti in formato anamorfico che hanno reso tutto più impressionante e cinematografico, in una dimensione epica del film.

L’immaginario oscuro e accurato

A completare questo lavoro sulla visione, è stato fondamentale l’eccellente lavoro compiuto dallo scenografo Benjamin Fernandèz che ha tratto la sua ispirazione visiva da artisti come Goya e Dorè, in una battaglia tra lo stile accurato delle immagini di Dorè su Don Chisciotte e il suo mondo e l’immaginario oscuro e fantasmagorico di Goya. In questo modo L’uomo che uccise Don Chisciotte si riempie di spazi immensi e stravaganti, pieni di colore e sfarzo ma allo stesso tempo propri di un lato oscuro e inquetante, come ogni personaggio che lo abita.

L'uomo che uccise Don Chisciotte - Adam Driver
Adam Driver è Toby.

Le responsabilità di chi crea sogni

In L’uomo che uccise Don Chisciotte, Terry Gilliam come Toby riflette e si sente responsabile degli esiti prodotti da un film sulla gente “quando noi cineasti entriamo in una comunità ne assumiamo il controllo: scuotiamo le persone, le conduciamo lungo il sentiero del giardino dei loro sogni e poi ce ne andiamo. E non guardiamo mai cosa ci lasciamo dietro”.  Il regista, come una forza dirompente entra prepotentemente nella quotidianità della vita delle persone, destabilizzandola e rinnovandola di sogni, desideri ma anche rimorsi e paure. Il cinema permette di avere molte esperienze di amicizia e costruire rapporti duraturi con varie collettività. Come ogni regista, Toby fa i conti con il suo egocentrismo, il fatto che sia stato un traditore incapace di mantenere la sua promessa lo porta ad assumersi la responsabilità di servire Don Chisciotte, abbandonandosi ad un’idea folle e come lo spettatore in sala, partecipare ad un gioco immaginativo, che lo fa entrare in un mondo immenso, lontano da lui.

Un’opera visionaria, capace di far sognare e riflettere

Terry Gilliam alza l’asticella per un film audace che parla da solo, una fiaba moderna e fortemente autobiografica carica di avventura, azione, gag strabilianti e momenti in cui il dramma viene dilatato per favorire le espressioni di un mosaico variopinto di colori e personalità ai limiti dell’ordinario. Tra registi in crisi con se stessi, vecchi cavalieri, folli e sconclusionati, damigelle da salvare e mostri da combattere, L’uomo che uccise Don Chisciotte è un’opera folle, visionaria e capace di far sognare e riflettere in un mondo in cui i sogni vengono venduti e credere in qualcosa sta diventando sempre più un’utopia.

L’uomo che uccise Don Chisciotte uscirà al cinema domani 27 settembre diretto da Terry Gilliam con  Adam Driver, Jonathan Pryce, Stellan Skarsgård, Olga Kurylenko, Joana Ribeiro. Distribuito da M2 Pictures.

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