L’amica geniale: recensione di Le metamorfosi e La smarginatura

L'amica geniale

L’amica geniale, torna in prima serata su Rai 1 martedì 4 dicembre, con il terzo e quarto episodio, in cui troviamo le protagoniste, ormai adolescenti, alle prese con cambiamenti, nuovi legami, primi amori e lotta alle ingiustizie dei boss del quartiere.

Le Metamorfosi e La smarginatura

Nel terzo e quarto episodio de L’amica geniale, intitolati rispettivamente Le metamorfosi e La smarginatura, troviamo una solitaria Lenù cimentarsi con le scuole medie e superiori, senza la compagna di giochi Lila al suo fianco, costretta dal padre, maschilista e tradizionalista convinto, a rinunciare agli studi e a lavorare nel calzaturificio di famiglia. A causa di questa separazione le due ragazze vivono un momento di distacco e di smarrimento, in cui l’insicura e fragile Elena soffre talmente l’assenza della sagace amica d’infanzia, da collezionare una serie di brutti voti che la mettono in serio pericolo di bocciatura, e che l’allontanano sempre di più da quel prototipo di studentessa modello, raggiunto grazie alla presenza incentivante di Lila.

Cambiamenti

Nonostante il rapporto tra le giovani sia ormai freddo e occasionale, Lenù comprende che il suo intero mondo continua a gravitare attorno all’orbita della prodigiosa ragazza, che pur non frequentando la scuola, sviluppa delle abilità impressionanti, rimanendo comunque la migliore delle due. Ad alimentare inoltre, l’ammirazione/rivalità della Greco nei confronti di Lila, sono i numerosi consensi maschili che la fanciulla ottiene giorno dopo giorno, allungando sempre di più la lista dei suoi corteggiatori. Elena invece detesta la sua immagine allo specchio, quel viso ricoperto di brufoli, quel seno accennato, quelle forme di donna acerba che la mettono a disagio, rendendola ulteriormente indecisa e impacciata, e quasi invisibile accanto alla raggiante e determinata Lila.

L'amica geniale - Margherita Mazzucco e Gaia Girace interpretano Elena e Lila adolescenti
L’amica geniale – Margherita Mazzucco e Gaia Girace interpretano Elena e Lila adolescenti

Una Napoli tra voglia di riscatto e malavita

In questi nuovi episodi, troviamo una Napoli che cerca di riscattarsi seguendo la scia del boom economico, ma dove continuano a sussistere violenza e prevaricazione, e dove a farla da padrone sono i Solara, nuovi boss del rione, che prendono e distruggono tutto quello che vogliono, senza interferenze e intromissioni esterne. Perfino le nostre protagoniste finiscono nel mirino della famiglia malavitosa, in particolare la bella Lila, di cui il figlio maggiore Marcello si invaghisce, colpito dalla sua sfrontatezza e dal suo carisma. E partendo proprio dal rifiuto della coraggiosa ragazza, i giovani del quartiere cominciano a sconfinare quelle barriere che non avevano mai osato oltrepassare, pensando a un nuovo modo di vivere, ricominciare da capo in maniera più sana e corretta, non accettando più i limiti che la società impone loro, creando quelle smarginature, appunto, che li porteranno a un forte e decisivo cambiamento. Lila stessa non si ritrova più all’interno dei suoi margini, quando l’amico Pasquale le apre gli occhi sui traffici malavitosi e sulle ingiustizie che subiscono silenziosamente ogni giorno, la ragazza non trova più i contorni della sua identità, li vede sfocati, confusi, e comprende che un mutamento è necessario.

Debuttanti geniali

A dare il volto alle adolescenti Lila e Lenù troviamo le debuttanti Gaia Girace e Margherita Mazzucco, giovanissime, 15 anni la prima e 16 la seconda, e dotate di quella freschezza e quella profondità fondamentale per dar corpo alle protagoniste del romanzo della Ferrante. Convincenti e perfettamente in parte, Girace e Mazzucco danno prova di essere portate per questo mestiere, che, se amato e curato a dovere, le lancerà nel firmamento delle attrici da non dimenticare.

In attesa di gustare questi nuovi episodi, potete leggere la recensione dei primi due cliccando qui

L'amica geniale - Gaia Girace e Margherita Mazzucco in una scena
L’amica geniale – Gaia Girace e Margherita Mazzucco in una scena di “La smarginatura”

Voto

 

 

 

 

 

 

 

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