Lampedusa, recensione: il bisogno di tornare a sperare

Lampedusa

Lampedusa, lo spettacolo di Gianpiero Borgia racconta due storie apparentemente separate, quella di un pescatore siciliano (Fabio Troiano) e quella di una ragazza immigrata di seconda generazione (Donatella Finocchiaro) che lavora in un’agenzia di recupero crediti. Entrambi nutrono gli stessi sentimenti: sfiducia e odio, ma allo stesso tempo anche speranza.

La speranza contro la diffidenza

Lampedusa, da applausi lo spettacolo diretto da Gianpiero Borgia in scena al Teatro Eliseo. Uno spaccato sulla quotidianità che pone l’accento sui temi di maggior rilievo, quali l’immigrazione, la disoccupazione, il razzismo. Sul palco Fabio Troiano che interpreta un pescatore siciliano che si guadagna da vivere raccogliendo i morti in mare e Donatella Finocchiaro, una ragazza immigrata di seconda generazione che lavora presso un’agenzia di recupero crediti. Ognuno racconta la propria storia alternandosi tra un monologo e l’altro e sulla scena non c’è nessuna interazione tra i due interpreti. Ma c’è qualcosa di più profondo che li unisce: i sentimenti, quelli più nascosti che la maggior parte delle persone provano vergogna a dichiarare, ovvero l’odio e l’egoismo sconfitti, alla fine delle loro storie, dalla speranza.

Due storie che insegnano

Fabio Troiano è un pescatore siciliano che inizialmente descrive il suo lavoro come un’abitudine, raccogliere i cadaveri che galleggiano sul mare è ormai diventata routine per lui e così ogni giorno adempie al suo dovere e poi torna a casa. Ma con il passare del tempo quelle scene diventano un incubo e solo l’incontro con un migrante ha reso il pescatore più disposto ad aprirsi. Donatella Finocchiaro interpreta una ragazza iraniana, ben inserita nel contesto italiano, ma che è da sempre stata molto scontrosa e un cattivo rapporto con la madre la porta ad allontanarsi sempre di più dalle persone. La tenacia e la determinazione non bastano per realizzare i propri sogni e dopo una serie di circostanze decide di guardare il mondo con occhi diversi.

Lampedusa
Lampedusa – Donatella Finocchiaro e Fabio Troiano

Un sentimentalismo non eccessivo

Lampedusa è uno spettacolo in cui compaiono sia i sentimenti più nobili che sentimenti più repressi. L’odio e l’egoismo prevalgono, ma basta poco per lasciare posto anche all’altruismo e alla gentilezza. I personaggi, però, hanno affrontato questo cambiamento in modo graduale e, soprattutto, senza cedere a inutili sentimentalismi. Due personaggi molto coerenti con il proprio modo di fare e l’alternarsi dei monologhi ha portato loro a raccontare situazioni diverse, ma con l’intento di far emergere dalle due storie lo stesso significato, trasmettendo umiltà e presa di coscienza.

Uno spettacolo molto apprezzato

Lo spettacolo di Gianpiero Borgia è stato molto apprezzato per i temi di attualità che sono stati toccati all’interno del testo, soprattutto grazie alla sapiente interpretazione di Fabio Troiano e Donatella Finocchiaro che, a volte con simpatia e a volte con un pizzico di amarezza, hanno saputo mantenere il pubblico attento alle loro storie. Nonostante i vari stacchi di scena, lo spettacolo è risultato coerente e scorrevole.

Lampedusa
Lampedusa – Fabio Troiano e Donatella Finochhiaro

Lampedusa, sarà in scena al Teatro Eliseo fino al 18 febbraio. Un testo di Anders Lustgarten, proposto per la prima volta in Italia con la regia di Gianpiero Borgia.

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