Last Words, conferenza con la protagonista femminile Charlotte Rampling: “Questo film è un atto d’amore”

Last Words - Charlotte Rampling e Jonathan Nossiter

La conferenza di Last Words, ultimo film del regista Jonathan Nossiter con Charlotte Rampling, Nick Nolte, Stellan Skarsgård, Alba Rohrwacher e l’esordiente Kalipha Touray: “Sarà la Terra a distruggerci per primi.”

Noi esseri umani pensiamo sempre che prima o poi distruggeremo la Terra se continuiamo su questa rada, ma non è così. Piuttosto sarà la Terra che distruggerà noi, la natura è molto più forte e ha molte più armi a disposizione di quante noi ne avremo mai.” Non ci va troppo leggera la monumentale Charlotte Rampling, protagonista femminile di Last Words, film che ha presentato assieme al regista Jonathan Nossiter e all’esordiente protagonista Kalipha Touray.

Lo stesso Nossiter ci ha tenuto a ribadire quanto Last Words, co-prodotto e distribuito dalla Cineteca di Bologna dal 15 giugno, sia un atto d’amore verso la Terra e verso il cinema. “Il cinema è un modo bellissimo per portare sollievo alle persone, per ridare dignità agli altri, è un atto sia laico che religioso perché è come confessarsi davanti ad uno psichiatra o a un prete. Il fatto è che la fine del mondo non è poi così lontana, noi la stiamo vivendo da almeno due decenni giorno dopo giorno come in Ricomincio da capo ma non stiamo facendo nulla per evitarlo. Io ho voluto girare un film che parli proprio del coraggio di affrontare la fine del mondo senza perdere la nostra umanità, lo stesso coraggio che tutti gli attori del film hanno dimostrato nel parteciparvi.” Tratto dal romanzo “Le mie ultime parole” dello scrittore argentino Santiago Amigorena Last Words è la storia di un ragazzo che intraprende un viaggio da Parigi ad Atene, passando per Bologna dove incontrerà un uomo molto più grande, per cercare gli ultimi scampoli dell’umanità dopo una gigantesca catastrofe climatica globale.

Last Words – Kalipha Touray, Charlotte Rampling e Jonathan Nossiter

Ad interpretare il ragazzo protagonista è stato chiamato, dopo dei provini durati per oltre due anni in tutta Europa, l’esordiente Kalipha Touray. “Ci ho messo un bel po’ ad abituarmi, per me è stato come tornare a scuola il primo giorno. Quando ero sul set osservavo continuamente cosa facessero gli altri, Jonathan ogni tanto si innervosiva pure con me ma ho capito che lo faceva per spronarmi e per cercare di far sì che fossi a mio agio, perché vedeva in me del potenziale.” Nossiter a questo punto spiega il perché della decisione di affidarsi ad un attore senza esperienza. “Abbiamo provinato tantissimi attori professionisti bravissimi, ma a tutti mancava una sorta di genuinità, di autenticità. Quando poi ci siamo recati nei campi per rifugiati e nei centri di accoglienza, abbiamo finalmente cominciato a vedere quella consapevolezza di aver vissuto delle vite infernali senza però perdere la propria umanità o la capacità di sperare in un futuro migliore. E poi abbiamo conosciuto Kalipha, in lui ho visto sin dal primo momento quello che mi serviva per poter donare verità a questa storia e a questo personaggio.

Last Words – Kalipha Touray e Charlotte Rampling

Last Words è però anche un film che racconta un rapporto assieme materno e carnale, come quello tra il ragazzo e la Batlk di Charlotte Rampling. “Nel film sorrido sempre perché volevamo far vedere che poteva e può esserci spazio per l’amore la speranza, l’ottimismo anche in un mondo che è sull’orlo del precipizio. Quello che si instaura tra Batlk e il ragazzo è un rapporto dalle tante sfaccettature e sono felice di aver lavorato con Jonathan per la terza volta e con Kalipha, perché lui ha vissuto ciò che si racconta nel film e la verità della sua vita è incastonata in quegli occhi così espressivi. Quando ho letto il libro mi sono commossa, con Jonathan ci siamo incontrati spesso tra Parigi dove io vivo e l’Italia dove lui vive e ne abbiamo discusso a lungo. Sono stata io ad insistere sul fatto che in Last Words le parole non fossero così importanti dopotutto, perciò abbiamo scelto di privilegiare gli sguardi, i silenzi, i non detti. Jonathan poi ha la capacità di essere molto visivo e di far parlare le inquadrature, perciò era come se avessimo trovato la chiave giusta per questa storia.” E a proposito del messaggio ambientalista ha aggiunto: “Sono stata ancora più istintiva in questo film perché dovevo confrontarmi con un personaggio che è impossibile da fermare, che rimane incinta da anziana e che lotta per far sì che la comunità in cui vive possa sopravvivere al cataclisma. Il fatto è che c’è un profondo malessere che spesso non emerge,  un malessere per i comportamenti che adottiamo, per il modo in cui utilizziamo le risorse, per la mancanza di rispetto che abbiamo nei confronti di questo pianeta che ci ospita.”

Last Words – Kalipha Touray, Charlotte Rampling e Jonathan Nossiter

Infine è stato lo stesso Jonathan Nossiter a dichiarare come Last Words voglia celebrare il cinema e l’esperienza della sala cinematografica, per lui sulla via di una probabile morte. “Dopo oltre centoventi anni il cinema e la sala come li conosciamo credo stiano per morire, ma continueranno in altre forme perché il cinema di per sé non morirà così facilmente. Con questo film, cosiccome avveniva nel libro, ho cercato di ridare dignità all’esperienza umana anche nelle circostanze più difficili e feroci. Ho dedicato più di 40 anni della mia vita al cinema e vedere come questo stia scomparendo nella forma in cui l’ho sempre conosciuto mi addolora tantissimo, ma credo che alla fine ci sarà sempre spazio per le storie che dobbiamo raccontare e il cinema deve raccontarle quelle storie. Più che un atto politico questo film è un atto di amore, verso il cinema, verso il pianeta e anche verso gli uomini.”

Last Words uscirà domani 15 giugno ed è interpretato anche da Nick Nolte, Stellan Skarsgård e Alba Rohrwacher.

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