Laura Pausini e Biagio Antonacci Stadi 2019: conferenza stampa integrale

Laura Pausini e Biagio Antonacci_foto di Cosimo Buccolieri (3)
Laura Pausini e Biagio Antonacci_foto di Cosimo Buccolieri (3)

Domani uscirà Fatti sentire ancora in special edition, preludio a uno dei tour più attesi del 2019: Laura Pausini e Biagio Antonacci, insieme per 10 date in giro per l’Italia, in #LB2019. La conferenza stampa.

Per Laura è la prima uscita pubblica dopo vittoria ai Latin Grammy Awards, ed è anche il primo premio che prende una cantante italiana nella categoria Best Vocal Pop Album. È molto importante questo premio per Laura, conferma il suo status di artista italiana più premiata all’estero.

Da pochi giorni è in radio Il coraggio di andare, duetto di Laura con Biagio. Il brano è contenuto nella special edition di Fatti sentire, che si intitola Fatti sentire ancora, in vendita da venerdì 7 dicembre. Una special edition davvero speciale, all’interno c’è un libro magazine di 100 pagine, scritto interamente da Laura, con foto, aneddoti, backstage, curiosità.

Ferdinando Sazzano: come vedete, saremo negli stadi. È un’avventura straordinaria, sono particolarmente emozionato, nel senso che quest’avventura le sento come un’avventura veramente unica. 10 città e 10 stadi in tutta italia. Una collaborazione straordinaria, ma questo ve lo racconteranno loro. Com’è nata quest’idea? Anche questo ve lo racconteranno loro. Com’è andata quest’amicizia? Anche questo ve lo racconteranno loro. Com’è nata questa complicità artistica che è partita nel 2000? Anche questo ve lo racconteranno loro. Ma quindi io a che cosa servo? Una mia nota personale: io lavoro ormai con Biagio da oltre 14 anni, con Laura sto toccando il 10 anni, e oggi ho il privilegio di chiamarli per questa nuova avventura. Ora sono pronti a scendere in campo. Laura Pausini e Biagio Antonacci!

Laura: Buongiorno a tutti!

Biagio: Non siamo mica nervosi!

L: No, io adesso un po’ sì!

B: Dobbiamo ringraziare questo pubblico, sono addetti ai lavori ma sono anche il nostro pubblico.

L: Raccontiamo un po’ come è successa questa cosa?

B: Allora, è da un po’ dia anni che mando messaggi a Laura mentre lei è in giro per il mondo e mi risponde a orari inverosimili — “Laura, perché non facciamo una tournée insieme?” e lei mi dice “Sono molto stanca”. Al che io le dico “Capisco, perché a furia di girare il mondo… posso capire la tua stanchezza. Anche io sono stanco, nonostante abbia girato sono l’Italia”.

L: Alla fine siamo tutti molto provati, ma anche molto felici.

B: E adesso dobbiamo inventarci qualcosa per andare avanti, qualcosa che possa stimolare la nostra parte creativa. Le ho detto “Laura, perché non stiamo un po’ insieme?”

L: Siamo veramente amici da 25 anni però ci scriviamo, soprattutto, perché non abbiamo il tempo fisico di incontrarci, di stare insieme.

B: Lei mi scrive un messaggio, molto breve: “Sì, facciamo la tournée insieme negli stadi”. [fa una faccia stupita]

L: [ride] Prima me l’hai chiesto e poi non te l’aspettavi?

B: “Però” dice “vieni domenica da me a Roma dalle 18 alle 19:45 a fare la foto”

L: Io pensavo di passare 2019 a fare una vita più normale, non avevo nessuna idea di fare una cosa così grande. Però quando mi ha parlato per la prima volta della sua idea, lo ha fatto in un giorno dove mi sentivo particolarmente giù. Anche se tutte le cose di lavoro vanno bene, ognuno di noi ha dei giorni in cui si sente più fragile e più debole – tra l’altro è perfetto che lui abbia scelto Il coraggio di andare come brano, come canzone da condividere insieme – ma quel giorno la sua frase “così stiamo un po’ insieme”, mi sono vista bambina.

