L’albero del vicino, recensione: l’irrimediabile discesa verso il caos

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L’albero del vicino è un dramma che tra paradossi e humour nero pone le basi di un conflitto schiacciante attraverso un fatto apparentemente banale che fa da chiave narrativa.

Paradossi e violenza

Ne L’albero del vicino, un uomo allontanato dalla moglie in seguito ad un tradimento, si ritrova coinvolto in una disputa tra i genitori e i loro vicini di casa a causa di un vecchio e bellissimo albero che fa ombra dalla parte sbagliata. Mentre è in lotta per la custodia della figlia di quattro anni, si ritroverà risucchiato irrimediabilmente in una paradossale spirale di violenza e caos.

Lo spazio vitale

L’albero del vicino è un’opera originale che concatena gli eventi con una tensione istintiva e rabbiosa: le due coppie di vicini vivono dei malesseri profondi e dolorosi che si esasperano definitivamente nella loro casa; essa diventa così uno spazio amorfo e primordiale, controllato e ordinato secondo i propri gusti personali. L’albero del vicino che inizia a fare ombra sulla veranda dell’altro non è che un pretesto apparentemente banale per far esplodere la personalità dei protagonisti e la loro cattiveria più profonda. Per entrambe le coppie è una violazione dello spazio vitale che non riescono e non vogliono accettare, e la lotta che scaturirà da questo non coinvolgerà solo loro ma avrà dei martiri, che inconsapevolmente saranno trascinati in questa spirale di violenza e caos in cui ognuno ha qualcosa per cui vendicarsi.

L'albero del vicino - L'ennesima discussione tra le coppie di vicini
L’ennesima discussione tra le coppie di vicini

Un dramma intenso

Il film è un dramma intenso sapientemente gestito che sfrutta i personaggi e le loro azioni come check-point narrativi atti ad arrivare all’apice di un conflitto esasperante che terminerà con un’indicibile violenza. Le due coppie di vicini sono molto diverse: una è anziana con un figlio suicidato alle spalle da cui non si è mai ripresa, l’altra è adulta con entrambi che vedono questa nuova convivenza come la possibilità di avere una nuova vita, dopo la separazione avvenuta precedentemente da parte dell’uomo. Questa diversità individuabile nei protagonisti e nell’ambiente che li circonda è lo spazio d’azione del film ed in essa si sviluppa un discorso narrativo coerente con un ritmo ascendente che porterà irrimediabilmente alla fine del conflitto. L’albero del vicino è un dramma ben costruito e narrato che esaspera una situazione banale fino a farla esplodere in un conflitto violento, vendicativo e morboso che non lascia scampo ai personaggi né allo spettatore.

L’albero del vicino, diretto da Hafsteinn Gunnar Sigurðsson, con Steinþór Hróar Steinþórsson, Edda Björgvinsdóttir, Porsteinn Bachmann, Selma Björnsdóttir, Dóra Jóhannsdóttir, Sigurður Sigurjónsson è nelle sale da giovedì 28 giugno, distribuito da Satine Film.

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