L’amante dell’astronauta, recensione: deliziosa gay rom com sulle orme di Rohmer

L'amante dell'astronauta - Lautaro Bettoni e Javier Orán
L'amante dell'astronauta - Lautaro Bettoni e Javier Orán

La nostra recensione de L’amante dell’astronauta, commedia romantica gay diretta dall’ argentino Marco Berger, per la prima volta distribuito in Italia: si avvertono qua e là echi di Rohmer e Almodóvar, ma il film è fresco, coinvolgente e non cede agli stereotipi

L’amante dell’astronauta è il primo film del regista Marco Berger ad ottenere una distribuzione italiana, cosa piuttosto incredibile se pensiamo al fatto che ormai siamo ben oltre la decina di titoli realizzati tra lunghi e cortometraggi. Se il cineasta argentino si era fatto notare con titoli come Hawaii o Mariposa, film incredibilmente intimi ma anche al  tempo stesso mai domi nel mostrare la nudità fisica e psicologica dei propri protagonisti, con questo ultimo lavoro Berger sembra avvicinarsi un po’ di più ad un certo modello statunitense, realizzando una rom com sempre e rigorosamente gay in cui però è la leggerezza delle intenzioni a fare la differenza rispetto al passato.

L'amante dell'astronauta - Javier Orán e Lautaro Bettoni
L’amante dell’astronauta – Javier Orán e Lautaro Bettoni

Un amicizia che diventa altro

Al cuore non si comanda. E l’amore è un gioco pericoloso. Così, durante un’estate al mare, Pedro (Javier Orán), apertamente gay, e Maxi (Lautaro Bettoni), etero e single, iniziano un’amicizia affettuosa che stupisce tutti i loro amici. Pedro e Maxi giocano a fare i fidanzati egli altri ci cascano. Anche la ex ragazza di Maxi che piomba “sul luogo del delitto”. Ma, poco a poco, i due burloni cascano nella stessa rete che hanno lanciato. La pulsione sessuale diventa desiderio irresistibile e i due uomini finiscono a letto insieme. È solo una stella cadente o sarà il grande amore?

L'amante dell'astronauta - Javier Orán e Lautaro Bettoni
L’amante dell’astronauta – Javier Orán e Lautaro Bettoni

Una rom com a tutti gli effetti

Guardando L’amante dell’astronauta è possibile immaginare come sia il tono molto più conciliante e leggero il motivo per cui il cinema di Marco Berger sia riuscito ad approdare anche sui lidi italici. Quella del regista argentino è infatti una commedia romantica purissima, “sporcata” solo qua e là da qualche inserto drammatico, ma sempre ancorata ad una leggerezza di tono e sguardo che rende l’espressione del tema del pregiudizio più marcata ed efficace. Poi certamente c’è anche un velo malinconico sottile a pervadere l’intera mesa in scena, perché la storia d’amicizia che poi si tramuta in amore (o qualsiasi cosa sia) tra Pedro e Maxi deve comunque fare un po’ i conti con il peso delle aspettative sociali.

Quello che però a Berger interessa di più, e che si configura come fil rouge di gran parte della sua filmografia pregressa, è la critica ad ogni sistema di incasellamento di una pellicola in cui l’orientamento sessuale è molto più variforme, fluido e destrutturato rispetto alla percezione comune. Attraverso il rapporto che evolve dei due protagonisti Berger ha la possibilità di raccontarci il proprio paese che evolve (o involve) allo stesso tempo, mentre ci racconta una storia che volge verso una forte smania di libertà. Ne L’amante dell’astronauta il corpo e il piacere si fondono senza mai scadere nel gratuito o nel perverso fine a sé stesso, ma invece evidenziandone la forte impronta anti-reazionaria e quasi ribelle.

L'amante dell'astronauta - Javier Orán e Lautaro Bettoni
L’amante dell’astronauta – Javier Orán e Lautaro Bettoni

Argentino e molto europeo

Quello di Marco Berger è però anche un film molto cinefilo, sia a livello diegetico che extra-diegetico, perché assorbe, si nutre di e rielabora molto cinema europeo che parla (anche) di omosessualità. Si avverte la delicatezza rohmeriana degli sguardi e delle interazioni appena accennata, nonostante un utilizzo preponderante della colonna sonora, ma anche un taglio più vicino ad Almodovar nei dialoghi taglienti e nei riferimenti più o meno espliciti a 2001: Odissea nello spazio, Big, Una vita al massimo e altre pellicole i cui DVD affiorano dagli espositori, tra una lunga chiacchierata e l’altra.

Perché L’amante dell’astronauta è anche un’opera molto verbosa e dialogica, la cui prolissità potrebbe rappresentare un ostacolo per qualcuno, oltre che una pellicola che unisce il sacro e il profano, l’immensità sacrale e quasi inclita dello spazio alle metafore anche un po’ grevi sull’organo riproduttivo maschile e sulle feci, il sesso e l’amore, la felicità e la malinconia dell’infelicità. Berger ha realizzato il suo film più intimo e allo stesso tempo accessibile, divertente e scanzonato, da guardare abbracciati alla persona amata in una sera d’estate isolandosi dal mondo; un film sull’amore, fatto per chi è ancora capace di amare e farsi amare, senza pregiudizi o reticenze.

TITOLO L’amante dell’astronauta
REGIA Marco Berger
ATTORI Ailín Salas, Lautaro Bettoni, Javier Orán, Iván Masliah, Mora Arenillas, Agustín Frías, Camila del Campo, Melina Furgiuela
USCITA 20 giugno 2024
DISTRIBUZIONE Circuito Cinema Distribuzione

 

VOTO:

Tre stelle e mezza

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