La scelta del Re, recensione: cosa si è disposti a fare per il proprio popolo ?

La scelta del Re, presentato nella sezione Panorama del 67. Festival del Cinema di Berlino.è un’opera ben scritta e girata che attraverso uno dei momenti più drammatici della storia della Norvegia ci ricorda quanto è importante essere disposti a tutto per la libertà di un paese.

Aprile 1940

Presentato nella sezione Panorama del 67, Festival del Cinema di BerlinoLa scelta del Re è basato sulla storia reale di tre giorni drammatici nell’aprile del 1940, in cui al re di Norvegia viene presentato un inimmaginabile ultimatum delle forze armate tedesche: arrendersi o morire. Con i soldati nazisti che gli danno la caccia la famiglia reale è costretta a fuggire dalla capitale. Per salvaguardare l’interesse della famiglia, la principessa ereditaria Märtha lascia la Norvegia con i bambini per cercare rifugio in Svezia, mentre il re Haakon (Jesper Christensen) e il principe ereditario Olav (Anders Baasmo Christiansen) fuggono dai bombardamenti tedeschi per rifugiarsi in una piccola area agricola appena fuori da Elverum. Dopo tre giorni di disperati tentativi per sfuggire alle armate nemiche il re Haakon, in un incontro con l’ambasciatore tedesco, atto a trovare un modo per non iniziare la guerra prende la sua decisione finale, si rifiuta di capitolare, anche se potrebbe costargli la vita, la sua famiglia e molti norvegesi.

Una storia di integrità morale e forza d’animo

Il regista Erik Poppe confeziona un’opera completa, capace di coinvolgerti emotivamente e mostrare un Re fragile, che vorrebbe finire i suoi giorni a giocare con i nipotini in attesa della fine. Ma quando il paese è in pericolo, con un governo sovvertito e incapace di reagire è a lui che spetta compiere un sacrificio immenso, a costo di una guerra, non arrendersi alle forze nemiche e resistere per lui, la sua famiglia e tutto il suo popolo. Nel film sembra agire un occhio attento a mostrare le fragilità del potere, dal Re al Governo, all’ambasciatore tedesco, che nonostante continui a lottare per la neutralità della Norvegia è costretto ad obbedire agli ordini del Führer e quindi sottostare ai suoi caporali che preferiscono risolvere la faccenda con le “azioni” invece delle parole. La scelta del Re è un film dove i personaggi vengono scoperti attraverso il panico e il caos di una guerra alle porte, ed è li che emergono e resistono, spinti da istinti primordiali di libertà e fratellanza.

Il Re fugge dai bombardamenti aerei tedeschi

Uno stile intimo e vivace

La scelta del Re gioca molto con la luce e la camera a spalla, come se questi fossero elementi per avvicinare lo spettatore ai personaggi del film, imperscrutabili e solenni solo in un primo momento. Questa fluidità nelle inquadrature dona alla camera un corpo, essa agisce nello spazio della scena ed esprime un suo punto di vista. Le tonalità fredde degli esterni vengono fusi sapientemente con quelle calde degli interni creando un contrasto visivo piacevole agli occhi che intensifica il campo percettivo dello spettatore. La tecnica sembra essere coesa alla recitazione, i personaggi si muovono in spazi perfettamente illuminati, capaci di mostrare la scena sotto un punto di vista più intimo, che unito alla vivacità della camera rende il film un audace dramma storico.

La scelta del re è un film diretto da Erik Poppe con  Jesper Christensen, Anders Baasmo Christiansen, Karl Markovics, Tuva Novotny. Distribuito da Nordisk Film.

Voto

 

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