Le Ninfee di Monet e la vita del maestro impressionista: recensione

Ninfee - Monet

Le Ninfee di Monet: un incantesimo di acqua e luce è il film evento che racconta la vita del padre dell’Impressionismo, Claude MonetElisa Lasowski accompagna lo spettatore alla scoperta dell’opera e della passione di uno dei più grandi nomi della storia dell’arte. Al cinema solo il 26-27-28 novembre.

Il padre dell’Impressionismo

«Impressione, ne ero sicuro. Ci dev’essere dell’impressione, là dentro. E che libertà, che disinvoltura nell’esecuzione! La carta da parati allo stato embrionale è ancor più curata di questo dipinto», scriveva Louis Leroy nel 1874, commentano Impression, soleil levant, sicuramente il quadro più famoso del grande maestro dell’Impressionismo – movimento che prese il suo nome proprio da quel quadro e da quella critica beffarda. Claude Monet, nato a Parigi nel 1840, divenne così, in qualche modo, eroe eponimo del movimento artistico pioniere (con Romanticismo e Realismo) dell’arte moderna: ed è Monet stesso, la sua opera e la sua vita, ad essere al centro del documentario Le Ninfee di Monet: un incantesimo di acqua e luce.

Le ninfee: passione e ossessione

Il film evento, che sarà nelle sale solo il 26-27-28 novembre, prodotto da Ballandi Arts e Nexo Digital, racconta la storia del genio impressionista e la sua passione, a tratti ossessione, per le ninfee: infatti (e in questo si è perfettamente in linea con i dettami dell’Impressionismo), quale altro fiore può attrarre maggiormente la curiosità e il genio di un artista come Monet? Egli da sempre è stato catturato dall’acqua e dalla luce: un fiore dai petali carnosi che galleggia sulla superficie dell’acqua, dando possibilità all’occhio di indugiare sui giochi di colore, sulle increspature date dal movimento, sui riflessi, è quindi il perfetto mezzo per analizzare le due componenti visive che tanto sono care al pittore parigino.

Le Ninfee di Monet - Un incantesimo di acqua e luce - Elisa Lasowski suona il piano
Elisa Lasowski suona il piano

Un viaggio virtuale

Il pubblico sarà portato in un viaggio tra i musei della capitale francese che custodiscono le più belle opere di Claude Monet: il Musée Marmottan Monet, il Musée de l’Orangerie e il Musée D’Orsay. Non solo: fondamentale in Le Ninfee di Monet: un incantesimo di acqua e luce è anche Giverny, con la Fondation Monet, dove Monet aveva creato la sua casa e il suo amatissimo giardino. Guida di questo percorso dalla scoperta delle opere e delle vicende del Maestro è Elisa Lasowski (Il Trono di Spade e Versailles); la consulenza scientifica è stata affidata allo storico e scrittore Ross King, (autore del best seller Il mistero delle ninfee. Monet e la rivoluzione della pittura moderna)Tra gli altri interventi preziosi che getteranno nuova luce sulla figura di Monet e del suo lavoro anche quello della fotografa fiamminga Sanne De Wilde e quello della giardiniera della Fondation Monet, Claire Hélène Marron. La colonna sonora originale del film è firmata da Remo Anzovino, la regia di Giovanni Troilo.

La vita del grande artista

Grazie a questo concerto di voci, l’intera vita di Claude Monet è raccontata, in una sorta di biopic artistico: si parte dall’infanzia, dalle prime opere, per giungere alla prima esposizione impressionista e approdare, dopo essere passati dalla morte della prima moglie e dallo scoppio del primo conflitto mondiale, all’impresa colossale della Gran Décoration. Un’opera titanica, conservata al Musée de l’Orangerie, che avvolge letteralmente chiunque si trovi ad osservarla, catapultando così lo spettatore all’interno dello stesso giardino che è stato fonte d’ispirazione del grande artista.

Le Ninfee di Monet - Un incantesimo di acqua e luce - Il giardino di Monet a Giverny
Il giardino di Monet a Giverny

L’attenzione tecnica rispecchia i dettami di Monet

Grazie a un sapiente uso della fotografia, l’esperienza cinematografica diventa completamente immersiva, quasi seguendo la stessa ispirazione che guidava Monet stesso nella composizione delle sue opere. La luce è estremamente modulata: dettaglio, questo, da non trascurare, tanto che lo stesso titolo della pellicola ricorda l’attenzione da dedicargli. Infatti, accanto alle numerosissime tele che vedono l’acqua protagonista, non si può dimenticare la serie delle Cattedrali di Rouen, realizzata in due anni tra il 1892 e il 1894 e che dà attenzione proprio a come il portale della cattedrale regali – appunto – impressioni diverse in base alle condizioni della luce (che nel film, tuttavia, non viene analizzata, preferendo concentrarsi solo sul connubio luce-acqua).

Un risultato vincente

Grazie a un meccanismo narrativo leggero e non eccessivamente didascalicoLe Ninfee di Monet: un incantesimo di acqua e luce si presenta come un film estremamente curato, che rende accessibile al grande pubblico l’opera di un artista fondamentale per la storia dell’arte. Un’ora e venti di immagini che non mancheranno di emozionare gli amanti del padre dell’Impressionismo, e che saranno estremamente apprezzante anche da chi gli si accosta per la prima volta.

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