B: È tornata con quello sguardo…

L: Sapevo che non avremmo avuto la foto in tempo, gli ho detto “Ce l’hai un vestito elegante qualsiasi? Vieni a casa mia”, e nel cortile di casa ho affittato le transenne, mi sono vestita molto elegante e ci siamo messi in una posa un po’ chic. Questa foto rappresenta quello che andremo a fare: lo stadio è la potenza, l’esplosione, la voglia di stare insieme, le transenne sono il sudore, la parte rock che andremo a fare che non vi aspettate. Il vestito elegante è la nostra italianità, soprattutto le nostre canzoni ballad, che nel caso di Biagio sono molto profonde. Vorremmo portare l’esplosione, la parte più aggressiva, ma soprattutto l’emozione e le lacrime di queste canzoni che hanno cambiato la vita, anche a me.

B: Era il ’93, pensate, io sono a Sanremo Big per la prima volta e lei è a Sanremo Giovani per la prima volta. Io vedo questa ragazza e me la ricordavo perché la vedevo cantare con il suo babbo in un locale di Bologna aperto fino a tardi. Andavamo sempre io, Lucio Dalla, tutti i bolognesi… e spesso c’era lei, col suo mitico babbo, che cantava con la sua voce – mi ricordo – prepotente, in questo spazio non tanto grande. Quell’anno me la vedo là, a Sanremo, canta questa canzone e la finisce con questa faccia di soddisfazione, avevi tirato fuori l’anima della tua vita, era tutto lì: in quell’emozione, in quella faccia che visto, e dopo anni, dopo ogni tua performance, dopo tutti quesi Grammy che hai vinto – 5?

L: Sì.

B: Non vergognarti! È la verità, sei l’unica! [applausi]

L: Anche io mi ricordo la faccia, ero terrorizzata!

B: Io le scrivo un telegramma, dallo stesso albergo!, “Laura, sei la migliore, vincerai”.

L: Io, ragazzi, io avevo 18 anni, il suo poster in camera, le sue canzoni nel cuore e nella voce, leggo “Biagio Antonacci” e mi ricordo che ho chiamato subito a casa alle mie amiche “Elisa! Cioè, mi ha scritto… Biagio Antonacci!”, è stato fighissimo.

B: Poi iniziò il percorso, è diventata famosa in tutto il mondo.

L: Anche tu sei famoso, eh!

B: Sì… per sentito dire, mi conoscono in tutto il mondo per le tue canzoni, “È quello che ha scritto Lato destro del cuore“. Comunque, un giorno arrivo a casa sua, scrivo a casa mia una canzone prima, io vado da lei a Milano e non le mando la cassetta.

L: Una delle poche volte che non ricevevo una cassetta, un Cd o un mp3, ma viene a casa un autore a cantare, si siede sul famoso divano bianco dove è nata Tra te e il mare, e ha iniziato con la chitarra, io gli facevo “Vai avanti vai avanti”

B: Io gliel’ho cantata tutta, peraltro non avevo l’ultima strofa e ma la sono inventata! E l’ho tenuta così!

L: La canzone è diventata una delle più importanti della mia carrieral,a prima volta in cui mi sono anche un po’ ribellata, mi dicevano che non era da disco, invece per me era primo singolo. Sono stata contenta di aver preso quella decisione. Da quel momento siamo diventati più amici, una sera ero molto giù di morale, Biagio mi ha chiamato e mi ha detto “ti vengo a prendere andiamo a fare un giro in macchina”, siamo andati prima a mangiare giapponese e poi mi ha portata nel locale dove lui faceva pianobar. Eravamo in giro molto tranquilli e lui mi ha aiutata molto quella sera

B: Abbiamo detto siamo qui, siamo noi, abbiamo detto dei sì e abbiamo imparato a dire dei no, il coraggio di dire dei no ti ha portato ad essere la stella che sei, ti ha portato in tutto il mondo, io ho fatto il tifo per te sempre.

