La Regina di Ghiaccio, recensione: Lorella Cuccarini è ancora Turandot

La Regina di Ghiaccio, recensione: Lorella Cuccarini è ancora Turandot

La Regina di Ghiaccio torna al Teatro Brancaccio di Roma con Lorella Cuccarini ancora nei panni della regina persiana Turandot: l’opera di Puccini, reinterpretata con creatività, continua a conquistare sia gli adulti che i bambini.

 

Musical moderno e accattivante

La Regina di Ghiaccio si ispira alla Turandot di Giacomo Puccini, opera amata dal pubblico ma lontana anni luce dal genere del musical. Maurizio Colombi, ideatore e regista, ha saputo unire le due cose con estro e mestiere. Protagonista indiscussa è ancora Lorella Cuccarini: è lei a vestire anche quest’anno i panni della gelida regina di Persia, pronta a sposare solamente il pretendente che saprà rispondere esattamente ai suoi 3 enigmi. Chi non vi riesce, invece, si vedrà decapitato. Tutto cambia, però, quando Turandot incontra il principe Calaf (interpretato da Pietro Pignatelli): a lottare ci sarà da una parte l’amore e dall’altra il maleficio impartitole dalle 3 streghe Tormenta, Gelida e Nebbia.

Cast che vince non si cambia

La Regina di Ghiaccio era già andato in scena (con successo) al Brancaccio di Roma a marzo 2017. La direzione artistica del teatro ha voluto confermare lo spettacolo in toto. Sul palco, oltre alla coppia Cuccarini-Pignatelli, c’è un cast ricco di qualità composto da 20 performer tra attori, ballerini e acrobati. Tra i protagonisti impossibile non apprezzare Simonetta Cartia (Chang’è – Luna) e Sergio Mancinelli (Yao – Sole), pronti ad aiutare Calaf, e le 3 perfide ancelle Tormenta (Valentina Ferrari), Gelida (Federica Buda) e Nebbia (Silvia Scartozzoni).

La Regina di Ghiaccio: Lorella Cuccarini si prepara ad uccidere un altro pretendente che ha fallito la prova
Turandot (Lorella Cuccarini) si prepara ad uccidere un altro pretendente reo di aver fallito la prova

Il pathos delle arie di Puccini

La scaletta è formata da 18 brani originali tra cui trovano posto anche le celebri arie di Puccini, tra cui il Nessun Dorma (a Pignatelli l’onore di eseguirlo, con merito), ovviamente modernizzato e riarrangiato. Questa versione ai confini del pop non rovina affatto quella originale: semmai la esalta e la rende più fruibile grazie al contributo della scenografia e degli effetti speciali che caratterizzano la parte conclusiva del musical. La Regina di Ghiaccio vuole arrivare al pubblico nel vero senso della parola e per riuscirci non esita a coinvolgerlo in prima persona oppure a proporgli immagini e video accattivanti.

Da vedere, per adulti e bambini

Le scenografie (di Alessandro Chiti) e i costumi (opera di Francesca Grossi) dimostrano una volta di più che quella de La Regina di Ghiaccio è una produzione ben organizzata, capace di chiamare in causa il team che nel 2016 aveva già portato al successo il musical Rapunzel. Lodevole il fatto che la Turandot venga resa comprensibile ai bambini ma lo è ancor di più il fatto che risulti gradevole anche ad un pubblico più maturo. Il giudizio non può che essere molto positivo: alcuni brani sarebbero potuti essere più incisivi ma nel complesso il musical rappresenta un appuntamento teatrale che sarebbe meglio non perdere.

La Regina di Ghiaccio è al teatro Brancaccio di Roma dal 21 dicembre al 7 gennaio e offre una programmazione speciale per Capodanno ed Epifania.

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