La vita invisibile di Euridice Gusmao, recensione di un dramma toccante

La vita invisibile di Euridice Gusmao - Júlia Stockler e Carol Duarte

Il film La vita invisibile di Euridice Gusmao, di Karim Aïnouz, rappresenta la forza di un legame indissolubile, capace di cambiare la vita di due ragazze, la cui unica ragione sembra essere la possibilità di rincontrarsi.

Un legame spezzato

Il film La vita invisibile di Euridice Gusmao di Karim Aïnouz racconta la vicenda di Euridice (Carol Duarte) e Guida (Júlia Stockler), due sorelle particolarmente legate tra loro. Sono due ragazze che crescono nella stessa famiglia rigida e conservatrice. Quando Guida fugge una notte per incontrare il suo amante, Euridice acconsente a reggerle il gioco. Guida però non farà ritorno, sceglierà di sposarsi all’estero e la lontananza tra le due sorelle diventerà presto un abisso insuperabile. Ancor di più quando Guida torna a casa con in grembo un figlio illegittimo che il padre non riconosce, deciderà infatti di eliminare la peccatrice Guida dalla memoria della famiglia, dalla loro vita e anche da quella di Euridice, impedendo a Guida di avere qualsiasi contatto con la sorella.

Un’estenuante ricerca

Un dramma familiare intenso, due sorelle che si rincorrono per anni, si cercano, si scrivono, sperano di incontrarsi un giorno, di non perdersi, ma il tempo, i loro genitori e la casualità della vita mette il loro legame a dura prova. Due vite opposte, scelte diverse, chi vive per sé stessa e chi per gli altri, un affetto che va oltre ogni cosa, ma che non supera le distanze imposte da esterni. Un film che attraversa una vita, dall’adolescenza alla vita adulta fino all’età più avanzata, una speranza che vive di momenti e ricerche e una fiducia forse immeritata. Toccante e drammatico, carico d’emozione, forse a volte eccessivo: dalla colonna sonora alla scelte di alcune scene e avvenimenti importanti, che sembrano un tentativo di caricare sentimenti, tragedie e momenti dolorosi già forti di per sé.

La vita invisibile di Euridice Gusmao - Carol Duarte e Júlia Stockler
Carol Duarte e Júlia Stockler in una scena del film

Un amore più forte

Le interpretazioni, anche quelle a volte esageratamente teatrali, rendono comunque in modo ottimale la tragicità della vicenda e la sofferenza di un amore perduto, quello tra due sorelle che per seguire i propri sogni si sono allontanate, senza immaginare che tutto sarebbe stato, in futuro, più difficile. La speranza è il motore del film, e nel racconto, il motore della vita. Entrambe vivono di speranza, solo e unicamente in quella di riavvicinarsi. Ma nessuna delle due serba rancore vero l’altra, vogliono entrambe che la propria sorella sia felice, ovunque si trovi.

Il destino è un caso

Una regia lineare che procede in ordine cronologico, attraversando i momenti fondamentali della vita, una fotografia caratterizzata da colori caldi, ma opachi, come a simboleggiare il tempo che passa: bambini che diventano adulti, adulti che diventano genitori e genitori che diventano nonni. Un messaggio sottile, forse soggetto a più interpretazioni, la rappresentazione di un amore, di un legame indissolubile in cui non c’è odio, rabbia o rassegnazione, ma sempre e per sempre affetto e ricerca. E non solo, perché La vita invisibile di Euridice Gusmao mostra anche l’assurdità della vita, il caso, che a volte viene chiamato destino, altre volte incidente, ma che condiziona l’intera vita delle due ragazze.

La vita invisibile di Euridice Gusmao, Carol Duarte, Júlia Stockler, Gregório Duvivier, Barbara Santos, Flávia Gusmão, uscirà nei cinema il 12 settembre distribuito da Officine Ubu.

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