L: Questo l’ho sentito, lo sento nel nostro rapporto. Ci sono tanti cantati a cui siamo affezionati, a cui io voglio bene, ma tra noi c’è una sorta di unione quasi fraterna, non c’è bisogno di spiegarci niente, non c’è bisogno di avere tempo per chiamarsi o meno, io so che lui c’è: c’è quando ho il premio e c’è quando sto male e perdo il premio, questa cosa mi ha sempre fatto sentire protetta.

B: Questa è una cosa che nasce dall’intenzione di due persone che non avevano certo bisogno di fare una tournée per confermare qualcosa, non avevano bisogno di entrare in qualcosa di impegnativo come quello che sarà – ci sono molti stadi e una responsabilità grande. Sarà pieno di gioia, musica e vita: restituire sarà la parola d’ordine, dobbiamo restituire alla gente quello che ci ha dato in questi anni meravigliosi.

L: Un’ultima cosa! Quando ho chiamato per fare questa benedetta foto, ancora non lo sapevano tutte le persone che lavoravano con noi. Lo abbiamo detto ai nostri fratelli

B: Silvia e Graziano sono i nostri… non so neanche come definirli, fratelli veri? Fratelli veri.

L: Poi ho chiamato la mia manager e le ho detto “Fabrizia… io faccio un tour con Biagio” e lei “… Va bene”. E dopo abbiamo chiamato Ferdi [Ferdinando Sazzano]. So che non ci crederete, ma è vero, noi prima abbiamo fatto la foto, poi lui ci ha detto di fare gli stadi e ci siamo gasati ancora di più. Io volevo andare assolutamente in Sardegna, è da tantissimo tempo che non ci vado e anche Biagio. Però come vedete dalle date manca la Campania: abbiamo fatto di tutto e di più per andarci.

B: Noi vorremmo lo stadio di Napoli. Dateci lo stadio di Napoli!

L: Sì, vorremo andare al San Paolo ma non è ancora disponibile. Poi, insomma, andrebbe bene anche Salerno, ma per noi è importante la Campania, aiutateci a fare questo appello! Partiamo dalla Puglia.

B: Dalla mia Puglia, che poi è anche la sua.

L: Negli ultimi tempi si è parlato, giustamente, molto del rapporto tra uomo e donna come legato a episodi di violenza. È giusto che ci siano state denunce, e noi la pensiamo allo stesso modo. Però, in questo caso, avete davanti a voi una coppia di una femmina e un maschio che si vogliono semplicemente bene, che non hanno niente al di là dell’amicizia, e che dimostrano questa cosa. Ogni giorno per noi da 25 anni, e questo momento anche nella musica in cui ci siamo la mano… noi ci vogliamo sinceramente bene, e questo è un messaggio importante.

Fatti sentire ancora è la nuova edizione speciale, Laura ce ne parli?

L: La rivista è una cosa che volevo fare, l’avevo vista a Miami fatta da una cantante americana e volevo fare una cosa del genere in Italia, un libro che contenga il cd e il dvd. Non racconta canzone per canzone, la parte tecnica, ma quello che è successo quando ho scritto e realizzato le canzoni, quando le ho portate in tour, cosa succedeva in casa mia, cosa mi diceva mia figlia, cosa pensavano le persone intorno a me. Anche cosa è successo quando ho chiesto a Biagio di fare il duetto: è un po’ strano perché non l’ha scritta lui, ma volevo una voce vera dentro. lui ha scelto Il coraggio di andare, inizialmente avevo proposto altre due, poi lui ha scelto ed è stato perfetto. Io ho sempre bisogno di dirmi che devo farcela, devo andare avanti, che sono importante, è sempre una conferma che devo darmi, e lui me la dà.

