L’ultima ora, recensione: thriller ansiogeno originale, sulle orme di Kafka

L'ultima ora, recensione

L’ultima ora, presentato al Festival di Cannes 2019, è un thriller ben studiato dal regista e sceneggiatore Sébastian Marnier: tra scuola, segreti, sottintesi e temi kafkiani, l’ansia è servita.

La forza del gruppo

Il professor Pierre Hoffman (Laurent Lafitte) riceve l’incarico dal ministero e comincia una supplenza in una classe davvero speciale. Questa è composta da liceali dotati di un intelletto al di sopra della media e voti da far invidia a chiunque, eppure insegnar loro si preannuncia molto difficile sin dal principio. Il suo predecessore ha perso la vita in circostanze misteriose, legate presumibilmente ad un inspiegabile suicidio. Gli studenti hanno mille pregiudizi nei confronti del nuovo arrivato, lo considerano inferiore in quanto supplente e sembrano nascondere un segreto che li unisce. Gli interrogativi sono molti ma trovare le risposte ne L’ultima ora si preannuncia complicato oltre che inquietante.

L’ansia provocata dal ‘non detto’

L’ultima ora è un film che si basa sulla suspense del ‘non detto’. Ci sono dettagli che rimangono oscuri tanto allo spettatore quanto al protagonista: il professor Hoffman vorrebbe saperne di più ma, come gli verrà risposto da uno dei suoi alunni più brillanti, “Non è ancora pronto per conoscere tutta la verità”. È proprio questo desiderio di scavare a fondo in una vicenda che appare poco chiara sin dall’incipit a spingere il pubblico ad andare avanti nella visione, fotogramma dopo fotogramma. Ogni dettaglio viene concesso dopo aver attraversato una serie di passaggi immancabili, finché i tasselli vanno al loro posto. Probabilmente non tutti gli spettatori rimarranno pienamente soddisfatti da tali risposte, tuttavia quella che viene proposta è una storia convincente e fuori dagli schemi, da apprezzare proprio in virtù della sua originalità.

L'ultima ora, recensione
Il prof. Pierre Hoffman (Laurent Lafitte) si presenta ai suoi studenti

Tutti i sensi all’erta

Sébastian Marnier, cui spetta sia il compito di regista che quello di sceneggiatore, cerca di mettere in allerta tutti e cinque i sensi per creare un velato senso di inquietudine. Ecco allora che anche l’orecchio gioca un ruolo fondamentale: il suono del telefono, la musica che attinge all’elettronica (creazione del duo francese Zombie Zombie), silenzi che creano attesa. Il giovane ed inesperto Pierre Hoffman si lascia completamente avvolgere da tali sensazioni fino ad esserne completamente assorbito e quasi ossessionato. La forza attrattiva di alcune situazioni decreta il successo della storia, avvincente ed originale quanto basta. L’idea di fondo viene rivelata solamente alla fine ma, nel complesso, risulta innovativo e convincente. Il risultato finale è quello di uscire dalla sala con diverse sensazioni addosso, dopo aver goduto di quella che a tutti gli effetti una buona trovata.

Visione soggettiva

La classe protagonista de L’ultima ora viene presentata sin dall’inizio come la migliore dell’istituto, con voti superiori alla media. Gli studenti che ne fanno parte sono particolarmente intelligenti e questo fa sì che l’insegnante – ma anche lo spettatore – tenda a prendere estremamente sul serio tutto ciò che questi ragazzi dicono o fanno. Si può parlare di una sorta di identificazione tra Hoffman e il pubblico, visto che i due restano sullo stesso piano per la maggior parte del tempo. In questo il regista non manca di inserire una componente psicologica importante. Gli scarafaggi in scena richiamano Kafka e il suoi temi principali, Metamorfosi compresa. Non è un caso nemmeno che l’insegnante stia redigendo una tesi proprio su di lui. I temi dell’ecologia e della fine del mondo, sintomo di una generazione che si sente fortemente minacciata, non tardano a lasciare un segno. La presenza di tutti questi elementi porta la pellicola a far convivere diversi generi, saltando dall’uno all’altro con mestiere. Gli ultimi minuti sono thriller puro, esasperando quel senso di inquietudine che viene seminato in principio e alimentato con costanza.

L’ultima ora (titolo originale: L’heure de la sortie) arriva nelle sale il 4 luglio distribuito da Teodora Film. Nel cast anche Emmanuelle Bercot, Gringe e Pascal Greggory.

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