Lorè racconta il nuovo singolo Giuro giuro

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La cantautrice pugliese Lorè ci racconta di più riguardo al suo nuovo singolo Giuro giuro

La cantautrice pugliese Lorè ci racconta di più riguardo al suo nuovo singolo Giuro giuro, dal sound estivo al testo autobiografico, fino alla sua passione per il piano e l’esperienza acquisita grazie a numerosi concorsi a cui ha preso parte.

Ciao Lorena e benvenuta, il tuo nuovo singolo Giuro giuro ha un sapore estivo, come mai la scelta di pubblicarlo sul finire della bella stagione? Qual è stato il tormentone che più ti ha colpito quest’estate e perché?

Ciao, ho scelto di pubblicare il brano al termine della stagione, perché avevo bisogno di lavorare su me stessa. Mi promisi tempo fa di pubblicare il brano nel momento in cui sarei stata pronta a metabolizzare un amore a cui ho creduto. Il tormentone per eccellenza di questa estate è stato Pazza Musica di Elodie e Marco Mengoni. È fresco, mi piace il sound, le loro voci sono superlative, non aggiungo altro…

Parlando del testo che storia hai voluto raccontare e quanto c’è di autobiografico?

La storia di Giuro Giuro racconta la mia storia vissuta con il mio ex. Un amore folle, bello ma purtroppo finito male. È stato difficile accettarlo, perché non ho mai voluto perdere la speranza di lasciarlo andare. 

Provieni da Molfetta, quanto è difficile fare musica nella tua regione?

La mia regione dà la possibilità di fare musica ovunque, soprattutto nei locali.

Suoni il piano, come mai hai scelto questo strumento?

Il pianoforte… sono stata fin da piccola attratta da questo strumento. Tutto nacque all’età di 11 anni quando mi iscrissi presso l’istituto medio San Domenico Savio ubicato a Molfetta. La scuola mi diede la possibilità di accedere al corso musicale e scegliere di conseguenza , lo strumento che avrei voluto studiare per 3 anni, in quel momento guardai il Pianoforte, una lacrima gioiosa scappò via e il mio cuore lo scelse . 

Sei molto giovane ma hai già partecipato a numerosi concorsi, anche televisivi, che cosa ti hanno lasciato?

Tutti i concorsi a cui ho partecipato mi hanno trasmesso tante emozioni. Sono state tutte delle esperienze bellissime, mi hanno dato la possibilità di crescere artisticamente e moralmente. Artisticamente perché ho imparato a controllare le mie paure, le ho affrontate  salendo su palchi grandissimi con piazze piene di gente  esibendomi con “occhi della tigre”. Moralmente perché i concorsi non sono altro che delle competizioni, per cui, si può vincere, come si può perdere. Ho imparato a non dare importanza alla competizione in sé, ma a confrontarmi con ragazzi che condividono la mia stessa passione e a godermi il mio momento in cui mi sento viva, viva per davvero. 

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