B: Questa è una cosa condivisa, neanche io mi sveglio sempre figo.

L: Ma come?!

B: Divento figo intorno alle 14:30! [risate] Comunque, è un grandissimo progetto, in quel libro raccogli la vita tua.

L: Quando ho fatto l’arena di Verona, non sapevo che mia figlia la stesse disegnando. La maestra il giorno dopo mi ha chiamata per andarlo a vedere e sono rimasta molto colpita da questa sua sensibilità, a 5 anni fa un disegno con quest’attenzione ai dettagli, alla prospettiva… l’ho messo nel libro perché sono una mamma molto orgogliosa. C’è il dvd con il Circo Massimo e il cd con il  duetto con Biagio. Esce sia in italiano, per l’Europa (tranne la Spagna) e il Brasile, dove canto in italiano. Mentre in Spagna e in tutto il centro e sud America, esce in spagnolo.

Nella scaletta cosa ci sarà?

L: Non abbiamo ancora fatto la scaletta! Quello che vedete è fatto velocissimo, le date ufficiali le abbiamo avute 2 giorni fa, nel frattempo sono tornata dall’America, ci siamo detto che dal 1 al 6 gennaio facciamo la scaletta. Ci siamo mandati delle liste, io delle sue ne ho scelte 36 e ho già tagliato.

B: Mi ha mandato canzoni che non mi ricordavo!

L: Saremo sul palco sempre, sarà un palco molto grande, sarà difficile stare sempre vicinissimi.

Come hai reagito al cartellone a Times Square?

L: Per me averlo visto… ho chiamato mia sorella e le ho detto “casso…” [risate]. È stata una giornata di orgoglio e pianto, anche perché c’è scritto “italian”.

Parlate molto di amicizia, ma c’è mai stato altro?

L: Nooooooo! Poi lui non mi piace neanche fisicamente!

B: È molto sottile il passaggio da amore fisico a quello di testa. Noi abbiamo questa fortuna.

Laura, tu che vivi la scena americana, che idea ti sei fatta di questa marcia che si sta facendo verso il confine tra Messico e Stati Uniti di migliaia di persone?

L: la marcia non l’ho seguita ma è da tempo c’è questo problema, queste famiglie che scappano per andare verso il nord Americaa e poi vengono arrestati. Sono situazioni molto disagiate per loro, e soprattutto per i bambini sono ovvia. Sono ovviamente molto dispiaciuta: in base a quello che ti risponderei però capiresti la mia posizione politica, e quindi non ti voglio rispondere. A livello umano mi dispiace moltissimo e non sono d’accordo mai, anche nelle mie canzoni ho detto di essere contraria alle divisioni, però non vorrei andare oltre perché non voglio esprimere la mia opinione politica che pure è molto netta.

Manca anche band e special televisivi? Come pensare di regolarvi con Saremo?

B: Per produrre uno spettacolo di questo tipo ci vuole tempo, una preparazione tecnica non indifferente, con tante persone che ci lavoreranno. C’è da fare scaletta, scegliere i musicisti, scegliere che tipo di medeling fare, è importante cercare di accontentare il pubblico, al momento quindi non pensiamo ad altro.

I Latin Grammy: quale è stata per te l’esperienza? Quanto conta per te la tua italianità?

