L’audizione, recensione: un film austero che racconta una donna divisa a metà

L'audizione - Nina Hoss
L'audizione - Nina Hoss

La recensione de L’audizione, film diretto da Ina Weisse: una storia attenta e rigorosa, che fa il ritratto di una donna incerta e divisa a metà

Più insegnante che mamma

Anna Bronsky (Nina Hoss) è una severa e composta insegnante di violino in un liceo musicale di Berlino. È sposata con il liutaio francese Philippe (Simon Abkarian) e con lui ha un figlio di 10 anni, Jonas (Serafin Mishiev), che frequenta la scuola in cui lei stessa insegna. Il suo matrimonio però è in fase di stallo, così come la sua carriera, e quando sente suonare Alexander (Ilja Monti) – un giovane e talentuoso candidato per l’ammissione alla scuola – decide di prenderlo sotto la sua ala e di prepararlo per l’audizione. L’impresa diventa per lei ben presto un’ossessione: Anna trascorre la maggior parte del tempo con Alexander, il che la porta ad allontanarsi ancora di più dalla propria famiglia e soprattutto dal figlio.

I meriti di Nina Hoss

La musica di un violino apre L’audizione, secondo lungometraggio di Ina Weisse, immergendo immediatamente nel pieno della storia. Presentato in anteprima mondiale al 44° Toronto International Film Festival, poi al Festival di San Sebastian e al Bif&st 2020, in quest’ultima occasione l’attrice protagonista Nina Hoss ha vinto il premio per la Miglior interpretazione. Riconoscimento assolutamente meritato, vista la classe con la quale veste i panni di questa donna algida ma al tempo stesso fragilissima. Consapevole dei suoi limiti, piena di frustrazioni, Anna è a tutti gli effetti bloccata. La Hoss prende questo personaggio, se lo cuce addosso e lo mette in scena esaltandone le complessità.

L'audizione - Ilja Monti e Serafin Mishiev
L’audizione – Ilja Monti e Serafin Mishiev

Emotività controllata

La storia ripercorre un filone ampiamente trattato dalla cinematografia, ovvero quello dell’arte e dei sacrifici necessari per eccellere. Il più delle volte gli insegnanti vengono ritratti con una severità che tende alla vessazione nei confronti degli allievi, veri protagonisti della storia. Stavolta però il punto di vista preso in esame è proprio quello dell’insegnante. Tale ribaltamento rappresenta uno dei punti di forza della pellicola, che riesce così ad aggiungere qualcosa ai suoi predecessori. La regia della Weisse è attenta e prende in esame le inquietudini dei personaggi. Tale senso di oppressione si ripercuote sugli spazi interni, spesso angusti e poco illuminati. Ne è un esempio la scena in cui la protagonista cena in casa con il marito, il figlio e il suo allievo Alexander: il tavolo messo in un angolo, sotto un lampadario tiepido, esprime in pieno i sentimenti dei commensali.

La svolta nel finale

Azzerando quasi completamente l’azione, L’audizione dà invece spazio alle emozioni e riesce a farlo grazie a personaggi ben sviluppati, dei quali vengono spesso palesati pensieri e problematiche. Anna in primis viene ritratta come una donna incapace di prendere una decisione, dalla più semplice (al ristorante, viene messa in crisi della scelta del tavolo e poi dal pietanza da consumare) alla più complessa (dare una chance e al proprio matrimonio oppure tuffarsi nella relazione extraconiugale col musicista Christian, interpretato da Jens Albinus?). Il figlio Jonas, apparentemente lasciato sullo sfondo, lascia trapelare un’indifferenza nei confronti della madre ma nasconde evidentemente gelosia e un profondo amore per lei. Il marito Philippe sembra non guardare più sua moglie, ma dimostrerà di averla invece perfettamente a fuoco. La vera svolta, tuttavia, arriva nel finale: Anna ha davvero capito cos’è successo? E, se sì, lo accetta o lo biasima? Allo spettatore il compito di dare – e darsi – una risposta.

L’audizione uscirà nelle sale italiane giovedì 5 maggio, distribuito da PFA Films ed Emme Cinematografica. Diretto da Ina Weisse, nel cast: Nina HossSimon AbkarianSerafin MishievIlja MontiJens Albinus e Sophie Rois.

VOTO:
3 stelle e mezza

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