Le invisibili, recensione della brillante commedia francese che tratta un tema delicato

Le invisibili - Audrey Lamy

Le invisibili, di Louis-Julien Petit, attraverso ironia e dramma, rappresenta uno spaccato di vita con cui si viene a contatto ogni giorno, senza rendersene conto. Una commedia sociale piena di energia, amara, ma carica di speranza.

Un’emergenza

Il film Le invisibili, di Louis-Julien Petit, si svolge principalmente all’interno dell’Envol, centro di accoglienza diurno nel Nord della Francia che riceve donne senza fissa dimora che usano nomi di personaggi celebri per preservare il loro anonimato, e che cercano riparo tra quelle mura. Una doccia, un caffè, qualche ora di calore umano le confortano e le rimettono in piedi. Almeno fino al giorno in cui Audrey (Audrey Lamy) e Manu (Corinne Maserio) che gestiscono il centro, ricevono lo sfratto: i fondi sono sospesi secondo le disposizioni della municipalità che ritiene il tasso di reinserimento insufficiente e senza risultati. Ma Audrey e Manu, con l’aiuto di Hélène (Noémie Lvovsky), psicologa trascurata dal marito, non si arrendono e decidono di installare un laboratorio terapeutico per reinserire le donne in un mondo che le ha lasciate sole a se stesse.

C’è, ma non si vede

Le invisibili, titolo fortemente simbolico, tra una denuncia sociale e una storia universale di insegnamento per tutti, è un tentativo di far sentire la voce di chi spesso non viene ascoltato: è presente, c’è, esiste, ma è come se non venisse visto. Queste donne senza fissa dimora, così come le assistenti sociali che cercano di aiutarle e occuparsene, sembrano invisibili agli occhi della maggior parte delle persone. Marchiate come senza tetto, quando sono esseri umani prima di tutto il resto. Con ottimismo e sorriso il regista rappresenta un tema su cui riflettere.

Le invisibili - Noémie Lvovsky
Hélène (Noémie Lvovsky) che educa le altre su come porsi nei confronti del mondo esterno

Un’ottima scelta

Le straordinarie interpretazioni di queste attrici non professioniste, prese della strada, che sanno esattamente cosa significa non avere una casa dove poter tornare, aumentano il realismo, la drammaticità e l’empatia che viene a crearsi con lo spettatore. Continuamente sospeso tra dramma e commedia, con ironia e sarcasmo, il film mette in scena situazioni tragiche, oggi attuali più che mai. È come se il film potesse insegnare davvero qualcosa a un mondo che si volta dall’altra parte, che il più delle volte allontana queste persone, perché sono ai margini della società, non integrate, o perché non hanno un posto dove andare. Ma l’esperienza, la forza e la voglia di farcela fa di queste donne invisibili, delle persone dalle quali c’è tutto da imparare.

Ritrovarsi

Le protagoniste del film Le invisibili, attraverso un percorso difficile, pieno di equivoci divertenti e a volte assurdi, riprendono in mano la loro vita, ma soprattutto la loro dignità e personalità, facendosi conoscere al mondo e a loro stesse. Con una fotografia impeccabile e una regia fluida e lineare, che procede lentamente ma senza mai esagerare e con un’alternanza tra giorno, in cui le donne sono al sicuro nel centro, e notte, in cui devono andar via, nel terrore del buio, sole più che mai, circondate dal silenzio di un mondo che dorme. Le invisibili è un’insieme di storie che andavano raccontare, una denuncia sociale, un invito a ritrovare il sorriso anche nei momenti più difficili, ricordando che c’è sempre speranza.

Trailer.

Le invisibili, diretto da Louis-Julien Petit, con Audrey Lamy, Corinne Masiero, Noémie Lvovsky, Déborah Lukumuena, Sarah Suco, uscirà giovedì 18 aprile distribuito da Teodora Film.

Voto

 

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