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Los colonos, recensione: un western dell’anima sugli orrori del colonialismo

Los colonos - Mark Stanley, Camilo Arancibia
Los colonos - Mark Stanley, Camilo Arancibia

La nostra recensione di Los colonos, film candidato per il Cile agli Oscar 2024 e vincitore del Premio FIPRESCI nella sezione Un Certain Regard di Cannes 2023: un western crepuscolare e cupo che attinge da Peckinpah per raccontare la storia di uno sterminio

Dopo il trionfo a Cannes 2023 dove si è aggiudicato il premio FIPRESCI, Los colonos arriva in sala, forte di uno zeitgeist mai così propizio, per raccontare una storia di soprusi e di colonizzazione. L’opera prima del cileno Felipe Gálvez Haberle è un western cupo dal tono crepuscolare che ha il passo lento di uno slow-burning drama e che diventa, in certi frangenti, quasi una storia di fantasmi. Non un’opera semplicissima da digerire, anzi quasi respingente a tratti, ma la cui potenza si insinua sottilmente nella pelle dello spettatore fino ad un finale di grande intensità.

Los colonos - Mark Stanley, Benjamin Westfall, Camilo Arancibia
Los colonos – Mark Stanley, Benjamin Westfall, Camilo Arancibia

Una missione

All’alba del ventesimo secolo la Terra del fuoco è divisa tra Argentina e Cile, teatro di un commercio rampante nell’allevamento di pecore. Il signore della zona è l’imprenditore José Menéndez (Alfredo Castro), che si è accaparrato la proprietà dei terreni e non si fa problemi a sterminare le popolazioni indigene che rappresentano un ostacolo alla sua attività commerciale. un giorno incarica l’ex militare scozzese Alexander MacLennan (Mark Stanley) di aprirgli una tratta verso l’Atlantico, affiancandogli il cowboy americano Bill (Benjamin Westfall). MacLennan porta con lui anche Segundo (Camilo Arancibia), un giovane indigeno dalla mira formidabile, che tenerà di proteggere Kiepja (Michelle Guana).

Los colonos - Mark Stanley, Benjamin Westfall, Camilo Arancibia
Los colonos – Mark Stanley, Benjamin Westfall, Camilo Arancibia

La Patagonia

Non si può certo dire che Los colonos non si prenda il suo tempo, che non sia capace di respirare e di riempire al meglio lo spazio scenico, l’arena della Patagonia a cavallo tra Argentina e Cile. È un film lunghissimo, nel senso proprio di campo, che gestisce uno spazio infinito espandendosi a perdita d’occhio tra campi sterminati e montagne imperiose pur comprimendo il tutto in un 4:3,, ma è anche un’opera dal passo lento, cadenzato, come se i cavalli invece di galoppare trottassero attraverso la Pampa. È probabilmente l’aspetto contraddittorio che più balza all’occhio di questo esordio del cileno Felipe Gálvez Haberle.

Un debutto che si rifà agli stilemi del western contemporaneo più che di quello classico à la John Ford, che segue il tormento estetico ed etico dei film di Sam Peckinpah non tanto nello stile (qui molto meno frammentato e caotico) quanto nello spirito. Qui gli uomini di Los colonos sono infatti schegge affamate di violenza e sopraffazione, anime nere che si rivedono in un modello nichilista e amorale in cui il predominio culturale, territoriale e umano è l’unica forma possibile di società. Non deve infatti ingannare l’assenza di un respiro epico, perché la confezione all’apparenza contenuta contiene in sé il sapore acre del sangue e della morte, oltre che scene di incredibile brutalità.

Los colonos - Michelle Guana
Los colonos – Michelle Guana

Uomini perduti

Ed è un film senza speranza questo di Haberle, tant’è che il finale non lascia adito a nient’altro che una profonda consapevolezza di una condizione irreversibile e tragica. Diviso in quattro capitoli più un epilogo, Los colonos baratta la luce con l’oscurità, l’umanità con la bestialità, la moralità con l’immoralità. Alcuni lo fanno per avidità, altri per brama di potere, altri semplicemente per sopraffazione ma nel mondo del regista cileno quasi tutti gli uomini sono carnefici e complici, e l’unico a salvarsi (forse) è proprio il nativo Segundo. E le donne? Sono costrette ad essere vittime taciturne, a dove sopportare il sopruso continuo come la povera Kiepja.

Los colonos rovescia continuamente la Storia e i suoi protagonisti, cambia le carte in tavola e lascia che la prospettiva si distorca, fino al punto che tutti questi uomini perduti su una strada che porta all’inferno ci sembrino quasi delle vittime, anche loro. Certo, il film paga lo scotto di una narrazione molto trattenuta, con pochissime svolte di trama ed un andamento lento, oltre ad una certa freddezza nel tono che impedisce qualsivoglia coinvolgimento emotivo un po’ come avveniva ne La zona d’interesse (in cui si parlava anche lì di uno sterminio, guarda caso), oltre all’unica performance memorabile che è quella di Michelle Guana. Comunque, al netto di tutto, un esordio da tenere d’occhio.

TITOLO Los colonos
REGIA Felipe Gálvez Haberle
ATTORI Alfredo Castro, Mark Stanley, Benjamin Westfall, Camilo Arancibia, Michelle Guana
USCITA 7 marzo 2024
DISTRIBUZIONE Lucky Red

 

VOTO:

Tre stelle e mezza

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