Le Grand Bal, recensione: la danza unisce ciò che la società quotidianamente divide

Le Grand Bal - Ballo di gruppo

Le Grand Bal, il docufilm diretto da Laetitia Carton, è un racconto appassionato e delicato della danza, un mondo accogliente e puro, ma indubbiamente difficile. Ogni anno, in Francia, oltre duemila persone provenienti da tutto il mondo si ritrovano per ballare insieme. Questo è il Festival de Le Grand Bal.

La danza come forma di avvicinamento 

Gennetines, un piccolo paese della campagna francese, ogni anno più di duemila persone provenienti dai più svariati paesi d’Europa si incontrano per ballare insieme i balli tradizionali e folk. Età, etnia, fisicità, estrazione sociale non contano, a nessuno importa del conto in banca di chi si ha di fronte. Il desiderio che accomuna tutti i partecipanti è quello di ballare o imparare a farlo. A disposizione per 7 giorni ed 8 notti ci sono 9 pedane coperte da tendoni all’interno del campeggio in cui si svolge il Festival, e musicisti che suonano ininterrottamente dal mattino alla notte. Non si dorme quasi per niente, si mangia quando si può e ci si riposa dove si trova posto o nelle proprie tende. Per una settimana la gente dimentica cosa sia la stanchezza, il sonno, la fatica: si abbandona al piacere della danza, al divertimento che questa provoca, alla bellezza di condividere con estranei una fetta della propria esistenza.

Ogni mattina alle 10 si tengono le lezioni di ballo, con insegnanti che spiegano ai principianti e ricordano ai veterani i passi di danza da seguire, poi, ogni sera dalle 21, partono i balli veri e propri. Un tour de force che, benché affatichi i partecipanti, li avvicina e li scopre un po’ alla volta, creando tra loro dei legami difficili da spiegare a parole e che la regista Laetitia Carton è stata abilissima a riprendere ed a trasporre cinematograficamente. Sguardi, movimenti, abbracci che non conoscono aggettivi, perché è complicato spiegare a parole ciò che lega due persone che danzano insieme pur non conoscendosi. Sono due anime che riconoscono una stessa passione e che danzano sulle note che sentono, spesso toccandosi come si conoscessero da una vita intera. Ed è per questo che la Carton ha voluto raccontare ciò che avviene ne Le Grand Bal, affinché tutti potessero vedere come la danza riesce ad unire tutto ciò che la società odierna, grazie anche alla velocità con cui scorre la vita, allontana.

Un ragazzo ed una signora più anziana che ballano insieme durante il festival de Le Grand Bal
Un ragazzo ed una signora più anziana che ballano insieme durante il festival de Le Grand Bal

Un inno all’unione ed all’accoglienza

Un messaggio molto forte e significativo quello che Le Grand Bal veicola: non ci sono limiti di età, nazione, credo ed etnia. Tutti possono ballare, tutti quanti hanno diritto di imparare e di sentirsi partecipi di un mondo tanto bello quanto complicato come quello della danza. Per una settimana, in un campeggio lontano dal caos e dalla routine della città, oltre duemila persone da ogni parte del mondo si ritrovano per ballare insieme, non importa chi si ritroveranno davanti, l’importante sarà sentirsi parte di un gruppo. C’è la voglia di conoscere stili di ballo nuovi ed interessanti, ma anche il desiderio di guidare i principianti attraverso una fase difficile come l’apprendimento.

Il ballo, però, non è l’unico momento in cui ci si avvicina l’un l’altro: anche durante il tempo trascorso nelle tende o all’alba durante i “boeuf”, ossia i concerti improvvisati, si trova il tempo e la voglia di conoscere chi ti sta affianco. È come un piccolo universo parallelo a quello che ci vede correre freneticamente ogni giorno, decisamente noncuranti nei confronti di chi ci circonda e ci cammina affianco. Il Festival de Le Grand Bal è un mondo utopico, dove nessuno precede gli altri, dove vige il rispetto di chi sa meno di te, dove il rifiuto è visto come una delle più grandi scortesie che si possano fare. Ma, chiaramente, come in ogni microcosmo che si rispetti, anche qui si assiste a delle sgradevoli contraddizioni ed a casi, seppur isolati, di gente che si è sentita esclusa, non voluta e deliberatamente isolata. Come a ricordare che le mele marce crescono ovunque.

Un frame di un ballo tra due persone in Le Grand Bal
Un frame di un ballo tra due persone in Le Grand Bal

Isolarsi dal mondo per ritrovarsi insieme nella danza

«Quando ho mostrato le mie prime immagini delle danze ad un amico coreografo, mi ha detto che vedeva una cosa sola: il bisogno imperioso, essenziale degli esseri umani di essere toccati. In effetti i balli sono uno dei rari momenti in cui ci si tocca anche senza conoscersi, in cui i corpi si incontrano. Ballare è combattere contro tutto ciò che ci trattiene, tutto ciò che ci limita o ci appesantisce. È ascoltare ciò che il corpo ci sussurra. È far girare il mondo attorno a noi. Ma nella danza, per me, c’è soprattutto l’altro. Non amo ballare da sola. È, a volte, uscire da se stessi, sentire l’altro, fino quasi a diventarlo, come se il cuore saltasse dal tuo petto nel suo, e sento che mi dissolvo mentre sono più presente che mai, e sento che il mondo non è solo qualcosa di esterno a me, ma che mi è offerto, che io sono nella vita.» 

Le Grand Bal racconta di un mondo dorato ed infinitamente affascinante, un mondo all’interno del quale non ci sono tempi e spazi, ma soltanto ritmi e musica. Quello che Laetitia Carton porta sul grande schermo è più di ogni altra cosa la purezza e la libertà che la danza implica in ogni sua forma. Poco conta che si tratti di un valzer, di una mazurca o di una polka. I sentimenti che un ballo può scatenare sono sempre gli stessi e son qualcosa di così potente da non badare alla persona con cui si sta danzando. Ci si lascia trasportare totalmente e ci si stringe ancora un po’ a dei perfetti sconosciuti per sentir vibrare nei cuori quella dolcezza tipica di chi si lascia andare ed elimina dalla propria mente tutti i tabù che la quotidianità le ha imposto. In Le Grand Bal si percepisce tutta la passione della regista Carton per la danza e la sua volontà di raccontare l’altra faccia del ballo, non la tecnica o l’esibizione in sé, ma la complicità che si viene a creare quando si balla insieme, che sia in coppia o in gruppo. Una complicità senza legami e senza parole, creata soltanto dall’armonia di due corpi che ballano sulle stesse note.

Un momento di dolcezza durante un ballo nel docufilm Le Grand Bal
Un momento di dolcezza durante un ballo nel docufilm Le Grand Bal

Le Grand Bal, diretto da Laetitia Carton, uscirà nelle sale il 2 maggio 2019 distribuito da Barz and Hippo in collaborazione con Folkambroeus.

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