L: La mia italianità conta tutto per me. Se non fossi italiana non avrei scelto quella musica e non avrei questa voce, non avrei ascoltato il repertorio italiano con il quale sono cresciuta e ho imparato. Save non avessi avuto l’opportunità di sentire da vicino l’amore degli italiani non avrei mai avuto il coraggio di andare fuori dalla mia terra. Quando hanno detto “Laura Pausini”, io mi sono sentita la bandiera addosso, come se mi avvolgesse. È stato molto emozionante. nonostante gli anni passino, sono diventata più fragile, più bisognosa di protezione, ho bisogno di carezze e le ricevo molto dal pubblico ma non spesso da chi è intorno a me nel mio lavoro. Sono andata a Las Vegas pagando da sola il viaggio e non pensavo di vincere perché non sentivo l’affetto dei miei collaboratori. Quando hanno chiamato il mio nome non me lo aspettavo davvero, le altre volte ci ho sperato molto anche se sapevo che era difficile vincere. Ero fuori di testa. Dopo c’era le festa, ma io non vado mai. Quando vinci ti portano dietro dai giornalisti, poi in una stanza dove c’è un un Grammy con cui fai la foto, lo lasci lì e dopo un mese ti arriva a casa con il tuo nome stampato, sono in attesa, vorrei farvelo vedere perché non lo sento solo mio. Poi ti puoi vedere con la tua famiglia, siamo andati nella nostra camera d’hotel e ho ordinato un hamburger doppio.

Farete anche un giro anche all’estero?

L: Intanto c’è un evento in Spagna insieme!

Laura, sei pronta anche a un tour nordamericano?

L: Ho fatto Austin e Phoenix, ne ho girate molte. Adesso? Adesso devo stare solo con Biagio! Ho fatto un tour con tante date, il mio problema è che non vengono gli italiani:qu non ascoltano la musica italiana, quando vengono a vedermi mi vogliono in spagnolo, quindi faccio fatica a fare le scalette, cerco di farle a metà. Tipo Strani Amori metà e metà, Lato Destro del cuore è solo in spagnolo, come anche Vivi, che là è più della Solitudine.

Vi sentite minacciati dal cambio generazionale riguardo alla musica?

B: Si resta solo se c’è una storia alle spalle, e noi per il nostro pubblico l’abbiamo fatta, a modo nostro, non dobbiamo temere una sorta di concorrenza.

L: Io credo che sia giusto che ci sia un cambio generazionale.

B: Ma non è una cosa che tocca il nostro pubblico né il nostro modo di fare musica.

L: Io credo che anche da soli facciamo più cose grandi adesso che prima. Non c’è stato niente di marketing legato a questo, ma un desiderio di tornare alle origini vere, siamo due amici che vanno a cantare insieme per le persone che ci hanno portati lì sopra.

B: Quando fai una tournée senza avere nulla di nuovo da promuovere, sei un artista che ha una storia, parla quello che è il passato. È la cosa che che auguro a tutte queste nuove generazioni.

L: Alcuni di questi mi piacciono anche! Hanno delle cose da dire molto interessanti, altri no, come con tutti i cantanti, non è il genere che è importante.

Tour molto fisico, siete allenati? Avete diete particolari?

B: Correre, cantare, cercare di mangiare bene.

L: Ci dovremo preparare, lo sappiamo già entrambi. Io ho una fame della madonna quando inizia il tour! Lui mangia il riso integrale alle 19, io invece non mangio prima, ma non mangio neanche dopo, infatti io durante il tour dimagrisco!

B: Ma lo sai che devi mangiare? Ci facciamo il riso integrale insieme! [risate]

L: Poi facciamo gli esercizi vocali, per le corde vocali e la gola.

Il video dove l’avete girato?

B: Fuori Bologna. Lei è stata nell’acqua 3 ore! E la sera ha fatto il concerto!! E ha detto… “Forse ho preso un po’ di freddo!”

L: Però evidentemente no perché non ho perso la voce.

Ci raccontate le emozioni per il ritorno in Sardegna, emozioni?

B: Meraviglioso. In tutti i concerti che facciamo c’è sempre era bandiera della Sardegna che sventola in mezzo al pubblico, ogni volta che la guardo mi ricordo di quanto tipo non vado. E finalmente dopo anni torniamo, e siamo felicissimi e orgogliosissimi!

 

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